E dei matrimoni che ne pensi?

… mi è stato chiesto, dato che ho detto che non mi piace essere invitata alle feste per Battesimi, Prime Comunioni e Cresime.

Più o meno, è la stessa cosa. Dipende da come vengono organizzati, ma mediamente li trovo un po’ ingessati e mi sembra che per gli sposi non sia un gran divertimento! Spesso oltre ad essere emozionati, sono tesi, stanchi, preoccupati che tutto vada bene, che lo zio con l’Alzheimer non sputi in faccia al Cav. Ing. Dott. dell’altra famiglia, che i bambini presenti non rompano tutti i bicchieri del ristorante facendo lo xilofono e che la cugina di terzo grado, un po’ allegra, non si spogli sul tavolo centrale dopo il quarto bicchiere…

In teoria dovrebbe essere una giornata speciale per gli sposi, nella pratica spesso è un supplizio, soprattutto per loro: cravatta per lui che usa solo T-shirt, tacchi per lei che usa solo Converse, kilometri di pizzi e tulle che la fanno sembrare una meringa invece del solito jeans per lei,  redingote che lo fa sembrare un pinguino per lui.

Sembra di dover entrare nei personaggi del matrimonio fastoso e sontuoso: per quel giorno lì ci si stravolge, si dice di volere un matrimonio da favola, ci si guarda allo specchio e non ci si riconosce.

Poi gli sposi per ricordare la giornata (che la stanchezza non gli ha fatto vivere) devono guardare le fotografie per richiamare alla memoria qualcosa, ma nelle immagini ci sono due estranei impomatati. E la sposa solitamente chiede a te, amica/parente sfortunata che sta annaspando tra un milione di scatti, dopo la purga del filmino: – Ero bella vero?

E qui i casi sono due, entrambi pericolosissimi:
A. La sposa era 25 chili di meno, ringiovanita di 10 anni da un cerone teatrale tipo cementite
B. La sposa era imbalsamata dentro 10 sottogonne di raso luccicante, fiori di paillettes, velo di tulle lungo come la A1, scollatura ombelicale che metteva in risalto un’impalcatura da push up di acciaio
e quindi, in entrambi i casi, assolutamente irriconoscibile.

Se rispondi: – Sì, ERI bella! o sottintendi che ora è inguardabile o menti perché quel vestito le stava malissimo. E la sposa ti legge nel pensiero, sempre, peggio del mago Otelma.

Sono strana, lo so…

Mi sono sposata in Comune, con un tailleur pantaloni, non avevo il bouquet ma la borsa, ero andata dal parrucchiere il giorno prima e mi sono truccata, come sempre, da sola, indossavo delle scarpe che avevo da anni, non ho fatto la lista nozze, non ho voluto le bomboniere né i confetti, non avevo la macchina con l’autista, le foto le ha fatte mio cognato, non avevo la torta nuziale, le fedi erano quelle dei miei nonni e Tuttobene la sua me l’ha data da tenere nella borsa esattamente un’ora dopo averla infilata e da allora l’ha persa di vista, ho informato a voce del matrimonio quelli che ritenevo potessero esserne felici, a tavola eravamo in 15 ed eravamo già anche troppi perché 1 si è imbucato.

Non ci è mancato nulla: gli amici più cari sono venuti in Comune ad assistere alla cerimonia, vestiti come al solito, contenti e allegri. Nessuno si è stufato perché finito di pranzare, ciao ciao, ognuno per sé e Dio per tutti.

Consideravamo quella giornata l’inizio di qualcosa, ma non il qualcosa in sé; le cose importanti dovevano ancora arrivare. Abbiamo scelto di iniziare noi due, di fatto, senza tanto chiasso né tanto sfarzo.

Ci siamo regalati un viaggio e quello davvero ci è rimasto nel cuore e negli occhi.

 

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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17 risposte a E dei matrimoni che ne pensi?

