Racconti

Qualche settimana fa passando davanti ad una libreria che vende libri usati, ho visto in vetrina

Il trentesimo anno
di Ingeborg Bachmann, edizioni Adelphi
traduzione di Magda Olivetti

e un flusso caldo di ricordi mi ha fatta entrare a comprarlo. L’ho tenuto in mano fino a casa, tenendo stretti anni andati e sensazioni di bellezza che riandavano a Tre sentieri per il lago.

Sette racconti che indagano l’individuo, le sue relazioni con altri individui e, anche, con princìpi che stanno tesi dietro alla vita dell’individuo.

Cercare le ragioni, cercare di capire, cercare di sapere, cercare la verità per arrivare dove nulla serve, se non un urlo liberatorio.

Credo di essere vecchia per leggere Bachmann senza conseguenze.

Un invito alla lettura attraverso le parole dell’autore

Il mondo intero gli pareva revocabile, lui stesso revocabile.

(…) lui vorrebbe dare di sé l’immagne vera.

Ma io chi sono (…) se da me tolgo tutto ciò che gli altri hanno fatto di me?

A nessuno è dato di riprendere dal punto in cui ha interrotto.

Non si può essere vittime per tutta la vita.

Perché non smetteva di pensare, di vegliare e di seppellire cose morte?

Io ho una sola vita da raccontare, Gerda invece deve averne tante (…)

Che le cose vadano benissimo senza la verità, è la cosa che mi ha lasciato allibito.

Che cosa volete farne della verità (…)

Vedrò che cosa farne di tutto questo, perché di Bachmann non ci si libera in fretta.

 

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Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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7 risposte a Racconti

  1. E’ un invito che colgo al volo perche se dici che merita e’ assolutamente da comprare!!!!

  2. Bisus ha detto:

    Ho ricevuto in dono un suo libro di poesie quando forse ero troppo giovane per apprezzarlo (ero al liceo). Mi hai fatto venire di riprenderlo in mano. P.S. Ma noni non eravamo quelle che in questo momento avevano voglia solo di letture leggere???

  3. massimolegnani ha detto:

    ricordo l’emozione, il senso di spaesamento, che mi aveva dato tre sentieri per il lago, anche se del libro ricordo poco.
    ml

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ho amato tantissimo Tre sentieri per il lago perché ero giovane e non sentivo l’urgenza di “vitalità e disperazione” che descrive così bene Bachmann; sentivo solamente la bellezza di queste donne. E un paio d’anni dopo ho camminato per le vie di Vienna pensando che Bachmann e Vienna fossero la stessa cosa.
      Ma io adoravo anche Joseph Roth. Questo senso di fine, con consapevolezza composta.
      Ora mi risulta più difficile sorridere della “vitalità”, scrollarmi di dosso la “disperazione” e crogiolarmi nella malinconia della decadenza…

  4. Pingback: Porcamiseria, le fotografie… | ognigiornotuttigiorni

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