Bling Ring

Noi non siamo l’America, ma, come sempre, possiamo copiarla. Spero che non avremo mai ragazzini che vanno a rubare nelle case dei ricchi e famosi, ma il concetto di fondo è lo stesso: bellezza, ricchezza e fama sopra ogni cosa e ad ogni costo.

La bellezza è diventata il fulcro della vita quotidiana: facendo “la vasca” si vede tutta una serie di giovani molto uguali, molto omologati, molto tirati a lucido; ogni pezzo di vestiario è “firmato”, mutande comprese, i capelli delle ragazze sono tutti lunghi e piastrati, le loro unghie sono tutte lunghe, perfette, rifatte, i capelli dei ragazzi sono tutti scolpiti, crestati, sempre appena tagliati; tutti carichi di creme, trucco, profumo, gioielli (veri o falsi, non importa).

La ricchezza (non da oggi purtroppo) è fondamentale perché garantisce di poter avere senza limiti per mostrare; una ricchezza che sembra dovuta perché i giovani hanno tantissimo senza forse sapere quanto costa questo alle loro famiglie: 8 ragazze su 10, ragazze delle superiori, passeggiano con le borse di LV al braccio e dubito che si rendano conto del loro costo (quanti generi alimentari per la famiglia si possono comprare con l’equivalente speso per la borsa? quanti interessi sborsano i genitori quando restituiscono alla banca il prestito personale chiesto per comprare la borsa? quanti libri di scuola si sarebbero potuti comprare invece?)

La fama. Ecco questa smania è piuttosto nuova, la mia generazione non l’ha conosciuta e quindi, presumo che noi genitori siamo un po’ impreparati a gestirla: diventare famosi, conosciuti, esistere attraverso gli altri, ma non per meriti o talenti. Il Grande Fratello ha esaltato negli anni questa urgenza dei giovani: non sanno fare nulla, sanno solo mostrarsi; ogni cosa è lecita, choccare per farsi ricordare.

Che cosa ha fatto di memorabile Paris Hilton? Ha scolpito sculture, dipinto quadri, scritto saggi, cantato canzoni, danzato Il Lago dei Cigni, tenuto concerti per arpa rinascimentale, scoperto una nuova specie animale o vegetale? No.

Dall’articolo del CdS: ” «I social media favoriscono la diffusione del narcisismo e dell’egocentrismo non solo tra i ragazzi ma anche tra gli adulti. Gli adolescenti sono perennemente impegnati in un’opera di autopromozione che è diverso dall’espressione di sé. Facebook, Instagram, Twitter è tutto un cercare attenzione, retweet e likes, la conferma che sei popolare, che esisti. Se manca l’attenzione si deprimono.”

Il basso profilo non è più contemplato.

Con due figli, di cui una a ridosso delle scuole superiori, devo assolutamente prepararmi, non dico per arrivare a capire, ma almeno per arrivare nei dintorni del capire i giovani…

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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6 risposte a Bling Ring

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Non è “America”, almeno non solo: l’America ci può dare anche eccellenti esempi come la difesa dei consumatori (Nader), la musica, la letteratura e molto altro. Sono i “modelli di essere” che vengono rilanciati per bieche esigenze consumistico commerciali che ci devono far riflettere: qualsiasi cosa basta si consumi. E poi, troppo spesso (e mi riallaccio al tuo bellissimo grido di disperazione per la scomparsa della cultura a fronte di uno tzunami di ignoranza), questi modelli vanno a colmare vuoti pneumatici fatti di assenza di sapere, di lettura, di curiosità, di studio, di informazione, di amore per la cultura ….

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ questo che mi fa arrabbiare: io non ho niente contro l’America, anzi lo considero un grande Paese, ma questa spinta perenne a fare soldi sopra ogni altra cosa, questa spinta perenne al consumo sopra ogni altra cosa, ha destabilizzato un Paese (il nostro) già fragile da un punto di vista sociale. Sono d’accordo che questi modelli vanno a riempire un vuoto pneumatico, ma questo vuoto come e perché si è prodotto? Si è prodotto anche perché, in un terribile circolo vizioso, i modelli alternativi proposti erano molto allettanti: chi non vorrebbe essere ricco, famoso e bellissimo? Se soldi, fama e bellezza sono considerati il fine ultimo dell’esistenza tutto il resto passa in secondo piano (o in terzo o in quarto..). Insomma, per dire che è difficile guidare dei ragazzi facendo sì che siano giovani del loro tempo (perché è giusto che sia così), ma con una testa funzionante che non sia solo messa lì a tener su la cuffia!
      Vedremo…

      • Maurizio Vagnozzi ha detto:

        Ci si riesce, credimi, e si raggiungono anche buoni risultati, ne ho un buon esempio in casa 🙂

        Non per cambiar discorso, ma la conserva di pomodori com’è venuta? 😛

  2. Stefania ha detto:

    Ho appen finito di dirlo a mia figlia (tredicenne) mentre faceva colazione, che temo tantissimo i suoi coetanei (la sfottono perché si veste da “brava persona”).
    Temo quell’ignoranza vestita di arroganza firmata.
    Temo il loro futuro, perché è nella natura delle cose che si schianteranno.
    Prima o poi.
    Bel post, grazie.
    Stefania

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Anche mia figlia ha tredici anni e anche lei si veste da “brava persona”: non ha, e non vuole, vestiti firmati, non ha un profilo facebook, legge moltissimo, non ha ipad-ipod-icosi vari, è appassionata di manga e non si trucca: la prof d’italiano mi ha detto che è strana! Hai capito? L’omologazione prima di tutto: si schianteranno, ma tutti insieme!
      Osservo molto la mia ragazza, in silenzio senza invadenza, perché temo che venga esclusa dai gruppi dato che non si conforma volentieri: fin’ora non è successo, è sempre riuscita a ritagliarsi un suo spazio tra i suoi coetanei, ma alle superiori non so che cosa succederà.
      Per il fratello di dieci anni, siamo un po’ nella stessa barca, con alcune aggiunte, per cui temo già l’arrivo alle medie l’anno prossimo.
      Grazie per essere passata! 🙂

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Maurizio, la salsa di pomodoro è ottima, anche se è un po’ più liquida del solito: colpa del tomato squeezer; basta far andare il sugo un po’ più a lungo, comunque!
    Credo che Babbo Natale ti potrebbe portare un pacchetto…

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