Comitato per la difesa del congiuntivo

Al supermercato ho incontrato una conoscente, più o meno della mia età, che mi ha raccontato della figlia diciassettenne. La ragazza pare non sia un’appassionata studentessa, pare si lamenti molto di dover andare a scuola, pare sia maggiormente interessata ad uscire la sera dedicando più tempo ai preparativi del look che ad un qualsiasi compito. Pare che la ragazza odii proprio il latino (molto di moda odiare proprio proprio il latino).

La signora, a questo punto, mi ha detto: – Mah! Io le dico sempre [alla figlia svogliata] che se studierebbe un po’ tutti i giorni farebbe meno fatica… –

Sdeng. Un colpo. Secco. In mezzo agli occhi.

Difendiamo i congiuntivi perché sono in estinzione come i panda. Non solo se studierebbe, ma anche io credo che vai al luna park.  Non è brutto e cattivo, il congiuntivo; è un modo come un altro, chi è riuscito a imparare che andare all’indicativo presente non fa io ando, tu andi ecc., ce la può fare a imparare quattro tempi di congiuntivo. E ce la può fare anche a rispettare la consecutio temporum: ce la fa anche mia cognata Mayflower che è inglese e sarebbe giustificata… e invece non sbaglia un congiuntivo né una consecutio.

 

P.S. Post insidiosissimo perché starete spulciando ogni riga per beccare un congiuntivo sbagliato. Possibilità neanche tanto remota secondo la celeberrima Legge di Murphy. Quindi, se trovate errori di grammatica, per favore, andateci piano!

P.S.2 Lo so. Mi sono accorta che scrivo sempre caffé invece è caffè. E adesso che me ne sono accorta mi infastidiscono tutti ‘sti “caffé” sparsi per il blog, ma a meno che non esista il comando “trova e sostituisci ovunque”, non emenderò l’errore pregresso. Giuro che cercherò di scriverlo correttamente d’ora in avanti 🙂

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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23 risposte a Comitato per la difesa del congiuntivo

  1. unsassoverticale ha detto:

    Del caffé non mi ero mai accorta, rapita forse dal suo profumo, ancorché solo evocato, e sul congiuntivo hai tanta ma tanta di quella ragione!!!!!!! Io ci provo, a scuola, a dirgli che non usarlo è come non usare il deodorante, ma…

  2. russell1981 ha detto:

    Schierato a difesa di un tempo!

    Buona giornata 🙂

  3. Io speriamo che me la cavo! Mi è sempre piaciuto moltissimo l’italiano, pur riconoscendo che non è una lingua facile da imparare, l’uso della corretta grammatica, dei congiuntivi e di tutto ciò che forma la lingua non è patrimonio di tutti. Ma parlare con strafalcioni in mezzo ai discorsi è diventato uso comune, certe parole sono addirittura state coniate e messe sul vocabolario. Non sono d’accordo, ripassiamo i verbi dimenticati a anche gli aggettivi qualificativi assoluti, dei quali, in Italia se ne fa un uso smodato, Fabiana Schianchi.

  4. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Propongo di fondare le Brigate Congiuntive, armarsi di Devoto-Oli, e dare battaglia, calando pesanti dizionari a difesa di consecuzio, sintassi, e forme verbali ….

  5. ogginientedinuovo ha detto:

    Maurizio, ah ah ah! Doveva essere potessimo; però potrebbe anche essere stato un lapis freudiano 🙂

  6. ellegio ha detto:

    Che la forza sia con noi 🙂

  7. massimolegnani ha detto:

    Ho qualche perplessita’ su “odii” congiuntivo con due i, ma sonofondamentalmente ignorante per cui non mi sbilancio oltre
    🙂
    ml

