I miei desiderata

Ho pensato molto al caso suscitato dalla lettura del libro Sei come sei di Melania Mazzucco in un liceo. Ci ho pensato perché  mi sembra che si sia voluto tirare la scuola dentro ad una questione nata sulla strada, questione politicizzata, che con la scuola nulla dovrebbe avere a che fare.

Per me la scuola è libertà di pensiero. Libertà che si costruisce sulla pluralità di quanto si studia, Saffo inclusa, per dire. Libertà che si costruisce studiando la Rivoluzione d’Ottobre e il Ventennio fascista, indipendentemente dalle idee del professore di Storia, per dire.

E, secondo me, la libertà di pensiero si costruisce anche affiancando l’attualità alle canoniche materie di studio. La nostra attualità non piace? E’ quella che abbiamo a disposizione ora: chiediamoci piuttosto perché è quella che è.

La scuola è lo specchio della vita, ma nemmeno: è vita in scala, protetta, guidata, spiegata, è palestra di allenamento dove si cercano e, si spera, si trovano alcuni strumenti per poi viverla appieno la vita fuori di lì.

La scuola, in realtà, è molto più di questo, ma questo aspetto è piuttosto importante per un giovane. E’ anche lì che si impara ad affrontare con spirito critico quello che la vita ci propone e ci sottopone. Perché dobbiamo credere che ci siano argomenti da non far entrare a scuola? Per ideologie politiche?

Tenetemi le ideologie politiche fuori dalla scuola, per favore.

Niente è facile,  ma negare le questioni che ci si propongono, produce vuoti intellettuali e scollamenti, negare l’importanza della discussione costruttiva, produce tifosi ultrà.

Ci sono questioni che si vanno ponendo alla società, perché la società è in divenire, cambia continuamente: pensare che non affrontare le nuove visioni le faccia automaticamente non esistere è, come minimo, ingenuo; pensare di tenere i giovani delle superiori, all’interno della scuola, lontani dalle novità sociali è  pericoloso.

Che le novità ci piacciano o non ci piacciano, ci spaventino o ci rallegrino, ci perplimano o ci siano consone, rimangono novità da affrontare. Avere lo strumento del pensiero critico per affrontare una novità è l’unica via che abbiamo  per non far finire ogni cosa in un bagno di sangue. Il pensiero critico lo si acquisisce e lo si affina studiando con mente aperta e guidati da docenti con mente aperta.

Ognuno può pensarla come vuole, e ci mancherebbe altro!, ma un’idea dovrebbe appartenere a tutti: pensare con la propria testa, sempre, imparando prima a farlo, possibilmente.

Come la penso io sull’omosessualità e sulla discussione dei diritti connessi, l’ho già espresso altrove, qui e qui, per dire, e non starò a ripeterlo.

Una cosa invece vorrei ripeterla: lasciamo che la scuola sia Scuola, teniamola al riparo dall’ignoranza. Abbiamo disperatamente bisogno di persone che usino la testa in modo intelligente e non che seguano capi carismatici come pecoroni.

 

 

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Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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19 risposte a I miei desiderata

  1. vagoneidiota ha detto:

    Niente di più vero!
    Brava.

  2. Misterkappa ha detto:

    Bel post, mi piace!! 🙂

  3. Verissimo! Aggiungo che la scuola dovrebbe essere sempre aperta, come le Chiese e gli ospedali, è lì che c’è il seme del nostro domani. Teniamo fuori solo le ideologie politiche, per carità, per quanto riguarda il resto facciamo entrare il mondo. Tutto il mondo e ciò che esso contiene, non lasciamo i nsotri ragazzi nell’ignoranza, in nessun settore o argomento.

