7 giugno 2014

Sabato scorso è stato l’ultimo giorno di scuola per i miei figli.

Per entrambi si è chiuso un ciclo: La Filosofa ha concluso le Medie, Il Cantastorie ha concluso la Primaria. E’ stata dunque una giornata di addii e non di arrivederci.

Un po’ tesi, emozionati, hanno affrontato i loro “saggi” sentendo di chiudere una pagina e di andare incontro all’ignoto.

La Filosofa e la sua classe hanno suonato il faluto dolce e ballato il tango, riassunto di un percorso musicale che li ha condotti attraverso musica lirica, operetta e musical: con musiche strappacuore tipo Memories e The show must go on… Sono stati bravi e coraggiosi: ballare il tango a coppie, di fronte ad un pubblico, per dei quattordicenni non è facilissimo! Tanti sorrisi attraverso tutto lo show, i prof. d’Italiano, di Storia e Geografia e di Matematica ospiti con le loro classi di quell’ora, acclamati dai ragazzi, il vicepreside con maglietta della scuola, sempre sorridente e partecipativo, le lacrime e gli abbracci alla fine dell’esibizione: come hanno sempre detto i loro professori, non studiano niente, ma sono simpaticissimi e si sanno far voler bene, unitissimi tra loro.

Il Cantastorie e la sua classe hanno suonato il flauto dolce (che di solito alle elementari non si suona) e messo in scena alcune canzoni con cori, balli e pantomime, come Hanno ucciso l’uomo ragno e Attenti al lupo, oltreché danzare danze antiche imparate durante l’anno da una maestra di ballo che ha arricchito le ore di musica. Sono stati bravi a suonare insieme e a interpretare questi mini-musical da scafati attori a tutto tondo! Qualche lacrima, qualche pasticcino, un po’ di magone, tanti abbracci e l’appuntamento per il pomeriggio per giocare e fare un merendone tutti insieme.

La fine delle Medie disperderà questi ragazzi in tantissime scuole diverse: in pochi si ritroveranno nella stessa classe; con i sensi impazziti dell’età percepiscono che questa unità esploderà e forse perderanno qualcosa.

La fine della Primaria invece rimane più ovattata, aggrappata alla speranza di stare con questo o quel compagno anche alle Medie; si guardano, si cercano, tendono a stare vicini fisicamente per opporre al fuori la forza del gruppo, a cui non riescono a immaginare di poter rinunciare.

Una fine che racchiude in sé un inizio, per entrambi, affrontato con timore, occhi ben aperti, sorpresa, aspettative.

Un’estate sospesa per la nostra famiglia, ad attraversare un ponte, guardando un po’ indietro e un po’ avanti, senza doveri, da trascorrere godendo un giorno alla volta  insieme, preparandosi al nuovo.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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10 risposte a 7 giugno 2014

  1. Nuzk ha detto:

    E’ passata una vita ma sono due momenti che ricordo ancora. Godete di questa pausa e buona estate 🙂

  2. vagoneidiota ha detto:

    La tua sensibilità è così elevata da essere immensa, in questa pagina.
    Empatica, hai saputo descrivere quel che un ragazzino porta in grembo, quella paura di perdersi con gli altri perché, li fuori, c’è un altro mondo, altre esperienze.
    Un ponte da attraversare.
    Non avresti potuto dipingere meglio un momento della vita che ha alimentato i miei ricordi regalandomi una piacevole malinconia.
    Prendo un caffè.
    Can i – tank

  3. mia_euridice ha detto:

    Il passaggio dalle medie alle superiori, ricordo, mi preoccupò un bel po’. Poi ritrovai nella mia classe alcuni dei compagni che, come me, avevano scelto lo stesso percorso di studi.
    Vedere qualche faccia nota, tra quelle ignote del primo giorno di scuola, è stato rassicurante.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Io ho ricordi sfocati si quelle estati: forse il sentrmi grande tra la terza Media e la prima Superiore, quello lo ricordo, ma lo sgranarsi dei giorni e quello che ho fatto e chi vedevo, non lo ricordo…
      Buon pomeriggio 🙂

  4. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Ma sai che mi hai fatto venire a galla tanti ricordi … 🙂 bei momenti

  5. Ma Bohème ha detto:

    Bellissimo post, carico di emozione, quella dei tuoi ragazzi ma anche la tua.
    Quanti “addii” ho vissuto da insegnante! E alle Superiori, dopo l’Esame di Stato, è ancora più viva la percezione della diaspora.
    I tuoi figli ricorderanno sempre con piacere questi anni: da come ho intuito leggendo, li hanno vissuti con serenità.
    Ritrovarsi ancora dipende dal loro attuale livello di affiatamento. Pensa che mi incontro ancora con i miei compagni delle elementari, saltuariamente! La prima volta che abbiamo organizzato un rendez-vous (dopo 45 anni circa!!!) è stato come non essersi mai lasciati. Lo auguro di cuore ai tuoi figli. 🙂
    Un abbraccio e buon pomeriggio!
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      I ragazzi hanno vissuto serenamente i loro cicli, soprattutto La Filosofa che ha sempre avuto la fortuna di trovare compagni “a sua misura”; Il Cantastorie ha faticato a trovare il suo posto nel mondo e sta ancora prendendo le misure, ma quest’anno è maturato e l’ho visto meno fragile. La classe delle elementari de La Filosofa si ritrova ancora a mangiare la pizza di tanto in tanto: belle persone, genitori e figli. La classe de Il Cantasorie, purtroppo, è piena di gente bislacca, genitori e figli… ma vabbé, il ragazzino ha reagito.
      Buona serata Primula 🙂

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