Siamo tutti Cittadini

Leggo, sempre con grande piacere, The Queen Father.

Lo leggo principalmente perché scrive bene, ha una narrazione accattivante, mi mette di buon umore e mi riconcilia con gli anni che ho trascorso (s)travolta dai miei figli o-3 anni (moltiplicati per 2, per la precisione, perché tra La Filosofa e Il Cantastorie ci sono 3 anni di differenza).

The Queen Father ha una famiglia che in Italia non esiste: è un uomo che ha sposato un uomo ed ha un figlio.

Anche grazie ai suoi articoli ho avvicinato una realtà che non conoscevo personalmente, ho imparato a guardare da vicino ciò che ho sempre visto da lontano.

Dopo alcuni suoi articoli recenti, voglio metterci anch’io i miei 2 cent.

Perché non è dato il matrimonio gay? Non i PACS, non le unioni civili, proprio il matrimonio: la nostra Costituzione (1948), talmente illuminata da far sentire noi degli anni 2000 dei reazionari oscurantisti, all’articolo 29 non parla di uomini e donne, di marito e moglie, ma semplicemente di coniugi. Quindi? Perché non è dato il matrimonio tra persone dello stesso sesso?

Le parole marito e moglie compaiono nell’art. 143 del Codice Civile, ma non compaiono più negli articoli seguenti, dove si parla ancora una volta di coniugi. Forse compaiono nell’art. 143 perché, nel 1975, nel nuovo Diritto di Famiglia, questo articolo doveva eliminare la dipendenza giuridica e morale della moglie dal marito? E’ un articolo che ci è dunque servito a sostenere un diritto, a superare una mentalità infame che vedeva le donne (mogli) inferiori davanti alla Legge.

Un articolo che aveva un fine nobile, non può oggi essere veicolo di discriminazione. Non abbiamo il diritto, oggi, di usare quelle parole per fini discriminatori, proprio quelle parole che hanno portato l’uguaglianza nella vita di tante persone.

La Costituzione parla esplicitamente di coniugi, senza genere come è giusto che sia in uno Stato civile.

Altra cosa è il matrimonio religioso: essere religiosi, seguire una Dottrina, essere parte di una Chiesa sono altro dall’essere Cittadini.

I Cittadini e il loro Stato dovrebbero essere tutti laici e sentirsi un sistema equilibrato in cui diritti e doveri sono sempre garantiti; le persone e la loro fede religiosa sono altro.

Tutte le persone religiose sono Cittadini, non tutti i Cittadini sono religiosi.

Lo Stato non è sminuito dalla Costituzione che si riferisce sempre a persone senza genere, anzi ne è arricchito: lo Stato non può dimenticare questo in materia di matrimoni gay.

Lo Stato ratifica d’ufficio i matrimoni cattolici perché i cattolici italiani sono cittadini italiani: la Chiesa cattolica non ratifica d’ufficio i matrimoni civili perché non tutti i Cittadini italiani sono cattolici.

Alla Chiesa non si chiede di ratificare d’ufficio i matrimoni civili tra persone dello stesso sesso.

Eravamo partiti, nel 1948, da molto in alto: dovremmo avere il coraggio di fermarci a pensare se non sia il caso di ritrovare dentro di noi un po’ di quella levatura.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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3 risposte a Siamo tutti Cittadini

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