Galleria (VII)

Camminava lentamente spingendo indietro i gomiti e sollevando una gamba dopo l’altra con circospezione, come si fa arrivati a quell’età in cui il corpo risponde ai comandi pensandoci un momento di più.

Camminava tra la casa e il bar e tra il bar e la casa, lasciando andare le giornate per contarle, ma non per viverle.

Camminava senza guardare, senza pensare, senza chiedere, solamente senza: così come aveva trascorso tanta della sua vita, senza. Una vita lunga, ma senza.

Il tempo a camminare senza andare da nessuna parte, il tempo a lavorare senza costruire, il tempo accanto alle persone senza conoscerle e senza averne veramente bisogno.

Il tempo a sentirsi vittima della vita: una vita colpevolizzata, sfuggita, guardata da lontano, temuta. Senza motivo.

Camminava nel tempo senza scandirlo. E il tempo passava e fuggiva e lasciava vuoti, sempre più grandi.

E i vuoti occupavano quanto lasciato incustodito e negletto, finché non restava più nulla da occupare.

E la vita era quasi tutta dietro le spalle, quella vita colpevolizzata e temuta che vista da lì, ora, non sembrava più tanto pericolosa, ma sembrava anche lontana.

Non c’era più tempo, non bastava camminare e cercare di riempire i vuoti. Rimaneva solo da camminare tra la casa e il bar e tra il bar e la casa, rimaneva solo da riempire il silenzio con il volume esagerato della TV, rimaneva solo da aggrapparsi alla vita di altri per fingere di vivere la propria. Quella vita che aveva fatto tanta paura, che era sembrata matrigna e ingiusta, quella che aveva rifiutato ogni mattina alzandosi dal letto.

Senza. Senza più tempo, senza mai  scopo. Era rimasta una sola domanda: perché?

Camminava lentamente fuori dalla vita senza averla davvero conosciuta. E la domanda rimaneva senza risposta. Ancora senza.

 

 

Annunci

Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

17 risposte a Galleria (VII)

  1. vagoneidiota ha detto:

    Perché così triste?
    (Caffe?)

  2. Nuzk ha detto:

    Quella domanda accompagna per tutta la vita. Credo che l’importante sia porsela e forse, darle piccole risposte quotidiane. Buon caffè

  3. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    su, dai, caffè + sigaretta + sorriso, un po’ di impegno, eh?

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Fatto e ripetuto: caffè in solitaria, sigaretta e sorriso con l’anaphora, secondo caffè con amiche, sigaretta e risate perché al figlio quattordicenne di L. sono partiti gli ormoni e segue le quarte di reggiseno, terzo caffè + sigaretta con mio padre al bar per fargli fare una sorta di vita sociale. Per impegnarmi, mi impegno 😉
      Sono mediamente contenta, è che sono come i clown: il sorriso nasce dalla lacrima e la lacrima nasce dal sorriso 🙂

  4. Ma Bohème ha detto:

    È molto triste ma tanto, tanto vero quello che hai scritto. E purtroppo il “lasciarsi vivere” è un male che non ha età. Vite giovani non vissute che desiderano solo essere lasciate in pace. Purtroppo, ripeto.
    Comunque … non per fare lo struzzo ma un caffè a quest’ora ci sta.
    Buona giornata.
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Già. Ed è veramente un gran peccato! Non c’è nulla di desolante come una vita “desertica”. Prospettiva e proporzione, sapendo guardare, per tenere in rotta la mia vita.
      E un caffè ci sta sempre, a qualsiasi ora e per qualsiasi motivo 😉
      Buona giornata a te carissima!

  5. L’ho appena preso anch’io e da stamattina se ti piace, ti chiamo Giugnolina per tutto il mese. Vorrei vederti sorridere: lo sai che venerdì mi devi tirare 50 volte le orecchie???

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Wow! Che compleanno importante! Hai organizzato grandi festeggiamenti?
      Io sto sorridendo: sono piuttosto serena; la tristezza fa parte della vita, ma non è disperazione. Riesco sempre a trovare una risata o un sorriso, quasi ovunque 🙂
      Passa una bellissima giornata carissima!

      • Bisogna sempre cercare il sorriso e vedere uno spiraglio di sole anche tra le lacrime. Niente festeggiamenti, solo con la mai famiglia. Vorrei festeggiare dentro di me e basta.

  6. massimolegnani ha detto:

    Questa e’ una vera, dolentissima, chicca. Complimenti sinceri.
    ml

  7. Alice ha detto:

    Ho rivisto mio papà in questo post. Non tutta la vita senza, a onor del vero. Ma da un certo punto in poi mi è sembrato che si sentisse vecchio, che avesse paura di star male, “lasciando andare le giornate per contarle, ma non per viverle”.
    Questa cosa è rimasta tra le cose non dette e forse non gliel’ho mai perdonata, non me la sono mai perdonata.
    Poi in un commento hai citato Lennon e lì mi ritorna in mente mia mamma e la sua malattia improvvisa e in un post avevo citato le stesse parole.
    E mi riconosco anche nelle parole: “sono come i clown: il sorriso nasce dalla lacrima e la lacrima nasce dal sorriso”.
    Forte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...