Londra, la prima volta

[da qui]

Mi trovai a Londra.

Per la prima volta, senza genitori e senza amici, sola davvero. Mi sentivo bene per questo.

Non dovevo adattarmi a nessuno. Potevo.

Affrontai equivoci e problemi, lingua e novità, prendendo le misure giorno per giorno a ciò che mi si presentava. Affrontai persone nuove, di varie provenienze, senza minimamente avere idea di come fare ad amalgamarmi con le diversità.

Andavo a scuola la mattina, poi al pomeriggio girovagavo per la città, ammirata e spaesata, col maglione di lana a luglio, a sdraiarmi sui prati di parchi che non avevo mai neanche immaginato.

Intorno vedevo una società multiforme, fatta di strane creature, catene di pizzerie e MacDonald’s.

Potevo entrare e uscire dal British Museum, dalla National Gallery, vedere assorbenti in una bacheca all’allora Tate Gallery o andare ad ascoltare Desmond Tutu che parlava a favore della liberazione di Nelson Mandela.

Avevo trovato il mondo, quello fatto di vita, vera.

Scompostamente, senza filo logico, assorbivo l’idea che la vita non fosse quella che conoscevo. Sentivo che tutto ciò era giusto.

Era giusto che le persone vivessero così. Era giusto che i giorni fossero possibilità. Era giusto che a vent’anni le persone potessero avere davanti TUTTO.

Avevo l’impressione di respirare meglio.

Questo è stata per me Londra, la prima volta: ossigeno. E’ stato scoprire che si vive per pensare pensieri senza confini.

E sono tornata un  po’ diversa.

[to be continued]

Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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13 risposte a Londra, la prima volta

  1. mia_euridice ha detto:

    “… pensare pensieri senza confini…”.
    Parole che valgono una vita intera.

    Molto brava!

  2. Ma Bohème ha detto:

    Bella questa Londra fatta di sensazioni! L’hai ritratta come il polmone del mondo.
    Gusto la lettura e pregusto il seguito. 🙂
    Buona giornata!
    Primula

  3. vagoneidiota ha detto:

    Ma come si fa ad essere così malvagi?
    Caspita! Ancora qui sul divano ad aspettare la nuova puntata? E magari mentre mi offri un caffè con quel sorriso così… così…cosi…
    Che palle!
    Karen souza – creep

  4. Alice ha detto:

    Che bello. Chissà magari ci siamo incrociate in quella Londra..io ci sono andata da sola nel 1990.
    Dopo la prima sensazione di terrore sull’aereo (ho ripensato alla gag di Montesano che paragonava gli aerei italiani con quelli americani e mi sono chiesta – ma dove sto andando?) e un piantino il primo giorno, è diventata la vacanza più bella che abbia fatto, proprio per la sensazione di indipendenza e per la consapevolezza che ce la potevo fare, anche da sola.
    Aspetto, curiosa, il confronto con il viaggio di quest’anno.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ero là nel 1988, niente possibilità d’incontro…
      Mi sono sentita come se avessi capito il mistero della vita 🙂
      Ovviamente, quest’anno non poteva essere così, però devo dire che Londra casca nei miei giorni sempre piuttosto a fagiolo!

  5. massimolegnani ha detto:

    premessa fondamentale è la capacità di aprirsi al nuovo e all’incerto.
    ciao,
    ml

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Probabilmente l’avevo latente già allora e probabilmente era (ed è?) la cosa che mi fa(ceva) sembrare un po’ strana. Intendiamoci, strana per qui, ma assolutamente normale per il resto del mondo (credo 😉 ).
      Buona giornata, massimolegnani!

  6. lullina76 ha detto:

    Invidio (bonariamente s’ intende! ) il tuo viaggio a Londra, i tuoi vent’anni in libertà alla scoperta del mondo, della vita…..leggo le tue parole e la assaporo. ….mi sembra di sentirle, le tue emozioni……io credo, dico credo perche’ le posso solo immaginare, di averle sognate un milione di volte……

  7. Pingback: Londra, la terza volta (Le avventure della villeggiatura) | ognigiornotuttigiorni

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