  1. mia_euridice ha detto:

    Penso che i matrimoni (e tutte le cerimonie del genere…) siano dei sequestri di persona.
    Non amo questo tipo di eventi e quando DEVO parteciparvi lo faccio solo per costrizione. Potendo sfuggire, sfuggo volentieri.

  2. Nuzk ha detto:

    Grande! Un matrimonio come il tuo sarebbe l’unico che potrei tollerare, se invitata. Per quel che mi riguarda ho pensato che in famiglia abbiamo già dato abbastanza tra matrimoni e divorzi che non valeva la pena che mi ci mettessi anch’io 😀

  3. Bia ha detto:

    Bellissimo! Se mai mi dovessi sposare col mio compare vorrei esattamente la stessa cosa 🙂

  4. con il mio primo matrimonio ho fatto esattamente come tu descrivi nel bellissimo post: sceneggiata sdolcinata con macchina a noleggio, abito a meringa, fiori in tinta anche con le mutande delle invitate, spreco di soldi del mio povero papà., menù interminabile e fotografie nella villa antica a Reggiolo (la famosa Villa Pavarini, prova a vedere su Internet che roba è!). Risultato veritiero: all’uscita della Chiesa volevo già separarmi e mi chiedevo (anni 22 ricordo per chi non lo ricordasse ndr) chi me l’aveva fatto fare! Con il secondo ed attuale ed ultimo marito, molta meno pomposità, un’eleganza giusta e misurata, l’abito a maniche lunghe che ho nella foto dell’home page, ma ho ricalcato un poco le orme del matrimonio classico. Con un centinaio di persone in meno, se dovessi rifarlo oggi, io e il Geniaccio, i nostri due figli e basta.Poi via per un vero e lungo viaggio….

  5. A proposito grazie per aver sviluppato il post sulla base di una mia domanda! Sei stata molto carina e gentile, ma questo è nella tua natura. A dopo, un abbraccio!

  6. Una lettrice ha detto:

    Mi sposo il 6 settembre e mi ritrovo perfettamente nella tua frase “Consideravamo quella giornata l’inizio di qualcosa, ma non il qualcosa in sé; le cose importanti dovevano ancora arrivare. Abbiamo scelto di iniziare noi due, di fatto, senza tanto chiasso né tanto sfarzo.”. Mi hai fatto commuovere.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      🙂 Che il tuo sia un MARRIAGE ricco di amore e soddisfazioni, e che il tuo WEDDING sia importante e divertente per voi due. In italiano usiamo la stessa parola per indicare le due cose e a volte confondiamo un po’ l’importanza che hanno le due situazioni 😉
      Congratulazioni!
      Un grande abbraccio 🙂

  7. Fioly ha detto:

    hai colto nel segno: se mai mi sposerò il regalo più bello che CI farò sarà un viaggio!

  8. unsassoverticale ha detto:

    Beh io mi sono sposata 12 anni fa, in Chiesa, perché ci credo, con una cerimonia curata, perché fosse chiaro che per noi tutto aveva un senso: e il senso era comunque proprio quello, un Inizio. Il posto per festeggiare è stato scelto perché fosse piacevole e rilassante per tutti, il menù aveva quattro portate e alle 5 era tutto finito, il fotografo era un bravo amatore e aveva la consegna “mai è poi mai foto in posa” (ho degli scatti meravigliosi, buffi, dolci, VERI), gli invitati non erano troppi (un’ottantina) e tutti voluti, gli abiti volevano distinguere la giornata ma sono stati scelti perché rispettassero il nostro modo di essere (il mio era semplicissimo), tanto che il complimento più bello che mi facevano (in tanti) era: sei proprio “tu”. Insomma non ho voluto sfarzi ma ho scelto di fare solo ciò che per me e mio marito aveva Senso e non era solo apparenza. Probabilmente è QUESTO che fa la differenza.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Direi che è proprio quello che fa la differenza: conoscere il senso di quello che si sta facendo, Sapere che vivere una giornata come sul set di Beautiful non garantisce nulla. Essere quello che siamo anche il giorno del matrimonio.

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