  4. ogginientedinuovo ha detto:

    Misterkappa, volentieri: ho già messo il tuo blog nei segnalibri 🙂

  5. 'povna ha detto:

    Lo sto leggendo, ne parlerò venerdì. Condivido tutte le tue riflessioni, sul libro specifico, mi limito a prendere atto che i 3/4 dei miei colleghi che fa finta di sì, ma evidentemente poi no, pur proponendolo a decine e decine di studenti DELLE MEDIE, non hai per davvero letto Stand By Me.
    (Il caso di Saffo, Catullo etc è diverso, ne vorrei parlare sempre venerdì, ciò che fa paura ai benpensanti è il connteporaneo…)

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Apetto le tue riflessioni di venerdì, sono molto interessata.
      Anch’io ho il sospetto che la storia della letteraura venga accettata perché appunto “è letteratura” e pare che non abbia influenza alcuna sui ragazzi, mentre l’attualità, come libro o come notizia, dà l’impressone di avere un’influenza diretta e immediata sulla vita.
      Non ho letto Stand by me, ma sarei curiosa di sapere le tue opinioni perché anche a mia figlia in terza media è stato proposto (il film a dire la verità).

      • 'povna ha detto:

        Nel film la parte che descrive – nella maniera divina in cui scrive King, che è tuttavia noto per essere uno scrittore alla bisogna esplicito – alcune scene di iniziazione sessuale non c’è.

  6. ellegio ha detto:

    Nel caso specifico, credo che il libro fosse solo un pretesto. La destra è omofona, ma l’azione ha più il sapore di una riaffermazione di potere sul territorio.

    Sul tenere fuori le ideologie dalla scuola non sono convinta. Potremmo discutere sul significato del termine, ma ciascuno di noi utilizza degli strumenti per interpretare la realtà, non credo che ne esistano di oggettivi o neutrali, quindi più sono espliciti meglio è.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Sì, credo fosse un pretesto: riaffermare il potere sul territorio… un po’ come lo show di Genny ‘a carogna… sempre lì stiamo. Potere, muscoli.
      Hai ragione sul fatto che la cosa migliore per un professore è esplicitare le proprie idee, rendere comprensibile il perché spiega in un determinato modo; ho usato il termine ideologie, ma forse non è quello corretto: intendo dire che le idee preconcette, quelle che fanno dire ad un professore: – Marx non lo facciamo perché le sue idee sono fallimentari (per dire, per fare un esempio); o quelle che fanno dire ad alcuni genitori: – Non si può dire che ci sono domande senza risposta, perché la risposta a tutto è Dio (sentita a proposito di un laboratorio di filosofia alla primaria), devono stare fuori da scuola, secondo me.

