Guru e Maestri

Non conoscendo il galateo dei blog, spero di non stare per fare una cosa sgradita o maleducata prendendo spunto da un commento di Maurizio Vagnozzi a questo post.

Mi ha riportato a pensare ad un argomento che mi accompagna da molto tempo: l’ambiente in cui cresciamo e viviamo, gli stimoli che riceviamo, la nostra reattività a questi e la nostra eventuale forza intellettuale.

Maurizio ha avuto la ventura di interagire con Ludovico Geymonat: fortuna, determinazione? non lo so, ovviamente, ma la cosa interessante é che nella sua vita c’è stato questo scambio con una persona di spessore.

Ricordate? Anche la Nanda era vissuta in un ambiente ricco di stimoli. Stessa cosa per Natalia Ginzburg, cosa che salta agli occhi leggendo Lessico famigliare.

Il Capo Dipartimento di Inglese all’Università dove ho studiato io era una signora agée di cui si diceva fosse lì perché era l’amante di qualcuno: vero o non vero era sicuramente verosimile; era talmente stimolante che l’unica idea che mi è venuta per la tesi è stato Oscar Wilde. Nel 1992 su Wilde, azzardo, era stato scritto tutto, era stato ipotizzato tutto, non c’era assolutamente nessuna angolazione nuova da cui analizzare le sue opere.

Quando le ho chiesto la tesi, la gran dama mi ha guardata dall’alto in basso e, dopo un attimo di esitazione, mi ha detto: – Oscar Wilde era omosessuale, le sembra adatto? –

Voglio dire, avere Abbagnano come insegnante doveva essere un filino diverso, credo…

Episodio simbolo di situazioni ricorrenti che ho cercato di usare come alibi il meno possibile, proprio solamente quando era impellente, in periodi di bassissima marea: il contesto, la famiglia, il caso, le capacità.

Sì perché anche le capacità attingono al brodo di coltura in cui si vengono a trovare: è sicuramente più difficile anche per chi vale, vivere con pochi stimoli e in un orizzonte limitato.

E’ fuor di dubbio che, anche in un contesto asfittico, chi ha forza intellettuale, emerge e costruisce qualcosa, ma é altrettanto vero che persone comuni stimolate a migliorare avrebbero cose da dire e che invece, asfitticamente parlando, non sanno né di averle queste cose da dire né come eventualmente esprimerle.

Il miglioramento è lento, spesso non è lineare, é difficile, ma è quello di cui abbiamo maggiormente bisogno e ciò che stimola il cambiamento è l’ammirazione, l’emulazione, la stima: potersi circondare di belle persone, intellettualmente vivaci che ci aiutano a cercare, a volere, a sapere, è quanto di meglio la vita ci possa portare.

Non è tutto, ripeto, ma è un atout non indifferente.

Credo che studiare con Geymonat sia stato un plus per Maurizio e lo invidio, positivamente e bonariamente: la mia gran dama non me la invidiava nessuno, la mia tesi non è stata letta da (quasi) nessuno, gran dama compresa e ho continuato a salire, lentamente, ostinatamente e silenziosamente, cercando di appoggiarmi di qua e di là. In solitaria.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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2 risposte a Guru e Maestri

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Hai ragione: studiare con Geymonat e Giorello, con Mangione, con Dal Pra, con Meloni e con molti altri mi ha dato stimoli, mi ha arricchito, mi ha fatto innamorare di conoscenza e cultura. Cultura è poi libertà.

    Fai cosa gradita nel citare un mio commento: vai a leggerti il mio post “Nazmul viene dal Bangladesh” (non mi sembra educato metterti il link, ma lo trovi sul mio sito con una semplice ricerca) che può darti ancora ragione in quello che scrivi …

    • ogginientedinuovo ha detto:

      L’ho trovato. E’ così. Nazmul avrebbe potuto continuare ad essere un faro per i suoi studenti e avrebbe potuto continuare a crescere nell’ambiente universitario: guidando il suo taxi, ora, straniero magari denigrato e maltrattato, troverà stimoli e arricchimento? E tutti gli studenti che non sanno neppure di aver perso un’occasione, troveranno altrove stimoli e arricchimento?
      Grazie.

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