Donne in crisi

Ad aiutare i miei genitori, avevo trovato grazie al passaparola, una signora italiana di circa sessant’anni. Una signora che da anni faceva la governante per persone non autosufficienti. Poi questa signora ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico che prevede una lunga convalescenza. Così ho dovuto trovare una sostituta. Una signora italiana di circa quarant’anni, una casalinga, che non aveva mai fatto questo lavoro.

Due signore deliziose, pazienti, organizzate, veloci, sorridenti, premurose, efficienti. Due signore che fanno questo lavoro, ma immagino, ne farebbero anche a meno.

La prima signora ha un marito appena pensionato, ex artigiano; la seconda signora ha un marito che lavora nel settore edile. Una pensione troppo bassa, un settore in crisi.

Tra poco la signora operata sarà pronta per tornare e questo significa che la signora che la sostituisce terminerà il suo incarico. E io mi sento mortificata, sono preoccupata.

Nonostante fosse esplicito fin dall’inizio che la sostituzione sarebbe stata a tempo determinato, ora sono terribilmente dispiaciuta che la giovane signora rimanga senza questo piccolo stipendio che nei mesi passati ha significato un’entrata molto utile in un momento di mancanza di lavoro per il marito.

Vorrei poterla aiutare, vorrei poterle dire che questo piccolo stipendio continuerà ad arrivare.

E so che la signora che sta per riprendere il suo posto, tornerà perché questo piccolo stipendio, lo stesso, è molto utile per arrotondare la pensione del marito, bassa, troppo. E quindi so che questo lavoro è necessario, anche per lei. E sono, diciamo, contenta che le necessità della mia famiglia incontrino le necessità di un’altra famiglia e possiamo trarne qualcosa di buono, da entrambe le parti.

Non è facile affrontare questi tempi: sembra che tutto il sistema economico, per le persone comuni, sia inadeguato. Tante certezze o meglio, tante situazioni delle nostre vite che consideravamo certezze, ci si sono sbriciolate tra le dita. Lavorare per tutta la vita non basta più a farti passare una vecchiaia serena; fare il mestiere che sai fare non basta più a mantenere la famiglia.

E poi magari hai da affrontare un’operazione e sai che se paghi la affronti velocemente, altrimenti ti metti con pazienza ad aspettare il tuo turno, spesso lontano nel tempo. E certi giorni non sorridi perché pensi che tuo marito a furia di stare in mezzo alla calce fa fatica a respirare e il medico bravo di cui parlano tutti vuole 200 € per una visita; e vi prendete qualche giorno per decidere, tu e tuo marito.

E’ difficile. Ed è triste.

 

 

 

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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21 risposte a Donne in crisi

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    È veramente dura ….

  2. ogginientedinuovo ha detto:

    Maurizio, se uno “ci becca” per caso, non mi fa paura… Invece se uno prevede perché sa leggere il fegato della pecora, mi spaventa, eccome! 🙂

  3. linda ha detto:

    Potresti aiutare la signora n.2 a trovare un altro lavoro, magari tramite le tue conoscenze o tramite annuncio presso centro anziani o parrocchia o studi medici. E’ un lavoro duro, per questo qualcosa si trova sempre… Dandole una mano a trovare un altro lavoretto, faresti tantissimo… Un saluto affettuoso.

  4. Roxibar ha detto:

    quello che descrivi è una mia paura, un mio retropensiero costante.
    Ti abbraccio forte, a ‘sto giro.
    Io domani sono in città, in una Perugia insolitamente vuota.E’ ferragosto, non lasciarmi sola. Fammi trovare il tuo post anche domani.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Temo che sia un retropensiero di tanti, ora come ora…
      Ricambio l’abbraccio, con affetto 🙂
      Tu non immagini quanti ricordi di persone mi evoca Perugia.
      Ci “sentiamo” domani, carissima!

  5. vagoneidiota ha detto:

    Leggendoti ho sentito freddo. Complice, forse, il tempo della Francia del nord. La tristezza, però, no. Quella non posso attribuirla in parte al cielo.
    La malinconia delle righe, la verità dei contenuti, la tua grande ed immensa sensibilità, la delicatezza nell’espressione, mi hanno fatto accomodare. Sedere all’improvviso, a dirla tutta.
    Il caffè tra le mani, la moto fuori che mi aspetta, il mondo che mi accoglie.
    E due donne, come altre donne o altri uomini, nessun futuro per il giorno dopo.
    È la grande democrazia del millennio, questa.
    Il sistema medievale creato e mantenuto da emeriti beoti che legiferano o fanno finta di legiferare.