  7. Ma Bohème ha detto:

    Ho insegnato per tanti anni e conosco bene i problemi che si possono presentare quando si propongono dei progetti per i ragazzi. Da sempre sono convinta che la scuola debba informare e poi formare, fornire gli strumenti incluse anche le nozioni. Senza quelle non si può procedere a nessuna analisi: cosa approfondiamo se non conosciamo i dati di partenza? Ebbene, sai quanti appiccicano discorsi pindarici sul nulla? Tu citi la Storia; in molti casi ci si può imbattere in studenti che sanno tutto di storiografia ma non conoscono il fatto storico.
    A scuola, inoltre, credo che debba entrare la realtà, anche politica: è l’unico modo per fornire agli studenti un’informazione corretta. Mi si potrà obiettare che l’insegnante può essere di parte. E rispondo no se viene ad esempio tenuto in corso di “storia dei partiti”: è storia, sono dati oggettivi ma almeno i ragazzi conoscono le origini, l’identità dei partiti attuali e farsi un’idea.
    Non convengo su una proposta unilaterale di un determinato argomento e cito un esempio. Ho avuto qualche scambio di opinione su Twitter con Luxuria, non so se conosci il caso. Risale a qualche mese fa. Invitata dai ragazzi, sarebbe dovuta andare a parlare di omofobia e transgender in un Liceo (credo a Modena, non ne sono certa ma poco importa). Non se ne è fatto nulla perché genitori, alcuni docenti hanno stoppato l’iniziativa. Ovviamente si è scatenata la bagarre. Ecco, io credo che abbiano sbagliato entrambi. Assolutamente sacrosanto, secondo me, che si parli di omofobia e di trasgender in una scuola da parte proprio di un transgender, ma Luxuria non doveva tenere una conferenza, bensì partecipare a un dibattito perché i ragazzi devono essere posti di fronte al contraddittorio, ricevere informazioni su entrambi i fronti contemporaneamente. Ho citato l’esempio dei trans, gay ecc. ma vale per tutto, politica compresa che non vedo negativamente come materia di analisi in una scuola. Sempre se presentata con il contraddittorio e nelle modalità di cui parlavo prima.
    Altro punto cruciale: l’ignoranza della legge non è ammesa. Allora, mi chiedo perché tra i vari Ministri nessuno abbia mai pensato di rendere obbligatorio lo studio del Diritto in tutti i tipi di scuola superiore. Anzi sono state ridotte le ore anche in quegli istituti in cui la materia era prevista facendola confluire in Educazione Civica … sappiamo molto bene che fine fa quella disciplina .:-(
    Termino quest commento/post facendo presente che su tutto devono prevalere il buon senso e la competenza di chi insegna. Il resto sono chiacchiere.
    Mi scuso per lo spazio di cui mi sono appropriata, ma l’argomento è stimolante.
    Grazie per l’opportunità. 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      In effetti non mi è facile scegliere le parole esatte per spiegare quello che intendo dire… ci provo.
      Credo che ogni argomento debba essere trattato a scuola, politica compresa; credo anche che, come dicevo in un altro commento, fatto salvo il pensiero di ogni professore (che a scanso di equivoci, come dice Ellegio è meglio sia palesato), questo orientamento politico, religioso, etico, etnico e via dicendo non debba diventare ostacolo ad una proposta o ad un approfondimento serio.
      Passami l’esempio banale: io non sono filo-nazista, ma non posso rifiutarmi di considerare che esistono gruppi che lo sono e, quando ne parlo si capirà che io non condivido il loro pensiero, ma ne parlo oggettivamente come fatto esistente.
      Usando le parole “ideologia” e “politicizzato” intendo derive negative, laddove positivamente parlerei di “ideale” e “politica”: forse non sono le parole adatte, ma non mi venivano termini migliori…
      Il caso di Luxuria non lo conoscevo e quindi non saprei che cosa dire.
      Il progetto nel liceo romano, credo avesse il cappello dell’Unar: è una cosa seria che ha una cornice seria, perché in Italia purtroppo razzismo, discriminazioni e altre amenità sono all’ordine del giorno. Non riusciamo a dare un colpo di reni per uscire dal pantano delle ristrettezze mentali, delle paure ignoranti, dello sconosciuto che ci minaccia…
      E’ questo che temo sopra ogni altra cosa.

      • Ma Bohème ha detto:

        Hai ragione. Abbiamo timore di parlare di alcuni argomenti a scuola forse perché proprio noi stessi, mi riferisco agli insegnanti, ci sentiamo a volte inadeguati a farlo. Aggiungi che talora regna la malafede e abbiamo completato il quadro.
        Non possiamo comunque considerare la scuola come un’oasi felice in cui proteggere i ragazzi dal resto del mondo. È anzi un luogo in cui insegnare loro come affrontarlo.
        Mi sembrava di avere intuito questo concetto leggendo alcuni commenti, sempre che li abbia interpretati correttamente, non tanto il tuo post di cui condivido l’impostazione.

  8. ogginientedinuovo ha detto:

    Primula, scusa per il mio commento precedente: ho dovuto chiudere in fretta per recuperare i miei figli…
    Vorrei solamente aggiungere, facendo riferimento al tuo commento qui sopra, che capisco le difficoltà a dover affrontare qualsiasi argomento, magari un argomento che non si conosce bene… non credo sia facile. Invece, fatico a capire l’atteggiamento, a volte ottuso, di certi genitori.
    E visto che hai parlato di Ed.Civica, ti dirò che è una “materia di nicchia” che a me piace moltissimo e che, se le venisse dato spazio adeguato, darebbe degli ottimi risultati: sarebbe oltretutto luogo perfetto per tutte le discussioni relative a diversità, integrazione, handicap, Legge/Diritto e per tutti i progetti Unar ecc.
    Insomma, avrai capito che sogno una Scuola perfetta e libera! 😉 come tutti noi, o no?

  9. 'povna ha detto:

    Solo per dire che Diritto non è presente nei quadri orari dei licei (con l’eccezione, ovviamente, di quello delle Scienze Umane). E’ obbligatorio nella scuola dell’obbligo (cioè: al biennio) in tutti i Tecnici e i Professionali, cioè per il 70% della popolazione scolastica italiana.

  10. Pingback: Sei come sei | Slumberland

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