Una nuova prospettiva

Non avevo capito che si stava parlando di introversi. Sono lenta a elaborare, a capire.

E quando Sguardiepercorsi ha usato la parola “introversi”, mi è tornato alla mente questo post, letto tempo fa e salvato nei segnalibri; allora sono andata a leggere il post di Sguardiepercorsi “Introversione e amore”.

Io mi sono sempre definita timida, ma forse il termine esatto è introversa.

Introversa è un termine che non ho mai usato perché gli ho sempre attribuito una valenza molto negativa, e non volevo pensare a me stessa così negativamente. Una persona timida mi sembrava più socialmente accettabile.

Ma, ultimamente, mi trovo a dover rileggere il concetto di introversione, a doverlo riscoprire da un’angolazione del tutto nuova e completamente diversa.

Le parole che ho letto ultimamente non sono sempre negative: hanno un significato più complesso, rendono l’introversione una peculiarità caratteriale a tutto tondo, riservandole anche sfumature positive che danno profondità ad una personalità.

Non so se sono io ad aver sempre interpretato malamente questa caratteristica o se è stata socialmente “rivalutata”.

Comunque sia, mi sento meno inadeguata.

Queste le positività individuate da Galit Breen nel suo post sull’Huffington Post:

1. Introverts listen more than they talk.  Sì, direi di sì. Io parlo parecchio, ma ascolto di più, ascolto anche quando non sembra, anche quando parlo, ascolto anche con gli occhi. La ragione per cui abbiamo due orecchie ed una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più, parlare di meno (Zenone di Cizio).

2. Introverts know when they need to shut down and that’s exactly what they do.  Sì, e lo faccio anche quando sono in compagnia, se mi serve. E quando mi serve, lo percepisco immediatamente. Cerco di non risultare maleducata, non sempre riesco, forse, ma il bisogno di far cessare lo stimolo esterno è urgente. E’ un bisogno fisico: “Tutto questo per dire che noi introversi non siamo degli orsi asociali, semplicemente abbiamo un sistema nervoso che reagisce con maggiore intensità agli stimoli esterni, e dunque abbiamo maggior bisogno di proteggerci da quella che per noi, talvolta, è un’invasione del mondo esterno.” dice Sguardiepercorsi. Per me è così, anche se non l’ho mai saputo dire a parole.

3. Introverts know how to be by themselves. Sì, ma lo so istintivamente, non razionalmente e questo ha significato, per tanto tempo, non saperlo spiegare agli altri. E’ uno stato che non posso evitare, a costo di perdere persone perché non capiscono.

4. Introverts pick the people they surround themselves with carefully. Sì, ho pochi amici anche se conosco tanta gente. Pochi hanno accesso a me, non per snobismo (fraintendimento comune!), ma per autoconservazione. Ho la pelle emotiva sottile, sottilissima.

5. Introverts are sensitive to how others are feeling. Sì, è così: sento che cosa provano gli altri; raramente sbaglio quando analizzo il carattere delle persone che conosco.

6. Introverts engage in a lot of self talk. Sì! Tutto ciò che non dico a voce alta non rimane non detto, comunque. Opinioni, chiacchierate, progetti, idee, pensieri: c’è caos nella mia mente, sempre. E poi, le rielaborazioni, le sintesi, i superamenti del particolare: quando alla fine le parole escono, sono oltre, su un piano più alto, e gli altri non sempre possono stare dietro a queste accelerate.

Non che sia tutto facile, in primo luogo i rapporti interpersonali, ma c’è sicuramente uno spessore dietro all’introversione.

E questo mi dà un po’ di sicurezza in più, un po’ di coraggio in più, perché adesso posso guardare alle mie spigolosità considerando che queste hanno anche un significato più profondo rispetto al semplice “difetto”.