    Quello che capita a queste due persone, umili e dignitose, potrebbe capitare a chiunque.
    Vorrei avere in una mano l’inferno per chi governa e, per te e le due donne che curano i tuoi genitori con impegno e amore, una rosa.

    La dignità e la delicatezza sono concetti preziosi.
    In bocca al lupo per questa scelta così complessa a cui avrebbe dovuto provvedere qualcuno che è chiamato, per voto, alla nostra tutela, al nostro bene, alla costruzione del benessere collettivo.
    Ma, appunto, il medioevo è adesso. I principi regnanti, i valvassori, i valvassini, i contadini ed i poveri, adesso.
    Quanto mi fa incazzare questa cosa!
    Eric benet – femininity

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Subito subito: ❤
      Poi: caffè, moto e Francia del nord, ci vuole poco altro in questo agosto bislacco 🙂 Normandie ou Bretagne?
      Infine: queste due signore mi commuovono proprio per la loro dignità. Grandissima. Non si sono mai lamentate, non hanno mai elemosinato nulla, hanno sempre capito anche i limiti economici dei miei genitori. Guerre tra poveri, come sempre.
      Il Medioevo è adesso con la differenza che nel 1100 l'Uomo aveva meno storia accumulata alle spalle e certi comportamenti socio-politici ci potevano pure stare…
      Non c'è nessuno dei nostri attuali emeriti beoti che riesca a darci un'idea di futuro per domani e questa incapacità è la cosa che più ci abbruttisce.
      Bonne journée, mon cher 🙂

  6. mia_euridice ha detto:

    Condizioni e situazioni molto più diffuse di quanto si immagini.
    L’ideale sarebbe poter trovare una soluzione altra per la signora quarantenne così che possa continuare a lavorare e a poter contare su quell’entrata in più.
    Piccoli drammi silenziosi che la dignità delle persone trasforma in una normalità vivibile seppur umanamente ingiusta.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Sto cercando soluzioni alternative per la signora giovane…
      La tua ultima frase è preziosa.
      Dignità è una parola molto bella, molto profonda e molto dolorosa. Sarebbe bello doverla usare raramente, ma temo che di questi tempi non sarà così.

  7. massimolegnani ha detto:

    è da fatti semplici, come questo che delinei così bene, che otteniamo la fotografia di questi tempi cupi.
    ml

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Tempi destabilizzanti, sempre in bilico, a farsi domande sul domani che non trovano risposte. Tutti un po’ sulle spine. Forse recupereremo la com-passione e la capacità di essere solidali, che sarebbe già un grande successo. Forse.

  8. Nuzk ha detto:

    Per un certo periodo, per fortuna non molto lungo, mi sono occupata della selezione del personale da assumere in azienda. Di donne come queste che hai descritto nel tuo post ne ho incontrate parecchie e ogni volta vederle andare via senza la possibilità di aiutarle in qualche modo mi faceva male. E’ un perido pesante dove molto spesso manca, oltre al lavoro, anche il rispetto delle persone in quanti tali. 😦

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ un periodo pesante, sì. E la cosa più difficile è il fatto che non si riesca a guardare il domani pensando che andrà meglio. Le persone avrebbero bisogno di poter ricominciare a fare progetti per il futuro.

  9. 'povna ha detto:

    Beh, se, come immagino, le hai messe in regola, così come di legge, hanno, per cominciare, le loro tutele sindacali.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ così. Non sempre basta per sentirsi bene.

      • 'povna ha detto:

        E’ vero, ma significa che per la prima signora, visto che ha avuto la malattia pagata, non è cambiato niente, mentre per la seconda ci sono dei contributi in più e una referenza, oltre a tutta la pratica burocratica già avviata con cui presentarsi a un nuovo datore di lavoro. Poiché credo che siano veramente poche le persone che usano i termini contrattuali per questo tipo di lavoro, non basta, ma è più che qualcosa, secondo me.

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