Razzismo

Dal 17 al 23 marzo si celebra la Decima Settimana d’Azione contro il Razzismo.

L’ho scoperto per caso leggendo un paio di frasi che mi hanno colpita molto, nonostante la sostanza di quello che dicono dovrebbe esserci nota dai tempi della scuola:

40.000 anni fa, quando gli immigrati africani eravamo noi…

“Fino a trentamila anni fa chi fossero i veri europei era chiaro, oggi é difficile dirlo; sappiamo molto meglio chi sono i veri africani perché siamo noi.
Volete vedere che faccia ha un immigrato africano? Guardatevi allo specchio. Volete vedere che faccia ha un vero europeo, senza se e senza ma? Troppo tardi, bisognava pensarci trentamila anni fa.”

Guido Barbujani, Europei senza se e senza ma, Bompiani, Milano 2008

L’Unar ha chiesto per oggi, 21 marzo, di colorare di arancione le città, le scuole eccetera: io coloro di arancione il mio blog, per oggi!

Lo faccio perché anche se credo di non essere razzista, probabilmente, lo sono in qualche caso. Lo faccio perché il razzismo può essere di tanti tipi, non solo quello che siamo abituati ad etichettare come razzismo.

Lo faccio perché la forma più diffusa di razzismo è quella che ci fa tenere lontane le persone povere che vengono qui a cercare sollievo e che noi temiamo non tanto perché  sono di un altro colore, ma perché pensiamo, forse, che ci possano privare del nostro benessere.

Lo faccio perché, francamente, essere razzisti è assurdo.

E allora mi guardo allo specchio e vedo un immigrato africano. 

 

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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5 risposte a Razzismo

  1. gattolona pasticciona ha detto:

    Quando arrivano da noi sono in condizioni pietose, affamati, ammalati, “con un piede nella fossa” e portatori di tutto. Se hanno voglia e desiderio concreto di lavorare seriamente anch’io li accolgo con civiltà. Come già dissi a suo tempo fa sul blog degli Umanoidipazzoidi. Se invece vengono qua per non far nulla, ma con la assurda pretesa di mangiare lo stesso e campare bene compiendo atti di brutalità e di inciviltà, come del resto può fare anche un italiano, un reggiano o un napoletano, non m istanno più bene. Devono dimostrarmi di essere persone a modo, altrettanto farei io se andassi nel loro Paese. In quei casi, non sparuti, ma credo bene che tu sia informata, spero solo che qualcun’altro li ospiti e mi auspico abbiano le giuste e severe punizioni. Non faccio razzismo, ma desidero solo pace e serenità e che nessun venga in casa nostra a rubare le nostre cose, sudate e guadagnate con il nostro lavoro e conquello dei nostri genitori, nonni, trisavoli ecc.Chi poi ( e ne conosco molti..) viene qui in Italia, lavora qualche anno poi nel suo paese ha già diritto alla pensione, mentre noi lavoriamo fino a 120 anni, beh! è un lungo e complicato discorso non adatto al venerdì sera! In classe con mia figlia ci sono 2 gemelli indiani, i genitori lavorano onestamente in una stalla come bovari, sono onestissimi, brava gente e io sono stata l’unica assieme ad un’altra mamma ad ospitarli in casa l’anno scorso per fare i compiti con Alice e giocare con lei. Sono mal visti da tutti, nessuno li chiama mai, c’è un’ostilità verso di loro terribile che parte proprio dai genitori che facendo così contagiano i bambini, che naturalmente non li vogliono a giocare in classe con loro. Questo non mi piace per niente, quando l’ignoranza regna sovrana non ci sto più. Fabiana.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Cerco sempre di ricordare un articolo che ho letto anni fa: riportava il racconto di un emigrato italiano a New York degli inizi del ‘900; nel suo racconto quest’uomo diceva: – Ci dicono che siamo sporchi e puzziamo, ma le case con l’acqua non ce le vogliono affittare; dobbiamo ammassarci in 20 in una stanza senz’acqua, senza niente. Neanche a me piace essere sporco e puzzare, non lo ero prima a casa mia, ma come possiamo fare?
      Non dico che sia facile, ma dovremmo ricordarci che noi italiani siamo stati un popolo di emigranti per necessità: non dico laureati che vanno a fare i ricercatori altrove, dico di braccianti che non mettevano insieme il pranzo con la cena.
      Un fratello di mia nonna era emigrato in Francia, un fratello di mio nonno in Argentina.
      Esatto! Basta ignoranza, hai ragione 🙂
      Buona serata!

  2. lullina76 ha detto:

    Di nuovo mi chiedo se nel 2014 dobbiamo ancora sottolineare e ficcarcelo in testa che siamo tutti PERSONE:il bianco il nero il giallo il caffèlatte, lo spazzino, la bidella, il ricco e quello col portafoglio vuoto, il sano e il malato, l’uomo e la donna…..purtroppo siamo tutti un po’ razzisti e tutti subiamo un po’ il razzismo per un motivo o per un altro. Non sapevo di questa giornata….se avessi pubblicato un post l’avrei scritto anch’io in arancione….anch’io penso di non essere razzista ma a ben pensarci spesso lo sono e spesso sono stata vittima….si il razzismo c’è di tanti tipi….
    Come mai che siamo ancora così limitati mentalmente? 😦

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Forse lo siamo per paura. Mah! Non lo so esattamente. Sicuramente ciò che è diverso e sconosciuto fa paura. Fa paura anche l’idea di poter perdere il proprio benessere. Dovremmo avere la forza di ragionare su modalità di accoglienza che possano togliere a noi l’ansia e dare agli immigrati possibilità di ricominciare dignitosamente. Non è facile, ma credo che in futuro sarà un must.

  3. Pingback: Razzismi | ognigiornotuttigiorni

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