Quel senso di definitivo

La differenza maggiore tra l’avere ventisei e l’averne quarantasei?

Il senso del definitivo.

E me rendo conto ora benché sia stato, evidentemente, uno scivolamento graduale. Non so quando sia iniziato questo processo, ma dev’essere stato quando ho dovuto cominciare a prendere decisioni.

Voglio dire, scegliere se comprare gli stivali neri o marroni a ventisei anni non credo si possa annoverare tra le decisioni da prendere: arriva però un giorno in cui la vita comunica, senza tanti preamboli, che bisogna prendersi la responsabilità di una decisione.

E lo si fa.

E poi ancora, lo si fa ancora, poi di nuovo.

E, senza rendersene conto, ogni decisione diventa a mano a mano più importante o stringente. Finché arriva un giorno in cui si sa, senza bisogno di tante spiegazioni, che la decisione che si sta per prendere è definitiva.

A ventisei anni ogni giorno, ogni angolo, ogni parola trasudano possibilità, un ventaglio di possibilità, fisiche, mentali ed emotive. E ogni scelta fatta è reversibile o almeno modificabile, quasi sempre diciamo.

A quarantasei anni non è più così: le decisioni portano a scelte che spesso conducono verso un’unica possibilità. E spesso questa possibilità non sarà reversibile, né modificabile. Sarà definitiva. Si sa che prendendo quella decisione si chiuderà una porta, definitivamente. Si sa che oltre quella porta c’è un corridoio lungo e stretto, un percorso obbligato.

Prendersi la responsabilità di una decisione che porterà a una scelta definitiva. E’ quello che si fa a quarantasei anni. Senza tante discussioni.

E se si ha paura, non fa niente.

Poi si può anche cercare di alleggerire e chiedersi: sarà meglio comprare gli stivali neri o marroni, per quest’inverno?, ma il senso del definitivo rimane.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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11 risposte a Quel senso di definitivo

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    A 55 sei indeciso sul colore di cui prendere il 28esimo paio di Clarks della tua vita: voglio sempre pensare positivo e credere (o sperare) che esistano comunque alternative, in ogni età. Certo, a 26 anni era differente, ma anche adesso non va troppo male, dai ….

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Le alternative esistono, ma ci sono momenti in cui si sa che una sola strada è quella percorribile, e che è a senso unico. Niente di tragico, è la vita, che è pur sempre bellissima!
      E comunque non sottovalutare il colore dei desert boots, che ti può fare la differenza tra sciatto e cool 😉

  2. gattolona pasticciona ha detto:

    A 49 come i miei io penso che il 6 giugno 2014 compirò 50 anni! E mi pesano una tonnellata, accidenti se mi pesano. Il “trapasso” dai 39 ai 40 non fu così disastroso, ora ci si mettono anche gli ormoni guasti per via della pre menopausa, che non si decide a divenire menopausa conclamata ma mi dà gli stessi sintomi, motivo per cui devo fare la TOS. Con tutte le complicanze del caso, che non mi pare di descrivere in questo salotto che non è casa mia! Certo che è tutto più pesante e difficile: dall’alzarmi al mattino all’addormentarmi la sera, dal seguire mia figlia piccola nei compiti a fare tutto con la velocità di un razzo come fino a pochi anni fa! Come dire, il mio cervello ed i miei desideri sono imprigionati in un corpo che comunque inizia a dare i primi segni di cedimento. Ma la tenacia, la voglia di fare e lanciarmi sempre in nuove sfide ed in nuove avventure quella ce l’ho sempre, soltanto a volte mi devo fermare per prendere fiato…..Per me, cara Dicembrina, non si tratta solo di cambiare tipologia di trucco, parrucco e abbigliamento: è una cosa interiore che vivo con pesantezza e soprattutto sto facendo i primi bilanci. Mezzo secolo di vita non è uno scherzo! O sarà l’aria delle feste di Natale che portano sempre tristezza, anche nelle famiglie del Mulino Bianco. Che per me non esistono! Fabiana.

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Periodi, fasi, tutto concorre a costruire quella che chiamiamo la nostra vita. Sto cercando di imparare, fortemente, a vivere un giorno alla volta. Un giorno alla volta. Forse arrivare così ai 50, un giorno alla volta, ti sarà più lieve 😉

    • gattolona pasticciona ha detto:

      spero di impararlo anch’io. Ma credimi quando una conformazione mentale è storta come la mia, ed è formata da anni e anni vissuti così è estremamente difficile cambaire la rotta. però ci proverò, è l’unica strada per andare incontro alla vecchiaia. Che tra l’altro grazie a medici e ricercatori si preannuncia sempre più lunga, arriveremo a cent’anni senza accorgercene. Quindi attrezziamoci per arrivarci al meglio, sereni e un giorno alla volta. Ringraziando alla sera di averlo trascorso e di esserene sopravvissuti. Complimenti per il post, veramente molto bello e pieno di riflessioni che nascono spontanee. Un abbraccio grande, gattolona pasticciona.

  4. luna ha detto:

    Il tuo discorso lo percepisco ancora di più adesso che sono entrata nel mondo del lavoro.
    Scelte sempre più difficili.
    Bacioni.
    Luna

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ vero. Iniziare a lavorare è un grande spartiacque. In bocca al lupo per il tuo futuro!

      • luna ha detto:

        Crepi sto lupo!!!
        Dai che ti aspetto da me 😉

      • gattolona pasticciona ha detto:

        Cara Luna, non so quanti anni hai e se questo che inizi è il tuo primo lavoro. Se hai già lavorato allora dovresti sapere come funziona più o meno, anche se come vedi ora è un momento tremendo! Se è i ltuo primo incarico, ti dico che sei fortunata per averlo trovato! Troverai sicuramente delle difficoltà iniziali, ma poi se avrai carattere e bei modi di fare, sono sicura che avrai delle soddisfazioni. Anche se ti ripeto, il momento non è dei più rosei: ti faccio i miei migliori auguri e metticela tutta! Fabiana Schianchi.

      • luna ha detto:

        Sono al mio primo approccio Fabiana..
        Ho bisogno veramente degli auguri!
        Un bacio.
        Luna

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