Nr. 18 – Il blu

Il blu, il colore, intendo, mi è necessario. Ma non indiscriminatamente, solo nei vestiti, nelle scarpe e nelle borse.

Da bambina, la mia mamma mi vestiva di blu, prevalentemente in primavera: le scarpe, soprattutto, ma anche la giacchina oppure un golfino di lana leggera… E io lo odiavo! Volevo i colori!

Poi, invece, ho cominciato a rivalutarlo questo colore, diciamo da quando la mia mamma ha iniziato a comprarmi vestiti e scarpe di color marrone, declinato in varie sfumature, mah! chissà perché questo colore per una preadolescente, è rimasto un mistero.

Dal rivalutarlo all’amarlo, il passo è stato breve e già ai tempi dell’università era il MIO colore. Era talmente il mio colore che ero l’unica ad essere a suo agio dentro ad un tailleur blu con scarpe in tinta all’età di vent’anni!

Sì, perché durante gli anni universitari lavoravo in una cooperativa: studenti che volevano guadagnarsi un franco, utilizzati per i lavori più strani, maschere ai congressi, alle aste di mobili antichi, in tipografia ad attaccare etichette, in giro ad attaccare locandine nei negozi, a fare censimenti di vario tipo e via così.

L’attività principale, però, era quella di receptionist/maschere presso il locale quartiere fieristico: venivamo affiancati al personale fisso solo durante i periodi di fiera. I ragazzi a strappar biglietti o a far da parcheggiatori all’aperto (da -25° a + 40°), le ragazze a far la cassa o alla reception: io ero finita alla reception e lì era d’obbligo il tailleur blu. E io ero a mio agio, l’unica.

Il tailleur in sé era orrendo, l’avevo comprato al mercato perché, va da sé che, se voglio guadagnare qualcosa, non posso spendermi tutto in un vestito da lavoro, ma insomma il suo compito lo assolveva. Era blu e questo bastava a farmi sentire elegante.

“Informiamo i signori visitatori che il quartiere fieristico sta per chiudere. Ricordiamo che riaprirà domattina alle ore 8:30” – spegni il microfono – e per favore, non tornate a rompere i cabbasisi domani ché dobbiamo studiare!

Eravamo in due in turno, ci portavamo i libri e studiavamo per gli esami, composte dalla vita in su dietro al vetro da acquario e quasi a posto dalla vita in giù, con le gambe aggrovigliate sulla sedia e senza scarpe. E, di fatto, noi eravamo lì proprio per farceli rompere i cabbasisi: – Signorina, scusi, dov’è il bagno? – Signorina, scusi, dov’è il telefono? – Signorina, scusi, dov’è la reception? Eh, ma fai ballare l’occhio!

Oppure arrivava il Direttore, antipatico e impettito come se avesse ingoiato un manico di scopa: – Gli annunci, senza ridere! – Presto! Un’interprete allo stand tal-dei-tali a tradurre una trattativa per l’acquisto di pezzi di oleodotti! Seee! Genio della lampada… io parlo tutti i giorni in inglese (e pure in italiano) di pezzi di oleodotti…

Però, se si è vestiti di blu si può fare qualsiasi cosa, anche parlare di oleodotti non avendo la più pallida idea di che cosa siano, in inglese.

Annunci

Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
Questa voce è stata pubblicata in 99 necessità, Mente&Corpo e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Nr. 18 – Il blu

  1. gattolona pasticciona ha detto:

    Il blu è un colore per sempre e in ogni occasione. nel lavoro di banca, nelle mansioni che svolgevi tu, è adatto ai matrimoni, vedi la mamma dello sposo/a, ben si addice ai funerali, si usa per andare a firmare il divorzio in tribunale. Va bene per prendere la poltrona alla camera, molte deputate donne erano in blu, insomma è un evergreen, pur essendo un everblue! Ci sono certi tubini come quelli indossati da Audrey Hepburn i n”Colazione da Tiffany” che sono meravigliosi..per esempio io in questi giorni ho le unghie dipinte di blu! Mi paice moltissimo il tuo post stamattina, complimenti. Fabiana.

  2. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Penso che un sogno cosi
    Non ritorni mai piu’
    Mi dipingevo le mani e la faccia di blu
    Poi d’improvviso venivo dal vento rapito
    E incominciavo a volare nel cielo infinito
    Volare oh oh
    Cantare oh oh oh oh
    Nel blu dipinto di blu
    Felice di stare lassu’
    E volavo volavo felice
    Piu’ in alto del sole ed ancora piu’su
    Mentre il mondo pian piano
    Spariva lontano laggiu’
    Una musica dolce suonava soltanto per me
    Volare oh oh
    Cantare oh oh oh oh
    Nel blu dipinto di blu
    Felice di stare lassu’
    Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perche’
    Quando tramonta la luna li porta con se
    Ma io continuo a sognare
    Negli occhi tuoi belli
    Che sono blu come un cielo
    Trapunto di stelle
    Volare oh oh
    Cantare oh oh oh oh
    Nel blu degli occhi tuoi blu
    Felice di stare quaggiu’
    E continuo a volare felice
    Piu’ in alto del sole ed ancora piu’su
    Mentre il mondo pian piano scompare
    Negli occhi tuoi blu
    La tua voce è una musica
    Dolce che suona per me
    Volare oh oh
    Cantare oh oh oh oh
    Nel blu degli occhi tuoi blu
    Felice di stare quaggiu’
    Nel blu degli occhi tuoi blu
    Felice di stare quaggiu’
    Con te
    Con te

  3. luna ha detto:

    E’ un colore non facile da indossare, ma a me sta a pennello!
    😉
    Luna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...