Luoghi e luoghi

I luoghi per me sono importanti, i miei luoghi intendo. Poi per me sono importanti anche i luoghi in generale, più del tempo.

Io ho bisogno di vivere dentro a un luogo che sia ciò che io ho dentro di me.

Questo condiziona il mio umore e il mio sentire, mi porta a cercare la perfetta armonia di ciò che mi circonda, una perfetta armonia soggettiva, totalmente, che ad occhi altri non dice nulla.

Ma i miei luoghi sono così, o meglio tendono ad essere così: spostare, cambiare, modificare è cercare l’equilibrio assoluto, il mio.

E anche per questo che vago in rete godendomi blog che parlano di case, vere, che appartengono davvero a qualcuno. Spesso sono case nordiche, con tanti libri.

E spesso dalle finestre di queste case si ammirano scorci di paesaggio di una bellezza struggente. Un luogo perfetto.

L’altro giorno, soprappensiero, sono uscita sul balcone di casa mia, come avrò fatto un milione di volte, e improvvisamente mi sono accorta di quanto sia brutta la vista: palazzine anni ’50 – ’60 e capannoni dismessi, in stato di abbandono.

Sono rimasta lì a guardarmi intorno con occhio nuovo, come se fossi un visitatore appena arrivato e non ho colto alcuna bellezza, alcun segno di positività; ho sentito che avrei bisogno invece di una vista bella, positiva, avrei bisogno di lasciare andare lo sguardo su un’armonia rasserenante.

E ho pensato che è un controsenso spaventoso che l’Italia sia un Paese bellissimo, con i paesaggi più varii e spettacolari, l’arte più incredibile per varietà e preziosità, le tradizioni più variegate e radicate, la cucina più ricca e meravigliosa, e tratti di quotidianità di una bruttezza imbarazzante.

Vivo in un Paese che è unico, già a partire dalla sua forma, ma dal balcone vedo dei palazzi costruiti senza alcun senso, senza alcuno stile, né gusto, vedo capannoni abbandonati da anni di cui si sta reimpossessando la natura, che cadono a pezzi.

Chissà perché abbiamo in noi questa enorme contraddizione, chissà perché gli italiani riescono a concepire Venezia e una casa tozza, asimmetrica e giallo polenta…

E mi sono sentita triste perché dovremmo essere all’altezza di noi stessi e perché spesso sottovalutiamo il potere della bellezza. Peccato.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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