Saudade

Un palazzo anni ’30, dell’ allora media borghesia, un appartamento appena tinteggiato di bianco, con le porte interne bianche a doppio battente, con i serramenti bianchi, un lungo e stretto corridoio su cui affacciano tutte le stanze e ad un certo punto F. ha acceso la luce, dorata e calda.

Ed è stata casa. Appena prima di cena, quell’ora in cui mi piace essere tra le mie cose ad aspettare l’imbrunire, è stata la sensazione di accoglienza di casa mia. Ma non è casa mia.

E’ stata la sensazione di casa che mi ha avvolta e non volevo più andarmene. E guardavo F. che sta traslocando li’ e, dopo tanto tempo, puo’ ricostruire il suo luogo, perché il luogo è importante; guardavo M. che sta per iniziare le superiori; guardavo R. che si è fatto bocciare in una scuola che per lui non va bene.

E guardavo i miei figli anche loro immersi nell’eventualmente, all’inizio di un nuovo inzio che li porterà al termine di un ciclo, a ridosso di scelte e cambiamenti.

E la luce dorata e calda di quell’appartamento che non è mio, ma che potrebbe esserlo, mi è rimasta dentro a scaldare la grande sensazione di possibilità, in questo fine di giornata.

Le possibilità di un appartamento non finito, appena abbozzato, in cui tutto ancora puo’ essere deciso, spostato, pensato, creato, organizzato, a somiglianza di chi ci abita.

Le possibilità di questi ragazzi che, forse non lo sanno, ma hanno dentro di sé e davanti a sé tutte le alternative del mondo, che quando lo scopri a volte ce le hai già dietro le spalle.

Le possibilità dell’ancora da definirsi che mi si sono squarciate davanti senza preavviso e mi hanno ricordato la leggerezza sottile di quando erano là a portata di mano e non lo sapevo. La consapevolezza uccide la leggerezza.

Le possibilità di avere tutto davanti e poco o niente dietro di sé ed essere senza zavorra, che basterebbe un paio d’ali.

Le possibilità di costruire senza averne gli strumenti né le capacità, ma di provare e sbagliare e ricominciare e sbagliare di nuovo.

Se questi ragazzi intuissero il significato delle possibilità come lo vediamo chiaramente più avanti nella vita senza esserne appesantiti o intimoriti, quante vite meravigliose verrebbero vissute!

R. potrebbe costruirsi il futuro che vagheggia, invece di perdersi e M. avrebbe fiducia nella sua mente e nel suo cuore e sarebbe felice e orgogliosa di essere com’è.

Una luce dorata e calda che avvolge tutte le possibilità possibili: è questo che ho sentito, ed è stato un attimo; la speranza che tutte queste possibilità possibili trovino li’, tra quelle pareti, ragazzi pronti a coglierle.

Un appartamento, dei ragazzi e una fortissima malinconia, ma non proprio.

Perché non ho mai dimenticato com’era avere la loro età, ma da qui, il ricordo fisico dell’adolescenza e della prima giovinezza, si mescola con il tempo che è passato e, tutto insieme, leggerezza e consapevolezza, futuro e passato, possibilità e realtà sono, più che malinconia, proprio

saudade

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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