L’elettore

Sanremo non lo guardo dai tempi dell’università quando ci si riuniva in un gruppo nutrito a casa di qualcuno e si scherzava tutti insieme bevendo una birra (o due…). Ma non è che non lo guardo per snobismo: in TV non riesco a guardare neanche il concerto del mio cantante preferito perché è il mezzo che mi irrita. Non riesco proprio a stare ore a guardare cantanti che cantano: sì, guardare perché poi alla fine alla TV guardo e non ascolto, al massimo sento.

Sabato sera ho saltabeccato di qua e di là, attratta da Sanremo perché si dice che sia stato diverso dal solito e molto godibile: in una delle mie puntatine ho trovato Bisio pronto per il suo monologo e mi sono fermata.

E sì, ha detto una banalità quantomai vera: i nostri politici ci assomigliano. E’ questa la verità pura e semplice perché ci lamentiamo di loro, ma sono la nostra quintessenza. A governarci dovrebbero essere i migliori? Forse sì, sicuramente da noi i migliori sono intesi essere i più tipici e rappresentativi di molti dei nostri difetti.

Cambiarli questi politici? Sì, certo è una buona idea.

Ma cambiare l’elettore è meglio: se cambiamo chi vota forse cambiano le situazioni. Bisio ci provoca: facciamo votare i norvegesi al nostro posto.

Per cambiare l’elettorato, invece di farci sostituire dai norvegesi, possiamo educare noi stessi e le nostre coscienze, partendo da argomenti terra terra per elevarci fino a questioni più squisitamente intellettuali.

Iniziamo a non parcheggiare in quarta fila davanti ai passi carrabili o davanti agli scivoli per i disabili, proseguiamo non attaccando il chewing gum sotto le sedie alle Poste e pulendo se rovesciamo la bibita sul treno. Se noi, l’elettorato, fossimo abituati a considerare un parco pubblico “il nostro parco” invece che un luogo di nessuno e se veramente ci ripugnasse che qualcuno ci offrisse dei soldi per avere un favore, saremmo migliori e il meglio di questi migliori da mandare a Roma, forse, sarebbe qualcuno che andremmo a votare volentieri.

Ora non so se mi piace  di più il pezzo su Qui Quo Qua e Nonna Papera o questo sul voto ai norvegesi.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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3 risposte a L’elettore

  1. Monica ha detto:

    Ciao. Il tuo post mi ha ispirato il post di oggi. Ho scritto e ho citato le tue parole e la fonte (di parole e ispirazione). Spero non ti dispiaccia. Grazie per avermi portata a vedere il monologo di Bisio che mi ero persa. E’ un grande.
    Un abbraccio,
    Monica

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ciao Monica! Grazie per la tua gentilezza, sei molto carina. Non mi dispiace affatto, anzi mi piace anche perché più siamo ad essere consapevoli che dobbiamo cambiare, meglio è!
      Ho letto il tuo post e sono, ovviamente, d’accordo: “cambiare gli elettori per cambiare i politici. I politici dopo. Gli elettori prima”. A presto ❤

  2. Pingback: Election day | The book, the cat and the table.

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