Bulletti stagionati

“Convivere è peggio che uccidere”: queste parole chiariscono parecchie cose, in effetti.

“Hai fallito, suicidati”: anche lui, adesso che ha rovinato la sua carriera per fare il bulletto davanti alle telecamere, potrebbe pensarci…

Percarità, capita a tutti di esprimersi malamente, di non riuscire a trovare le parole esatte e corrette per disegnare un’idea, non è questo il punto.

Il punto è che, come spesso mi succede, ho l’impressione che ci sia compiacimento nel parlare in un microfono o da un pulpito o sotto l’ombrello dell’autorità costituita. Un compiacimento che porta ad abbassare la soglia di attenzione verso ciò che si dice, che porta a pensare se stessi al di sopra di ciò che si dice, che porta a prendersi troppo sul serio quando si dice, che porta a credere di essere una sorta di guru che dice per guidare le masse.

Ecco.

Io li vedo come dei poveretti, pericolosi ma poveretti. Da rimuovere dalle loro posizioni, entrambi, perché dire quello che hanno detto, significa che sono troppo oltre sulla strada della predicazione egocentrica e, per una comunità, questo non va bene.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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11 risposte a Bulletti stagionati

  1. vagoneidiota ha detto:

    Gia…
    La forza stupida delle parole.
    Buongiorno cara.

  2. mia_euridice ha detto:

    Il problema è che maneggiare parole non è semplice. Pochi se ne rendono conto. Perché le parole possono diventare facilmente frecce o proiettili.
    Il dramma si fa più grave quando a “sparare” parole di tale portata e di tale idiozia siano persone che rivestono un ruolo istituzionale o sociale di notevole rilevanza: un prete, un prefetto. Figure che dovrebbero incarnare l’equilibrio, il buon senso, la saggezza.

    Si pone un problema comunicativo importante. Anche ai massimi livello. E penso a tutti quei politicanti che urlano, offendono, inveiscono. Lo fanno i massimi vertici ed, implicitamente, autorizzano tutti gli altri a fare lo stesso.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Sono d’accordo. I massimi livelli hanno, da anni, sdoganato comportamenti, verbali e non, che non mettono più il rispetto al centro della questione. E invece io continuo a pensare che il rispetto sia “propedeutico” a tutto il resto.

  3. Nuzk ha detto:

    Buongiorno, buon caffè. Da quello che si vede e sente quotidianamente, sembra che se non urli e non inveisci con effetti speciali, le tue argomentazioni non facciano audience. Ci sono persone e personaggi che per parlare devono per forza offendere qualcuno o qualcosa. In primis in politica…e di esempi ne abbiamo molti.. purtroppo. Ma anche nell’ambito dello spettacolo. E tutto questo passa, soprattutto ai giovani (ma anche a molti dei loro genitori che non sono in grado di educare di conseguenza i figli) come un modo corretto di comportarsi. Quello che si vede è un aumento gratuito di rabbia e arroganza a sostegno molto spesso di una grande ignoranza di fondo. Per fortuna mi capita anche di incontrare molte persone che sono esattamente l’opposto. Buona giornata. Spero che per oggi, gli impegni delle le tue agende siano leggeri 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Infatti è un sistema, aggressivo e arrogante che si esterna nelle parole, ma che è così nella sostanza, purtroppo!
      E lo si vede già nei bambini, che sono spesso individualisti e credono di essere il centro dell’universo. Saranno così anche da adulti. Non ci aspettano tempi facili 🙂
      Un’agenda blanda (figli); molto attive le altre due (la mia e quella dei miei genitori) 😉 Sopravviverò!
      Buona giornata Nuzk!

  4. Ma Bohème ha detto:

    Sono sempre più convinta che il buon senso ormai sia anch’esso una parola vuota, è il caso di dirlo per restare in tema. Su Twitter mi è capittao di farlo notare a proposito del “suicìdati”; non ci crederai ma mi hanno risposto che non capisco, e non capiamo in genere, le espressioni locali e dialettali!!
    Penso non ci sia bisogno di altro commento. 😦
    Un caffè e si riparte. Agende piene anche oggi, leggo.
    Buona giornata 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Come dicevo sopra, il problema grosso è che le parole corrispondono a comportamenti che hanno trasformato lo stare insieme in una sorta di lotta primordiale, in cui vince chi è più aggressivo 😦
      Non è facilissimo adattarsi.
      Buona giornata anche a te Primula!

  5. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    una volta esisteva la cultura, la dignità e il rispetto: oggi, visto che non sono App, nessuno se ne cura più …

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