Stranamente

Una mattina di agosto, ho preso la bicicletta: il sole era caldo, ma una brezza leggera rendeva l’aria piacevole. Ho pedalato senza fretta, nel traffico ancora stranamente sostenuto, verso la periferia della città, a fare ciò che dovevo, lasciando che il tempo facesse il suo corso.

Ci ho messo un attimo a fare ciò che dovevo, forse perché ho lasciato che fosse quello che doveva essere senza fare pressioni all’orologio, guardandolo in continuazione. E poi avevo davanti la mattinata di sole bagnata dalla brezza leggera, ancora senza fretta, a lasciare che il tempo continuasse a fare il suo corso.

Allora ho pedalato verso il centro, lentamente, godendomi il sole avaro di quest’estate. Ho pedalato a zig zag tra la gente che passeggiava, che entrava e usciva dai negozi stranamente ancora tutti aperti, guardando senza fermarmi le vetrine.

Sono arrivata in piazza, ho chiuso la bicicletta alle rastrelliere che stanno proprio davanti a Feltrinelli, ma stranamente non avevo voglia di entrare. Ho proseguito a piedi nella via dei negozi e ho guardato i vestiti, le scarpe, le grandi catene internazionali, tutte uguali, e stranamente non avevo voglia di niente di tutto questo. I negozi tutti uguali, con cose tutte uguali, molte persone tutte uguali.

Mi sono fermata in un piccolo bar e ho pranzato in anticipo con un tramezzino e una CocaCola, così per sottolineare che era una mattina diversa, che volevo che non fosse una mattina uguale alle altre.

E allora mi sono diretta in una via defilata di fianco a piazza del Duomo dove c’è una piccola libreria indipendente: avevo voglia di piccolo, di diverso. E guardando le proposte, ascoltavo i gestori chiacchierare alternando espressioni dialettali al doveroso italiano in negozio. Scorrevo gli scaffali dove erano sistemati tanti libri a parlare della mia città, delle sue tradizioni, delle sue persone, sorridevo a vedere magliette stampate con frasi divertenti in dialetto. Ho scelto un altro libro di Patrizia Rinaldi, Rosso caldo.

Poi ho imboccato le vie laterali, all’ombra dei palazzi antichi e lontane dai negozi, ho ripreso la bicletta senza pentimenti riguardo a Feltrinelli e ho pedalato lentamente nella via di una delle vecchie corporazioni dell’epoca dei Comuni: è una via che stranamente mi piace molto, così senza motivo. E mi è venuto in mente che al negozio biologico all’angolo, forse, avrei potuto trovare le candele di vera cera d’api. Ne ho comprate due.

candleAvevo voglia di tornare a casa.

Sapevo che la casa sarebbe stata vuota e silenziosa, che ogni tanto è una bella sensazione.

Ho acceso una delle mie candele, mi sono seduta sul divano a leggere il quarto di copertina di Rinaldi e ho cercato di ascoltare la mia direzione.

Ho aspettato che il profumo della cera si spandesse tutt’intorno, prima di spegnere la candela e lasciare che il tempo continuasse a fare il suo corso.

Senza guardare mai l’orologio, stranamente.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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10 risposte a Stranamente

  1. Nuzk ha detto:

    E’ bello, ogni tanto, permettersi di fare le cose con il ritmo che sentiamo adatto. In realtà credo che lo potremmo fare molto più spesso se solo non ci facessimo condizionare dall’idea che abbiamo di come andrebbero fatte le cose. Molto spesso se mi fermo a sentire cosa va bene, qual’è il ritmo da tenere nelle varie situazioni, posso seguire quello che faccio senza fatica. E’ che il più delle volte mi dimentico di sentire… Buon caffè e inizio settimana 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Sottoscrivo tutto quello che ha scritto: “fare in fretta” è un ritmo diventato comune, ma non è quello che sentiamo per natura. Ci dimentichiamo di stare a sentire…
      Buon caffè e buon inizio di settimana a te 🙂

  2. mia_euridice ha detto:

    Non c’è nulla di meglio che ignorare l’orologio.
    Stranamente…

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Un mio amico si è rifiutato di portare l’orologio fino a 40 anni, quando gliene abbiamo regalato uno. Ha iniziato a metterlo. Poi a 50 anni lo ha tolto di nuovo. Forse ha ragione lui. 🙂

      • mia_euridice ha detto:

        Io non porto più l’orologio da almeno otto o nove anni.
        L’ho tolto un’estate, per non sentire l’angoscia del tempo, e non l’ho più rimesso.
        Se mi serve sapere l’ora guardo il cellulare. Se non ho cellulare chiedo ad un passante. Se non ci sono passanti: resto senza tempo!

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    mia euridice, avete ragione voi, lo so 🙂
    Pensa che invece io devo sempre averlo l’orologio… e allora poi quando mi capita di non dargli ascolto come quella mattina, è un regalo che mi stupisce e dico “stranamente”…

  4. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    stranamente un tempo per te stessa ….

  5. Ma Bohème ha detto:

    Un veloce passaggio per augurarti una serena e tranquilla settimana di Ferragosto. E, se il buongiorno si vede dal mattino (mi riferisco alla tua biciclettata in città senza orologio) il seguito promette bene! “Il tempo che fa il suo corso”: è la sensazione che sto provando in questi giorni in montagna. Magnifica!
    Tanta serenità!
    Un abbraccio grande 🙂
    Primula

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