Twelve Months Project

Il Twelve Months Project mi è piaciuto molto! Mi è piaciuto tanto che voglio proseguire anche quest’anno.

Non ho dovuto pensare molto a come lo vorrei quest’anno: dopo aver letto questo di The Minimalists, sapevo già che cosa volevo fare! Poi il blog Che&Fidel si è trasformato in Practising Simplicity.

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Ecco, questi due momenti, nella mia testa, hanno generato un’idea che ha poco a che fare con gli originali, ma che alla fine ha lo stesso significato: pensieri, parole, opere, fotografie per cercare di vivere un anno in leggerezza (“light” che significa leggero, ma anche luce…), per imparare a focalizzarmi sulle cose importanti, per disfarmi di ciò che non è necessario, per apprezzare ciò che lo è.

In cammino, ancora.

GENNAIO 2014

Costantemente ho ridotto la quantità di cose che ho in casa: ho buttato e regalato giocattoli non più utilizzati, ho buttato vecchi foulard e vecchie sciarpe, ho buttato piante sofferenti non più recuperabili. Ho fatto spazio.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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7 risposte a Twelve Months Project

  1. fabiana schianchi ha detto:

    Ciao, ottima idea quella di alleggerire la dimora da cose o persone inutili. Per gli oggetti io li raduno e li vado a vendere ai mercatini fatti solo da privati, che ci sono nella mia città. Mi iscrivo, mi danno una piazzola e vendo a prezzi modestissimi tutto. Per tutto intendo proprio tutto: abiti dei miei figli dismessi, borsette, utensili da cucina, biancheria che non uso più, sopramobili, il rame se non mi piace più. giochi di Alice Aurora, libri, quadri, vasi, vasetti, e scarpe!!! Lavo tutto, butto le cose rotte o molto rovinate e a partire da un euro riesco a disfarmi di tutto ciò che non mi occorre più e che mi è “tra i piedi”. Si chiamano da noi mercatini dell’usato, oppure usi e riusi, cioè dare vita nuova ad oggetti e biancheria che per noi non sarà più utile, ma per altri lo diventa. Le persone extra comunitarie oppure con stipendi bassissimi, quelle famiglie che non possono permettersi gli stivali invernali per i propri bambini, in questi mercatini acquistano per pochissimi euro di tutto. Si rifanno il guardaroba e la cucina con le cose, che pensa! noi butteremmo via nei cassonetti dell’immondizia. Magari per venti euro riempiono armadi e cassetti, le scarpe sono le più ambite! Io sono felice di aver liberato casa, loro felicissimi perchè per quella data stagione si vestiranno adeguatamente, il mio guadagno è pochissimo, solo il costo della piazzola è sui 30/40 euro, ma io sono felice così: aiutare chi non ha nemmeno i piatti da cucina. Ti piace come idea? Voi nella tua città che non ho ancora ben capito qual’è, esistono questi mercatini utili? Fabiana.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Che io sappia qui non ci sono mercatini con quelle modalità, ma non mi sono mai informata.
      I giocattoli in buone condizioni li ho dati alla mia vicina di casa, i foulard e le sciarpe le do a persone che conosco e che so potrebbero apprezzarli: in genere sono poche cose perché, da almeno un paio d’anni, non accumulo.
      A suo tempo liberai cassetti, armadi, pensili, stipetti e cantina dalle “cose” che mi ero resa conto non usare mai, portando ciò che non mi sentivo di regalare in un negozio dell’usato: ora rimangono in casa gli oggetti che voglio tenere, mediamente, e i vestiti e le scarpe che uso, mediamente; ogni tanto guardo con occhi nuovi ciò che ho e a volte trovo ancora cose da eliminare, ma ormai è poca roba.
      Questo fare ordine ed eliminare ciò che non uso mi dà un senso di liberazione incredibile: è una cosa psicologica perché poi alla fine non recupero chissà che spazio. Recupero soprattutto ordine e leggerezza mentale. Che non è poco 😉

      • fabiana schianchi ha detto:

        Soo completamente d’accordo con te! E’ come dopo aver partorito qualcosa o qualcuno: il senso di leggerezza e di liberazione è enorme e serve al cervello. Dopo, una volta svuotata mezza casa, tolta la polvere ai cassetti e ai meandri del cervello, una pace invade anche il mio essere. bravissima! Fabiana.

  2. luna ha detto:

    Io sono una che butta.
    non mi ritrovo mai con una montagna di sacchi neri da buttare.
    La mia casa è leggera.
    Ma non di scarpe e libri… ops…
    Luna

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ecco il punto dolente, i libri! Non siamo psicologicamente pronti a passare ad un e-reader quindi i libri si moltiplicano. Mio marito ha deciso univocamente che non compreremo altre librerie: dovremo fare con quello che c’è, stipando…
      Ma devo confessare che non riesco a considerare i libri oggetti superflui, proprio fisicamente intendo, per cui guardo il casino, sento l’odore della polvere nella carta, ma sono serena, mi piace 😉
      Le scarpe sono un capitolo a parte: ne ho più di quante me ne servano, ma meno di quante me ne piacciono… anche lì il casino non lo vedo 😉 , misteri delle donne!

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Ciao Una Lettrice! Mi interessa un tuo post a riguardo perché sapere alcuni miei libri con qualcuno che li apprezza forse mi farebbe decidere ad allontanarmi da alcuni di loro 😉 A presto!

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