Ka mate, ka mate – Ka ora, ka ora

Da queste parti (casa mia intendo) il calcio non riscuote grande successo. Ha cominciato Tuttobene da ragazzo a non andare alla scuola di calcio, ma a dedicarsi a judo, nuoto e rugby; continua Il Cantastorie a non volerne sapere di calcio, dedicandosi a sua volta a sport alternativi.

La Filosofa odia tutti gli sport con la palla, quindi, che ne parliamo a  fare? Ecco, io sono quella che ha bazzicato più calcio di tutti, essendo stata tifosa della Juventus da 0 a 20 anni, circa. Mai giocato, sia ben inteso…

Però da queste parti (casa mia intendo) c’è qualcosa che fa battere il cuore, che fa accendere la TV a orari impensati, che fa urlare dal divano: il rugby.

Il rugby, nel nostro territorio, è parte del paesaggio: ogni famiglia può sicuramente vantare un esponente che ha giocato o che gioca a rugby, almeno uno in ogni generazione. La scuola elementare dei miei figli, ogni anno, organizza corsi di avviamento al rugby. Insomma.

E il perché non lo so, ma è così. Non è che gli uomini qui siano tutti vitaminizzati e voluminosi, no. Ma il rugby scorre nel sangue insieme al colesterolo.

In città ci sono due squadre: una in A1, l’altra in serie B.

Tuttobene, nel Cretaceo, si appassionò e si presentò al campo della squadra che ora è in A1: l’allenatore lo guardò e, senza spiegare nulla di nulla, gli disse: – Tu, mettiti là! Lui si mise là, ma essendo oggettivamente difficile capire che cosa dovesse fare là, si azzardò a chiedere a un ragazzo che gli passava vicino: – Ma che cosa devo fare qua? e il ragazzo che gli passava vicino, rispose: – Non lo so, io sono tallonatore… Generosi, bellissimi e buoni dentro, i rugbisti, ma visione d’insieme scarsina…

Comunque sia, Tuttobene scoprì di essere ala (beh, il fisico è quello, mica è Castrogiovanni…) e l’amore sbocciò. E proseguì anche dopo aver smesso.

Quindi il 6 Nazioni è sacro: non ce n’è per nessuno. Gli potrei proporre il divorzio, potrei annunciargli di aver comprato un solitario da 30 mila euro, potrei dirgli che l’indomani deve fare la doccia alla suocera, e lui niente. Non si scompone, non muove un muscolo, proprio non c’è: è in una bolla, lui con la sua TV e la sua palla ovale e il suo Sarto e l’arbitro cornuto che però per il fairplay del rugby non si può dire che è cornuto.

Poi ogni tanto si sente: – Eh, no! Quello era un velo, però!

E poi il telecronista: – Ha fatto andare le gambette (sta parlando di un energumeno di 200 Kg. di muscoli)

Sarto Leonardo, nuovo fenomeno della nazionale, ala (transfert?), la metà di Martin Castrogiovanni, 2 mete in 6 partite, di che cosa vogliamo parlare?

Rasati o pazzaroni, c’è di tutto, solo il nerd non si trova.

Il mio idolo (vabbé, parola grossa, mica ho 15 anni…)?

castrogiovanni

Martin Castrogiovanni. Who else?

Forza azzurri, non vogliamo il cucchiaio di legno, vero?!

E per entrare nel mood del 6 Nazioni, godetevi questa:

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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13 risposte a Ka mate, ka mate – Ka ora, ka ora

  1. vetrocolato ha detto:

    C’è qualcosa nei rugbisti, qualcosa.. che me li fa adorare.
    Sono trugnissimi e bellissimi.
    D’un bello trugno, ecco.
    😉

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ne conosco tanti, uno più grosso dell’altro, tutti di una bellezza… alternativa, diciamo, e, nonostante siano fini come un camion di ghiaia, sono eleganti.
      Se sapessi che cosa vuol dire trugno, sottoscriverei… 😉

  2. Bia ha detto:

    Ah… il rugby… i rugbisti… (sospiro). Adoro questo sport 🙂

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Vetrocolato, sottoscrivo trugno!

  4. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Lo so, mi odierai: il figlio dell’avvocato con cui lavoro per tutto Asia-Pacific gioca a rugby, ed è bravo di brutto. Gioca a rugby ed è stato convocato con i Wallabies. Ero lì quando si sono scornati con gli All Blacks, e mi hanno invitato alla partita e al loro terzo tempo. Bere con rugbisti Australiani e New Zealandesi non è “bere”, è uccidersi affogando nella birra. Ma non ti dico che bella gente, e il più piccolino è due volte me ….

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Non ti odio, ti invidio! Per una volta avrai provato che cosa significa essere piccoli 😉
      Devi ammettere che uccidersi affogati nella birra durante un terzo tempo tra Wallabies e All Blacks è un paradiso! Dai, ammettilo!
      Davvero, io adoro i rugbisti: uno dei miei colleghi preferiti al lavoro era un ex tallonatore della nazionale e le parolacce più belle le ho imparate da lui. Ma sai che cosa ho anche imparato da lui? Tenacia coi problemi, lealtà verso l’azienda, umiltà e fermezza coi sottoposti, e leggerezza e sorrisi con tutti.

      • Maurizio Vagnozzi ha detto:

        Gente a posto (per citarti), senza dubbio. E pensa che nel jurassico (avevo 16 anni) volevano che smettessi di nuotare e cominciare a placcare … Rimpiango di non averlo fatto, credimi.

  5. massimolegnani ha detto:

    Mi piace questo amore per uno sport minore e come lo racconti. C’e’ filosofia e poesia.
    ml

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Grazie! Mi piace questo attaccamento della mia città al rugby perché non essendo mai stato annaffiato di soldi è rimasto piuttosto… sport e basta. Ci si trovano dentro ancora dei valori, il terzo tempo dà ancora significato alla parola sport.
      E’ importante che rimanga così.
      E grazie anche per essere qui 🙂

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