Where children sleep

When Fabrica asked me to come up with an idea for engaging with children’s rights, I found myself thinking about my bedroom: how significant it was during my childhood, and how it reflected what I had and who I was.

Ed è nato questo progetto fotografico di James Mollison che trovo bellissimo e delicato e per tutti, grandi e piccoli, e immediato. Ho guardato ogni fotografia, più volte, confermandomi nella certezza che la fotografia ha il potere di dire ciò che altre arti non possono: la profondità della verità che i colori creati dall’uomo per le tele non riescono ad avere, l’ampiezza del messaggio che le parole legate alle lingue o alle loro traduzioni non riescono a trasmettere, la musica delle luci e delle ombre che le 7 note non riescono a contenere.

E mentre sfogliavo queste fotografie rincorrevo idee vaghe e pensavo ai miei ragazzi. Pensavo alle loro camere, specchio delle loro personalità, delle loro possibilità, in qualche modo anticipatrici del loro futuro. E’ vero che nelle camere dei bambini c’è tutto: chi sono, da dove vengono, dove vanno, come i genitori li amano, il loro sguardo su quello che deve ancora venire.

Ho paura che siamo lontani dall’avere bambini che godono pienamente dei diritti che spettano loro, nel mondo che sembra così piccolo, ma che in realtà è immenso, infinito quanto lo rendono le sfumature della parola bambino.

La camera di una bimba di 4 anni a Tokyo sembra un negozio, quella di un bimbo di 9 anni della Costa d’Avorio sembra un deposito dismesso, un bimbo di 9 anni a Rio de Janeiro una camera non ce l’ha, un bimbo israeliano in Cisgiordania non ha giocattoli, neanche una bimba palestinese in Cisgiordania ha giocattoli, ma ha un quadro che ritrae dei kamikaze armati, entrambi hanno sguardi persi di adulti segnati dalla vita, un undicenne statunitense ha una camera in stile militare, una quindicenne giapponese ha solo colore in camera.

BeFunky_100_4052.jpgLa Filosofa in camera ha tanti libri, fogli da disegno, penne, colori, manuali per imparare a disegnare manga e personaggi fantasy, ha qualche bambola di pezza per non dimenticare la tenerezza dell’infanzia, CD che non ascolta, braccialetti e collanine che non mette, tanti giochi da tavolo, cellulare, macchina fotografica, console portatile per i giochi, piccoli oggetti accumulati negli anni passati e tanti taccuini colorati.

BeFunky_100_4053.jpgIl Cantastorie in camera ha i libri sugli animali, un bastone da sciamano e una quena peruviana, fogli e colori per disegnare, leggio e spartiti per suonare, tante bambole di pezza protagoniste di storie iniziate anni fa e mai finite, un teatrino di legno con i suoi burattini, pronti a raccontare la sua fantasia, un grande cassetto pieno di animali di plastica che non usa più e di cui non vuole disfarsi.

A entrambi ho regalato un pupazzetto buffo, di stoffa che rappresenta un angelo, l’ho incorniciato e appeso, mi piace che ricordi loro l’angelo custode; entrambi hanno un loro disegno incorniciato: la loro idea di famiglia di quando avevano 3 o 4 anni; entrambi hanno diverse fotografie. Entrambi hanno silenzio quando ne hanno bisogno, calore, luce, la vicinanza dell’altro fratello quando la desiderano o la possibilità di chiudere la porta quando vogliono stare soli. Entrambi hanno lo spazio per costruire il loro cammino.

(Perché lo sia anche oggi la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e anche domani magari, e poi perché non anche il 24 novembre? Per ricordare ogni giorno che ogni giorno i nostri bambini hanno diritto ai loro diritti.)

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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