A regime

Ieri è ricominciata la scuola. Primo vero giorno dell’anno nuovo, anno di chiusura di un ciclo per entrambi i ragazzi.

Abbiamo iniziato con una giornata piena di novità e di tensioni, tutto con una sua importanza.

La Filosofa è in terza media, con le idee già ben chiare su quale sarà la scuola superiore da scegliere a febbraio; curiosa e desiderosa di rivedere i compagni, sicura della “cuccia” che nei precedenti due anni era riuscita a crearsi in classe. Serena e ben disposta verso i cambiamenti del corpo docente, anche se queste modifiche non sono la cosa migliore.

Per lei, oltre al rientro, alle 14:00 era fissato anche l’esame di Certificazione al Conservatorio, il primo esame in assoluto della sua vita; emozione e tensione al massimo dovute non solo al programma da suonare in sé, ma anche al fatto che la ragazza non aveva idea di che cosa significasse presentarsi davanti ad una commissione per “farsi misurare le conoscenze”: ha affrontato la situazione con ansia, ma ha saputo controllarsi  e ha ottenuto un ottimo risultato! Certificazione ottenuta.

Il Cantastorie è in quinta elementare, sta per chiudere il ciclo fondamentale della carriera scolastica di tutti noi: inizia a sentire la preoccupazione per il cambiamento che ci sarà, per ciò che troverà nel suo futuro, è dispiaciuto per ciò che lascerà. Ben disposto a rientrare e ritrovare i suoi compagni, persino a ritrovare le maestre…

Anche nella sua classe cambiamenti: due maestre nuove, materie che si sono spostate da una maestra all’altra e una nuova compagna, novità tutte recepite (pare, per ora) positivamente.

Comunque la preoccupazione maggiore di ieri mattina era l’Accoglienza: nella sua scuola i bambini di 5° accolgono i bambini di 1°, con una piccola cerimonia; ogni classe ne accoglie una nuova: ogni “grande” affianca un “piccolino”, gli fa un piccolo dono e lo segue per tutto l’anno andandolo a trovare durante l’intervallo e sentendosi un po’ tutor o mentore, diciamo così.

Per lui questo momento era motivo di ansia: essere al centro dell’attenzione, essere grande e prendersi in una certa misura la responsabilità di un piccolo, lo teneva un po’ sulla corda. E’ andato tutto bene e alla fine l’ho visto orgoglioso di avere sotto l’ala un remigino!

Piccole e grandi emozioni, tempo volato letteralmente e settembre già a pieno ritmo.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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2 risposte a A regime

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Ricordo le due “cerimonie d’accoglienza” della Camilla: sia come “primina”, sia come “grande” che si è presa sotto l’ala una bambinetta che era così piccolina al confronto di lei “grande di 5a”

    Sono tra i pochi ricordi in un periodo del quale purtroppo viaggiavo come un forsennato: ricordi quasi commoventi nella loro semplice bellezza.

  2. ogginientedinuovo ha detto:

    Sono piccole cose, ma guardi i tuoi figli e vedi dettagli e sfumature che altrimenti non avresti visto. Sono piccole cose, ma alla fine sono quelle che importano.

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