Metti una sera alla sagra di paese

Esterno sera. Sagra di paese. Liscio a tutto volume. Alcuni bimbi sgambettano sulla balera, improvvisando una mazurka fai-da-te.

I ragazzi ed io occupiamo frettolosamente un tavolo mentre Tuttobene si mette in fila per prendere la cena. Controlliamo il cielo, più volte: si sta caricando di nuvole, sempre più fitte e nere, non promette niente di buono.

Tornando con lo sguardo a terra, al tavolo di fianco, vedo una signora che conosco, che vedo tutti i giorni nei mesi invernali e rimango a bocca aperta.

Questa signora nei mesi invernali ha circa 55 anni, occhi cerulei, capelli fino alle spalle, senza forma, color rat mousqué con una frangetta ribelle, veste con abiti e scarpe anni ’60, ma non della collezione Dior, piuttosto della collezione li-uso-per-lavorare-alla-catena-di-montaggio-della-Telefunken, ha la pelle color celluloide e un atteggiamento da collegio di suore, con occhiaia e sorrisi tirati.

Bene.

Questa signora, in agosto, alla sagra di paese, ha circa 35 anni, un’abbronzatura da Naomi Campbell, capelli lunghi a metà schiena, unghie lunghe e curate, anello oversize, bermuda attillati con dentro un sedere degno di nota, sandali con plateau e tacco 14, é sorridente e spigliata.

Perché io, d’estate e d’inverno, sono sempre prevedibilmente io? Perché a me d’estate non cresce un sedere degno di nota nei bermuda? Perché se mi metto un tacco 14 col plateau, l’unica passerella che posso permettermi é il viale che va al Pronto Soccorso? Perché se mi metto un anello oversize tiro tutti i fili dei maglioncini, ma tutti tutti? Perché io, dopo due settimane al mare ho un color caffelatte con poco caffé?

Soprattutto, la signora sembrava a suo agio e felice. A suo agio e felice come se lo fosse sempre, ogni giorno tutti i giorni, come se lo fosse sempre stata, nonostante l’inverno.

Tutti questi pensieri mi sono guizzati nella mente tra l’attimo in cui l’ho vista e il gesto di saluto che ho prodotto 30 secondi dopo.

Ma dico io, ma se anche questa signora mi si butta fuori, siamo veramente alla fine di un’era, stiamo annusando tempi nuovi. Che cosa si sta preparando?

Ok, settembre sta arrivando, vero inizio di un anno nuovo: è tempo di trovare nuove energie, è tempo di respirare lunghe, lente e profonde boccate d’aria, di modellare attività e desideri.

E’ tempo di prendere la rincorsa e scattare velocissimi verso l’inverno con nuove riserve di liste di desiderata: partendo dal look per arrivare a atteggiamenti, filosofie di vita, consapevolezze, rapporti umani, tutto da limare e da sintonizzare per un nuovo, vero benessere.

In fondo, ogni anno a settembre la sensazione di un inizio come se fosse ogni volta il primo inizio, è quello che dà il ritmo alla vita.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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