Non la Storia, ma la storia

Tutti e ognuno abbiamo una storia di famiglia. E tutti, ognuno a modo proprio, dobbiamo farci i conti. Saltuariamente, costantemente oppure una volta nella vita. A volte questi conti li prendiamo in mano e poi li richiudiamo in un cassetto, torniamo a tirarli fuori e li rimettiamo ancora là.

Le dinamiche, la sfiga, le gioie, le persone, gli equilibri, tutto ma proprio tutto, ce l’abbiamo tutti e ognuno: volete che vi stia a raccontare la mia storia? Naaa! E’ uguale a tutte quelle di tutti e ognuno.

Se fossi in un film di Woody Allen, sarei in analisi da vent’anni, come tutti e ognuno, e non avrei scoperto nulla tranne il fatto di aver sviluppato una dipendenza dal mio analista. Invece sono italiana e faccio autoanalisi. Come tutti e ognuno, noi italiani.

E allora, quando mi metto faccia a faccia con la mia storia familiare, sale l’onda di piena, lentamente: mi innervosisco, mi arrabbio, ricordo un fatto specifico, mi arrabbio di più. E la piena arriva e mi invade, e tracimo e invece di fare i conti con ‘sta benedetta storia, la rifiuto, la spingo via, la rimetto nel cassetto.

L’acqua rientra negli argini e dico  che chissenefrega, non tutti i miei minuti devono dipendere dalla mia storia di famiglia… eh, però, alla fine questa storia si insinua nelle pieghe.

Ma io tutta questa storia non la voglio! Non voglio sentirmi in colpa, in dovere, in credito o in debito! Ma questa storia ce l’ho, non c’è niente da fare…

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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11 risposte a Non la Storia, ma la storia

  1. Nuzk ha detto:

    Credo che una delle cose che, almeno a me, riesce più difficile è accettare. Non rifiutare e non abbracciare ma semplicemente accettare che qualcosa sia così. Di recente, per la prima volta ho accettato il fatto di aver bisogno di amore. Una cosa che può sembrare naturale ma che ho sempre rifiutato spingendolo a forza in un angolino perchè mi rendeva debole e vulnerabile. E io questo non lo accettavo. Poi un percorso, di cui vedo indietro nell’ultimo anno i piccoli passi, mi ha portato semplicemente ad accettare questo dato di fatto. Non ho incontrato il principe azzurro (al diavolo Walt Disney 😉 ) e non si sono risolti i “problemi correlati” ma sto meglio, mi sento più leggera. Purtroppo il suggerimento per come fare ad accettare le cose non ce l’ho da passartelo, anche se mi piacerebbe molto. Credo che ognuno debba trovare il suo modo, ma accettare i dati di fatto mi ha aiutato a vivere meglio. Un abbraccio.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ lo sforzo che faccio ogni giorno tutti i giorni di accettare i fatti: il problema è che, tenendo conto di questi fatti, devo agire e non posso perché i fatti stessi me lo impediscono.
      Accettare è, credo, la cosa più difficile in assoluto, perché non implica mai un giudizio (né positivo né negativo) ed è anche, guarda caso, la cosa veramente necessaria nella vita!
      E’ molto bello che tu, nel tuo percorso, sia riuscita ad accettare una cosa così vitale come l’amore! E, a volte, anche i problemi a questo punto si ridimensionano…
      Grazie per l’abbraccio: me lo godo! E lo ricambio 🙂

  2. gattolona pasticciona ha detto:

    Cara amica, in questo momento vorrei chiamarti con il tuo nome vero, perchè questo argomento mi tocca le corde del cuore e lo sento molto mio. Io sono la mia storia ed il mio passato, sino ad oggi non sono mai riuscita a tenerlo slegato da me. Ogni azione che compio, ogni ricordo o pensiero sono sempre dettati dal mio passato, ogni successo o fallimento li collego sempre ai miei anni trascorsi come ho potuto trascorrerli.Questo è uno dei motivi per i quali le persone come me non riescono a gustare l’attimo e a vivere il presente, indietro non si può tornare, il presente è già trascorso, possiamo solo cercare di programmare (che parolona!) qualcosa per il pranzo o la cena. Pensate cari amici per un attimo alla mia storia personale: mia mamma voleva abortirmi, voleva un maschio e non una femmina e tutto ciò che nella mia mente si è formato ed impresso da quando l’ho saputo in poi.Poi ognuno ha le sue pagine di vita ed ognuno di noi potrebbe scrivere un libro sulla propria vita, a chi interesserebbe però non lo so….fabiana.

      • gattolona pasticciona ha detto:

        Mi stai facendo commuovere, secondo me tu hai un carattere molto riservato e raramente ti lasci andare. prima di dichiarare la tua amicizia per una persona devi essere sicura che essa/o corrisponda ai tuoi requisiti, altrimenti mi pare di capire che tieni le debite distanze. Forse per non prendere cantonate ulteriori e alle nostre età possiamo permetterci di scegliere anche le amicizie. la tua unica parola e il cuore mi bastano e parlano più di cento altre parole, forse a volte banalizzate e scontate. Ricevo il tuo abbraccio come da un’amica vera, perch’ ne ho bisogno oltremodo e direi che i nquesto periodo della mai vita non mi sta abbracciando nessuno. Grazie, ecco ora le lacrime scendono sulla tastiera. Buon pranzo.

  3. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Io faccio fatica ad essere parente di me stesso ….

  4. ogginientedinuovo ha detto:

    Maurizio, molto lontana e molto temporaneamente, grazie! Ohm, Ohm, Ohm…

  5. lullina76 ha detto:

    I conti con la propria storia di famiglia purtroppo li dobbiamo fare OGNIGIORNO TUTTIGIORNI, volere o no…..altro che analisi…..noi siamo il risultato di questa storia…di quello che abbiamo subito e di quello che che ci ha arricchito, di quello che ci ha insegnato ad essere migliori e quello che ci ha resi purtroppo più brutti dentro…di quello che ci ha fatti arrabbiare all’inverosimile a quello che ci ha regalato momenti di pura felicità…è tutto normale…per tutte le famiglie che ‘normali’ alla fine non sono mai…
    Quello che non accetterò mai della storia è ciò che non capisco…quello che non riesco a spiegarmi…che dapprima mi fa inc…re nera e poi mi lascia sgomenta, senza respiro…fare i conti è dura…perchè non tornano mai…

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