Dei delitti e delle parole

«È finita, è finita. Ormai non mi salva nessuno, sono un uomo finito. Ho fatto una sciocchezza».

Il Corriere della Sera riporta essere queste le prime parole dette agli agenti che lo arrestavano. Sarebbe l’uomo responsabile dell’ultimo insensato delitto in provincia di Firenze e, probabilmente, anche di altri delitti simili, precedenti a questo.

Questa vittima era Andreea Cristina Zamfir, aveva 26 anni. Ha trovato una morte orrenda alla fine di una vita difficile. In 26 anni ha accumulato tanta sofferenza da bastare per 100: prostituzione, tossicodipendenza, tortura e morte.

Donna, anche lei. Ancora.

Vorrei dire che l’assassino non è un uomo finito perché è stato arrestato, è un uomo finito perché ha fatto quello che ha fatto e prima ancora ha pensato di fare quello che ha fatto: è lì la sua fine, è lì che è finito come uomo e come Uomo. Un assassino è finito, non quando viene arrestato, ma quando diventa assassino.

Vorrei dire che non ha fatto una sciocchezza. Le parole hanno un significato esatto, pesante. Tirar su la ruota davanti della bicicletta e cadere, è una sciocchezza. Seviziare e crocifiggere persone, è un’atrocità.

 

 

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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14 risposte a Dei delitti e delle parole

  1. Nuzk ha detto:

    Non so se in passato sia esistita una società in cui il rispetto per la vita e per la persona in quanto tale, fossero prioritari, innanzi a tutto. Senz’altro nella nostra società non è più così per troppe persone.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Anch’io non saprei… Ma leggere di un uomo che uccide una donna e dice di aver fatto una sciocchezza (un altro non molto tempo fa, dopo aver ucciso la sua compagna, disse di aver fatto una cavolata), mi sconquassa: sicuramente molte persone non hanno il senso della proporzione dellle cose.

  2. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    È come se credessere di essere in un videogame ….

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Già. O nel confessionale del Grande Fratello. Mah! La percezione che abbiamo delle nostre azioni sembra aver subito uno scivolamento virtuale.

      • Nuzk ha detto:

        Fino a non molto tempo fa esistevano dei valori imprescindibili che ritrovo spesso in amici “over 60”. E’ come se un certo tipo di valori, tra cui c’è il rispetto della persona in quanto tale, facessero parte del loro sistema. Quando questo rispetto esce nei loro discorsi o nel loro modo di porsi la sensazione che mi dà è di sicurezza, di calore. E’ un’attenzione, con delle modalità, che non fanno più parte del nostro modo di essere e della nostra società. Naturalmente parlo per quella che è la mia limitata esperienza rispetto a queste persone, non è una generalizzazione. Però credo comunque che molti valori “sani” siano andati perduti a livello di massa a favore di aspetti molto più superficiali.Questi aspetti superficiali rispetto all’economia e a chi ha bisogno di controllare le masse sono molto più utili e quindi è in quella direzione che si è spinto negli ultimi trent’anni con i risultati che possiamo vedere tutti i giorni. E poi ci sarebbe da parlare per ore…

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    vagoneidiota, è proprio così, non ci sono parole per commentare questi fatti. Forse un urlo.

  4. rossellaboriosi ha detto:

    le parole che non riuscivo a trovare. Mi ha fatto una certa impressione anche leggere i commenti del Corriere Fiorentino, tesi a minimizzare l’accaduto e ad appoggiare la tesi della “bischerata” fuggita di mano. Agghiacciante, tutto

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Hai ragione, è tutto agghiacciante.
      Dobbiamo sforzarci di recuperare il senso – delle parole, delle azioni, degli oggetti, dei pensieri – perché vivere così, andando in giro a crocifiggere persone per passare il tempo e pensare che sia una bischerata un po’ pesante, è demenziale.

  5. ogginientedinuovo ha detto:

    Nuzk, probabilmente hai ragione. Credo sia normale che il sistema di valori di una società cambi nel tempo; il nostro negli ultimi trent’anni è cambiato peggiorando, secondo me. Forse è stata questa distorta percezione di benessere (che fosse vero o no, non aveva importanza) che ci ha fatto credere di non aver bisogno di paletti, di limiti, ci ha fatti sentire onnipotenti.
    Il risultato non è un gran ché: grande consumo di psicofarmaci a riempire i vuoti rimasti dopo aver comprato la qualunque. Laddove lo psicofarmaco non è arrivato, a volte, è rimasta la follia in libertà.

  6. Sono persone disturbate psicologicamente, da seguire tramite USL. Non credo non abbiano mai dato segnali da cogliere in famiglia o tra gli amici o nel luogo di lavoro. Argomento molto delicato e complesso, che si sta diffondendo a macchia d’olio…

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