  8. Ma Bohème ha detto:

    Oltre al club del caffè, il Comitato pro-congiuntivo non è niente male. 🙂
    Comunque consolo la tua conoscente. Basta ascoltare qualche speaker al telegiornale; hai mai notato che “io penso che che sia … ” non lo dice quasi più nessuno? Diventa in tutta naturalezza “penso che è …” e a me si rizza la peluria del corpo! La spiegazione “ormai si dice” aumenta l’effetto lupo mannaro.
    Povero italiano! Io sono assolutamente favorevole ai neologismi, a non parlare o scrivere in modo arcaico, la lingua è viva e cambia e non andrei a rispolverare espressioni desuete, ma il congiuntivo no!! È patrimonio dell’umanità!! 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Già! Perché poi “io penso che è” sta proprio male, suona proprio male… E’ un modo come un altro da usare, non è più difficile chessò del condizionale, per esempio!
      La lingua cambia, va bene, ma perdere il congiuntivo mi sembra molto snaturante…
      Ciao 🙂

  9. 'povna ha detto:

    Vado fuori dal coro: la lingua evolve, il congiuntivo morirà, o forse no, a seconda di ciò che da uso si farà regola (per sua natura temporanea). Ovviamente lo uso, lo insegno, lo spiego. Ma non mi costituirei mai in un comitato in sua difesa, perché significherebbe pensare che la lingua sia prescrittiva ab aeterno in aeternum. E così non è. Oltre tutto, saper parlare bene può anche essere un privilegio sociale, e proprio per questo (specie per l’uso del condizionale al posto del congiuntivo, che spesso – a differenza dell’uso del presente, spesso frutto più di incuria che di ignoranza – è figlio di una mancanza di istruzione che sicuramente non è una colpa) mi guardo bene dal prendere in giro chi ha avuto meno fortuna e meno possibilità di me (che, viceversa, ho avuto tonnellate di privilegi culturali).

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Hai ragione: i due mancati usi del congiuntivo dipendono da fattori diversi. Però, già la mia generazione ha avuto a disposizione una scuola dell’obbligo che ha dato spazio alla lingua, a prescindere dalle condizioni ambientali della famiglia. L’uso dell’indicativo al posto del congiuntivo per incuria forse diventerà regola, ma fino ad allora suonerà veramente male!
      Non prendo in giro chi sbaglia e non correggo mai nessuno, perché non so i motivi che stanno dietro agli errori. Però non mi piace. E lo dico senza boria: vengo da una famiglia poco istruita e non ho avuto privilegi culturali. La scuola può bastare per imparare a parlare e scrivere semplicemente correttamente. 🙂

      • 'povna ha detto:

        Non sempre basta la scuola, che peraltro non sempre è buona. Soprattutto per il congiuntivo ci vuole il contesto, le letture, la capacità di mantenerlo nella vita al di là della scuola, specie se non si fanno studi successivi.
        In ogni caso, oltre a questa motivazione sociale, per me vale quella grammaticale: la grammatica non è prescrittiva per natura, né deduttiva: per questo, ripeto, correggo gli errori a oggi, ma non potrei mai fare una battaglia “in difesa di” né più né meno di come non potrei fare una battaglia contro la prescrizione degli equinozi. Il mondo evolve, anche linguisticamente, e, per quanto io possa amare il congiuntivo, va, fortunatamente, molto bene così.

    • rossella ha detto:

      per quel posso mi difendo bene con l’italiano..e ti stimo per quel che hai risposto!!!

  10. ogginientedinuovo ha detto:

    E niente, ‘povna, non riesco a convincerti a difendere il congiuntivo, mannaggia 😉
    Sappi comunque che apprezzo questa apertura verso il cambiamento e la comprensione nei confronti di chi vive in contesti culturalmente svantaggiati, da parte di un’insegnante. Che tu lo SAPPIA (congiuntivo 😀 )!

    • 'povna ha detto:

      Grazie, però davvero non c’è nessun merito. Per quanto riguarda l’apertura verso il cambiamento, qualunque serio laureato in lettere e consapevole di storia della lingua ti dirà che non si tratta di apertura, ma di semplice conoscenza di base della disciplina. La stessa cosa vale per la comprensione: io non ho mai creduto a quella storia per la quale se un alunno è ciuccio e poco dotato allora io docente non posso fare nulla. A insegnare ai bravi non è che ci voglia tutto questo genio, eh.

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