Stare all’erta, ecco la vita (O.Wilde)

Come dicevo qui, i libri mi accompagnano da… quasi sempre. Alcuni mi erano stati comprati o regalati da piccola e li ho amati, ma la vera folgorazione l’ho avuta grazie alla biblioteca della scuola media dove ho preso in prestito la storia che mi ha introdotta veramente nel mondo della lettura: La storia di Cosetta, tratta da I Miserabili di V. Hugo. Non ricordo né l’edizione né la copertina, ma ricordo distintamente che questo libro l’ho letto in un pomeriggio sdraiata sul letto nella mia camera, dimenticando completamente ogni altra cosa. Ricordo ancora una frase e alcune emozioni legate a Cosetta e Valjean, ricordo la bellezza che ho capito quando ho chiuso il libro e il desiderio di tornare in biblioteca.

Ho letto libri sbagliati a età giuste e libri giusti a età sbagliate, ho letto Il Giardino dei Finzi-Contini e ho sentito distintamente il dolore della fine, ho letto Un Uomo d’estate, ascoltando in loop The Greatest Hits di Simon & Garfunkel, adorando la faccia della Fallaci che sembrava guardare proprio me dal quarto di copertina, ho letto tutto Poirot sorridendo felicemente senza cercare di scoprire il colpevole, ma solo godendo delle sue storie.

Ho letto Opinioni di un Clown e l’ho amato, ho letto Demian e l’ho capito, ho letto La coscienza di Zeno e l’ho riletto.

Sono cresciuta, un libro alla volta.

Ne ho abbandonati alcuni dopo poche pagine per mia manifesta ignoranza, altri per manifesto opportunismo dell’autore, ne ho divorati altri, a volte contemporaneamente, leggendoli seguendo l’umore della serata.

Sul mio comodino, oltre alla polvere, ci sono sempre tre o quattro libri che guardo con impazienza ogni volta che passo e che chiudono le mie giornate, belle o brutte, leggere o pesanti, ogni giorno tutti i giorni.

Stasera posso scegliere tra: Terroni di P. Aprile, Partir di T. Ben Jelloun, Donne che corrono coi lupi di C. Pinkola Estés, Quadrivium di M. Lundy, D. Sutton, A. Ashton, Ja. Martineau, Jo. Martineau

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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2 risposte a Stare all’erta, ecco la vita (O.Wilde)

  1. 'povna ha detto:

    Accompagnano anche me. Per me l’inizio più canonico del mondo: Cipì di Mario Lodi. E da lì, fu la fine!

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Cipì! Chi inizia con Cipì non smette più. La maestra, anzi Maestra de La Filosofa lo ha letto alla classe in 1° elementare ed è stato un trionfo: anche per mia figlia “da lì, fu la fine!”. Grazie per essere qui con me.

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