Cambiamento /2

Il basso profilo, il recupero del privato, del piccolo e semplice però sembra appannaggio solo di alcuni pezzetti di mondo, della vecchia Europa, ricca, che nella sua lunga storia ha visto tanto, magari ormai ha visto tutto?, e dei Paesi simili per modi e maniere alla vecchia Europa. Società che sono passate attraverso divisioni, guerre, incomprensioni, benessere, soldi, agi, torture, oscurantismo, crudeltà, serenità, democrazia, dittatura, re, repubblica e che hanno vissuto e rivissuto ciclicamente il loro svolgersi. Società che sono andate avanti e  indietro, cercando, superando, affinando e arrivando qui. Ancora insoddisfatte, perché forse l’uomo per sua natura non può fermarsi.

Il modello che abbiamo cercato di realizzare negli ultimi decenni forse ci ha deluso, forse tutto questo vivere fuori e sopra non ci ha portato quello che speravamo. E ora cerchiamo in un’altra direzione.

In molti Paesi del mondo, invece, si cerca il cambiamento radicale, il grande salto verso la libertà di tutti e di ognuno, si insegue il pubblico e l’insieme, la comunione d’intenti, una vita migliore per la società nella sua interezza: Ucraina, Siria, Egitto.

Società che hanno storie diverse da quella della vecchia Europa e dei Paesi suoi simili, che sentono il bisogno di unirsi e credere in una causa comune, che sentono la necessità di far cambiare rotta al proprio Paese per migliorare come individui.

Il mondo è scollato. Come fa a funzionare? Non c’è visione d’insieme nel mondo, come se i membri dell’equipaggio di un otto + nel canottaggio vogassero ognuno per i fatti propri, col timoniere che canta a squarciagola Caruso di Dalla…

E le notizie relative a questi Paesi in fiamme che svolgono la loro parte difficile di storia ora, ci arrivano solo nel momento di climax, ma ci rimangono lontane, estranee.

Sono notizie di guerra, di lotta comune, di sangue, di ideali, di persone che vanno oltre la loro individualità, che trovano nell’essere con altri, nella condivisione, il fine ultimo della loro esistenza.

E sono necessariamente cambiamenti eclatanti, radicali, il basso profilo non può esserne la misura.

Così diverse, strade così diverse. Cambiamenti così diversi.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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3 risposte a Cambiamento /2

  1. gattolona pasticciona ha detto:

    Argomento molto complesso e profondo, lascia lo spazio per pensare e riflettere. I miei avi dicevano che per fare un grosso ordine, profondo e radicale prima ci vuole un altrettanto disordine. Su questo punto siamo abbondantemente attrezzati, io personalmente non capisco più dove siamo e che cosa stiano facendo i nostri politici ed i nostri governanti tutti. ognuno di noi, parlo della gente comune, normale, padri e madri di famiglia, persone che hanno perso il lavoro, semplici parroci di campagna, semrba che badino solo al proprio piccolo nucleo famigliare, stando ben attenti a contare i soldi per la spesa, le medicine e le attività scolastiche sportive e didattiche dei loro figlioli. persone che fino a ieri avevano qualcosa da dire e da proporre, mi pare che si siano chiuse in un mutismo spaurito: li vedo al supermercato, in farmacia, nei pochi negozi di reggio emilia, ancora frequentati. Fanno le loro spese poi scappano via, bavero rialzato, e non solo per il freddo. Avverto un clima di guerra fredda, fredda nelle anime e nei cuori: non si combatte più per un ideale comune, ognuno va allo sbando come foglie al vento, come fanno i nostri “poltronari” di Roma. In tanti (io no!) speravano in Don Matteo, figura giovane, piena di voglia di fare, colma di strategie e d’inventiva. Ma ora lo vedo meno brillante, scosta i fotografi mentre prima d’essere eletto li accoglieva invece con il sorriso a 142 denti…. Gli sta forse già scendendo la catena, cioè la voglia d’innovazione e di rifare l’Italia? Ribadisco che abbiamo “mangiato il vitello in pancia alla mucca”, come diceva il mio povero papà…..e ora facciamo i coccodrilli e piangiamo. fabiana.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Non so che cosa ci riserva il futuro. E non so neanche se trarre da quello che vedo una sorta di regola: per vivere in comunione d’intenti e per guardare nella stessa direzione dei nostri concittadini abbiamo bisogno di partite difficili, ideali molto alti? Non so. Quello che vedo è questo.
      Credo però che la vecchia Europa, proprio perché ha una storia lunga, complessa e ricca di moltissimi momenti, potrebbe essere matura per riuscire ad avere idee comuni verso cui tendere insieme, senza scomodare Libertà e religioni con guerre annesse.
      Potrebbe.

      • gattolona pasticciona ha detto:

        Volere è potere, un’altro detto antico che ho sempre sentito all’interno della mai famiglia. Senza guerre, ma con intenti comuni e senza ataviche paure: siamo oramai tutti sulla stessa barca, chi è un pochino più riparato dovrebbe aiutare chi sta per precipitare. Dovrebbe per l’appunto, ti dico ancora che hai scritto una cosa molto profonda e molto interessante! Complimenti, fabiana.

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