La montagna di Adamo

Mi piacciono i gialli, i polizieschi, tutte quelle storie in cui un protagonista con il ragionamento arriva a risolvere un mistero o un crimine. Mi piacciono questi protagonisti, spesso strani, a volte antipatici, ma sempre intelligenti e intellettivamente brillanti.

Un luogo incerto
di Fred Vargas, ed. Einaudi
traduzione di Margherita Botto

non fa eccezione.

E’ il sesto libro che ha come protagonista il commissario Adamsberg, in una Parigi schizzata dall’autrice da un’angolatura che gli calza a pennello; è strano, sicuramente, ma molto intelligente, pronto a seguire i suoi ragionamenti ovunque lo portino.

E’ una serie scritta molto bene, ricca di personaggi umani e sfaccettati, che ci porta per mano attraverso storie non scontate.

Un invito alla lettura attraverso le parole dell’autore

Questo fatto incrocia la tua strada, devi fartene carico.

L’ansia riprendeva il sopravvento, s’insinuava nei vuoti della sua anima.

(…) una lieve sofferenza fa percepire la vita.

(…) non è la qualità a produrre il puro piacere, ma il benessere non scontato, di qualunque cosa sia fatto.

Da buona scienziata, l’autrice è una fine osservatrice della vita tutt’intorno, dei caratteri, delle anime e butta lì al lettore momenti intensi di descrizioni psicologiche pennellate lievemente, ma nitidamente.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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8 risposte a La montagna di Adamo

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Mi fido e l’ho comprato: normalmente divoro gialli nordici a interi bancali (elettronici), consumandoli mentre volo. Mi hai fatto vincere una naturale diffidenza verso gli autori francesi che non siano i poeti maledetti, ma come scialuppa ho anche preso l’ultimo di Alicia Gimenez, nel caso l’archeologo mi deluda.

  2. ogginientedinuovo ha detto:

    Anch’io adoro i gialli scandinavi, ma vedrai che Vargas ti piacerà: i nordici sono più splatter, partoriscono modi di torturare e uccidere che menti del sud Europa non riuscirebbero a immaginare; i francesi sono più psicologici, direi, più interessati ai perché delle situazioni.
    Di Gimenez ho letto solamente “Riti di morte” che mi era piaciuto molto: anche quest’autrice è Europa del sud, come dicevo, e più che splatter è psicologica, attenta anche alla vita intorno al caso poliziesco in sé. Devo riprendere le fila di questa “pista” spagnola…

  3. ellegio ha detto:

    A me invece i gialli scandinavi che ho letto non sono piaciuti granché, ma mi sono limitata a Larsson e Nesbo (ci sarebbe poi Hoeg, quello del Senso di Smilla per la neve, per il quale farei un’eccezione). Vargas è gradevole, Un luogo incerto non l’ho letto ma altri sì. Grazie del suggerimento 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Tra gli scandinavi, a me è piaciuta la serie di Henning Mankell che ha come protagonista il commissario Wallander (esiste anche una serie svedese di film che a volte viene trasmessa d’estate) e mi piacciono i libri di Anne Holt: comunque il mood è quello…
      Vargas è più vicina al nostro sentire, forse, e trovo i i suoi libri molto piacevoli e rilassanti. Ciao!

  4. ogginientedinuovo ha detto:

    Maurizio, leggi il primo, L’uomo dei cerchi azzurri. Fammi sapere 🙂

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