Sei felice?

Ho letto

Felici i felici
di Yasmina Reza, edizioni Adelphi
traduzione di Maurizia Balmelli

e ho capito che “felici i felici” è una sorta di assioma e non una conclusione.

Quindi solo i felici possono essere felici. Ma chi sono i felici? Non i personaggi del libro che ci consegnano tanta vita, tanta strada percorsa, tanta apparenza, ma felicità no, nessuna.

Rimane la domanda a riproporsi nella mente: chi sono i felici che possono essere felici?

Di sicuro nelle pagine scorre la vita, quella senza alibi, senza vergogna, fatta di tentativi, di ripartenze, dell’accontentarsi. Ma la felicità è altrove.

Un invito alla lettura attraverso le parole dell’autore

(…) ridurre al minimo le pretese di felicità.

Ho sempre ritenuto che non si possa disturbare Dio.

Un ritiro nel mondo delle ombre si può accettare da un eroe letterario, non da un marito con cui si condivide la vita domestica.

(…) spesso la felicità degli altri risulta ggressiva.

So da un pezzo che la morte esiste.

Le emozioni fanno paura. Vorrei che la vita procedesse e che via via tutto si cancellasse.

Tutto sommato preferisco le persone a cui sfugge qualunque cosa.

(…) criticare l’ingenuità degli occidentali e la presunzione europea. (…)  Il fatto che dopo mille anni di massacri ci sentissimo autorizzati a dare lezioni.

La gente non una visione dell’esistenza. Ha solo delle opinioni.

E alla fine ti chiedi: – E tu? Sei felice? e ti rispondi che solo i felici sono felici, ma che ci puoi provare.

Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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8 risposte a Sei felice?

  1. vagoneidiota ha detto:

    Una domanda difficile questa mattina. Mi posso accomodare in attesa del caffè?

  2. mia_euridice ha detto:

    La felicità non sta nell’accontentarsi. Di questo sono certa.

    In generale: la Raza è una delle scrittrici che, da tempo, mi sono ripromessa di leggere.

  3. Ma Bohème ha detto:

    Inizio filosofico questa mattina!
    Sorseggiando un caffè (che già di suo mi dà una sensazione di benessere molto simile alla felicità 🙂 ) rifletto sulla bella frase “ridurre al minimo le pretese di felicità” che mi sembra un’ottima base di partenza. Non è accontentarsi, è secondo me la consapevolezza che abbiamo un limite legato alla nostra personale natura (ognuno ha il proprio), imparare a valorizzarlo perché oltrepassarlo, o tentare di farlo, ci renderebbe persone non realizzate e quindi non felici. La felicità non è nelle cose, è ovviamente uno stato mentale e dell’anima.
    Un abbraccio per una felice giornata. 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Sono d’accordo: ridurre al minimo le pretese di felicità, secondo me, non è traducibile con accontentarsi; l’accontentarsi è altrove nel libro. Ci sono tutti e due questi stati nella storia.
      Ridurre al minimo forse vuol dire essere consapevoli, conoscere se stessi e il mondo e il loro funzionamento. Sicuramente non è romantico né poetico, ma pratico sì 🙂
      Una felice giornata a te!

  4. Pingback: E’ davvero un’abitudine? | ognigiornotuttigiorni

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