L’Italia dei record

Se si legge questo  si pensa che si spiegano alcune cose oppure non si pensa nulla e si ascoltano l’ansia e la vergogna crescere.

Io ho pensato di potermi spiegare così alcune delle difficoltà dell’essere Italiani, ascoltando l’ansia e la vergogna crescere: non un aut aut, ma un unico sentimento, molto negativo che non farà altro che aumentare d’intensità.

Leggere che meno del 30% della cittadinanza possiede livelli di conoscenza considerati il minimo per vivere e lavorare nel XXI secolo, mi atterrisce, mi fa arrossire di vergogna, mi preoccupa profondamente.

Lo so che studi, statistiche e indagini vanno “presi con le molle”, che bisogna sapeli leggere e interpretare e che la divulgazione così semplificata fa perdere profondità e prospettiva, ciò nonostante credo che questi risultati debbano essere considerati un punto di partenza su cui riflettere.

Ho già detto qua e là che ritengo l’ignoranza il male peggiore che ci affligge; ho già detto che credo che l’unico modo che abbiamo per risollevarci sia l’educazione (intesa come education, non solo come buona educazione): ultimo posto per competenze alfabetiche e penultimo per competenze matematiche!

Dobbiamo ripartire da zero, direi.

In quinta elementare molti bambini, troppi, non riescono a leggere speditamente un testo, né tantomeno dare un’intonazione alla lettura che faccia capire a loro stessi e agli ascoltatori il suo contenuto: ciò significa che molti, troppi bambini NON CAPISCONO QUELLO CHE LEGGONO. A dieci anni.

In quinta elementare molti bambini, troppi, hanno un approccio superficiale e demotivato alla matematica perché molte maestre, troppe, non sono in grado di insegnare questa materia; nel 2013 l’atteggiamento è ancora: – Eh, la matematica è difficile, non tutti hanno una mente matematica. NON IMPORTA, saranno bravi in un’altra materia. Maestre di bambini di dieci anni…

Mi vergogno. Mi metterei a piangere.

Secondo me anche Gramellini si metterebbe a piangere.

Quando rimetteremo la scuola al centro delle priorità del nostro Paese? O è diventato un circolo vizioso: siamo troppo ignoranti per capire che per uscire dall’ignoranza ci vuole più scuola e scuola migliore?

E qualche giorno fa avevo letto questo: è un’urgenza che sta diventando un’emergenza.

Siamo fermi, impantanati non perché siamo senza risorse, ma perché non siamo in grado di vedere e di capire e di fare progetti partendo dalle risorse che abbiamo, a quanto pare, in primis, perché non sappiamo né leggere né far di conto!

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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5 risposte a L’Italia dei record

  1. Ilaria ha detto:

    è drammatico, e io ho sentito con le mie orecchie colleghi dire “no, io non ci sto a farmi dare dell’ignorante!” tutti offesi e risentiti! non ne veniamo fuori!

  2. ogginientedinuovo ha detto:

    Già è drammatico! Ma dobbiamo venirne fuori, per forza, perché altrimenti ci rimane solo da seppellirci in una buca…
    I tuoi colleghi che non ci stanno a farsi dare dell’ignorante, probabilmente non lo sono davvero, ma è inutile risentirsi per queste indagini: questo è quanto, non si può prescindere dai fatti. A presto!

  3. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Cultura è libertà ….

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