A voler dedicare tempo ad un introverso, magari, si scoprono cose interessanti 🙂

 

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Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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13 risposte a Una nuova prospettiva

  1. Nuzk ha detto:

    Nel corso degli anni, fin dalla scuole, mi sono spesso sentita dire che ero introversa e che non andava bene. Un po’ come “è intelligente ma non si applica”. Dopo un po’ ho smesso di farci caso e io per prima, avvisavo le persone della mia “orsaggine”. In molti dei punti che hai scritto mi ritrovo anch’io. Spesso mi allontano perchè è come se tutto mi si amplificasse dentro, soprattutto gli stati emozionali tesi che spesso si creano sul posto di lavoro. E quando rientro nel silenzio di casa, in mezzo alla natura sento solo il bisogno di stare da sola, con i miei pensieri che come i tuoi elaborano sempre qualcosa… Buon caffè 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ questo che mi ha colpita: tempo fa essere introversi non andava bene. E invece ora capisco che non è tutto negativo, che la società non dice più che non va bene perché in realtà l’introversione è una caratteristica che ha luci oltreché ombre.
      Buona giornata 🙂

  2. mia_euridice ha detto:

    Gli introversi sono sempre molto interessanti.
    Faticosi ma interessanti.
    L’estroversione, d’altro canto, spesso mi serve solo per non farmi scoprire troppo facilmente.
    Una sorta di iceberg di comodo, ecco.

  3. sguardiepercorsi ha detto:

    Può essere interessante fare il test dei tipi psicologici di Myers-Briggs. Versioni brevi si trovano anche in internet, con brevi spiegazioni, giusto per darti un’idea. Non è bene o male avere certe caratteristiche psicologiche, perché ciascuna ha aspetti sia positivi che negativi. L’importante è capire meglio noi stessi, il nostro modo di funzionare, e capire gli altri, il loro diverso modo di funzionare.
    Grazie per la citazione. Mi fa piacere che ti sia stata utile.
    Se poi ti interessa, ti posso mandare via e-mail altre informazioni sul tema…
    Ciao! Buona giornata 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Che non sia bene o male avere certe caratteristiche psicologiche lo sa chi è “del ramo”, come te, ma la vita di tutti i giorni in effetti tende a catalogare brevemente. Ho capito, grazie a questi approfondimenti, che a volte essere come si è senza lasciarsi catalogare superficialmente è possibile ed è anche bello, perché un difetto può diventare un pregio illuminando la sua parte positiva, che c’è, sempre.
      E saresti davvero carina se volessi mandarmi qualcosa per e-mail: ognig.tuttig@virgilio.it
      E poi magari si dice che nel web si perde tempo… 😉
      Io no 🙂
      Grazie, sul serio e buona giornata 🙂

  4. flampur ha detto:

    L’introverso è solo uno che guardi dal lato sbagliato.

  5. Alice ha detto:

    Io sono da sempre timida…ma sto cercando di smettere.
    Non perché pensi sia sbagliato e infatti rivendico alcune caratteristiche che hai elencato, prime su tutte la capacita di farsi compagnia e di sentire il bisogno di stare da soli. Ma col tempo ho capito quello che sguardiepercorsi dice alla fine del suo post e cioè che spesso si imparaa cconoscersi o magari a conoscere un aspetto nuovo di sé, proprio grazie agli altri. Questa è un’opportunità che non voglio perdermi.
    E reimparare a non sentirsi inadeguati e a fidarsi delle oersone

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Avete ragione: gli altri danno opportunità al sé. Ma spesso è anche bello conoscere gli altri per gli altri in sé: tante persone sono belle.
      Ma poi ho bisogno di elaborare gli altri da sola 😉
      Ho bisogno di momenti di… stand by, diciamo… stand by rispetto alla socialità!

  6. Alice ha detto:

    Ecco appunto…non sentirsi inadeguati 😉
    dicevo, imparare a fidarsi delle persone, magari con parsimonia, è una cosa che mi sta riservando piacevoli sorprese.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Non sentirsi inadeguati deriva dal conoscere e ogni piccola cosa mi faccia sapere di più su di me e sul mondo intorno, mi aiuta.
      Buona giornata, carissima 🙂
      P.S. Vabbé, anche a me partono i commenti a metà… mica vuol dire essere inadeguati… credo… forse…

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