In punta di piedi

Un ambiente nuovo, che sia fisico o mentale, è sempre un luogo da esplorare. Ed è così anche per le vite delle persone appena conosciute: le avvicino, le osservo e metto a posto le tessere del puzzle che scopro alla rinfusa. Alcune tessere sono inquadrature da lontano, fatte con lo zoom, altre sono così come sono, inquadrate con un 50 mm; a volte sbaglio e le inquadro con un fish-eye e includo troppo, deformando la scena.

Poi guardo il puzzle mentre lo compongo, guardo le singole tessere per capire dove vanno inserite, guardo il generale per carpirne la ratio, guardo da fuori.

A volte, guardo da dentro, al fianco delle persone che sto via via conoscendo, sono parte di una tessera del puzzle e l’inquadratura include anche me.

Ogni volta è un esercizio di apertura e di pazienza, è un gioco di scavo e di specchi. Ogni volta il sapere nuovo è da inserire in una cornice già esistente, a cui trovare un nuovo equilibrio. Un lavoro di cesello.

Un nuovo ambiente, fisico o mentale, è una ferrata in montagna. E’ rimettersi in discussione. E’ diventare nuova io stessa. E’ crescere un altro po’.

Ogni vita nuova cui mi avvicino è un passo avanti. Un passo avanti in punta di piedi. Perché le vite degli altri nella mia vita sono ingombranti e la mia vita dentro a quelle degli altri è voluminosa: perché siamo tutti sassolini finiti in ingranaggi sconosciuti e possiamo provocare deragliamenti dai binari del consueto.

E’ bello.

Che la vita di qualcun altro entri nella mia e abbia un significato e mi faccia cambiare direzione e riempia interstizi e diventi humus fertile e…

E’ ancora più bello quando la vita degli altri, che è grande e voluminosa, si alza sulla punta dei piedi, abbassa la voce ed è capace di aspettare i miei tempi, arrivando a trovare un angolino in cui sostare per poi ripartire.

E’ una fortuna trovare nuove vite da incontrare, da conoscere e da includere. E io sono fortunata.

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Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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19 risposte a In punta di piedi

  1. vagoneidiota ha detto:

    É un vero inno alla gioia, il tuo.
    Un inno delicato che sa far sorridere il viandante che, per caso, ti incontra sulla strada.
    Sei una bellissima strada, una dimora luminosa e discreta, una voce carezzevole.
    Per te: Patrice rushen – remind me

  2. mia_euridice ha detto:

    E’ come se conoscere qualcun altro sia anche un po’ conoscere meglio se stessi.
    Vero?

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Maurizio, welcome home 🙂
    Abbraccia Londra per me 🙂

  4. Alice ha detto:

    Che bello! C’è accoglienza nelle tue parole. Ci sto pensando anch’io da un po’ di tempo. Sto imparando nuovamente a fidarmi delle persone. La cantonata è dietro l’angolo ma vale la pena di rischiare.

  5. Ciao Settembrina, sono a casa anch’io, finalmente aggiungo! Tre mesi via da casa sono stati tanti, non trascorsi al meglio, con tanti inconvenienti e tanti disguidi. ma anche tanti visi nuovi conosciuti da vicino e tante voci frizzanti ed allegre da poter udire da vicino. Provo a riprendere a scrivere sul blog, non garantisco che avrò argomenti interessanti da affrontare, per ora mi sento svuotata e diversa da quando sono partita in quel 20 di giugno. Che cosa mi aspetterà? Ho persino sognato stanotte il mio vecchio analista/psichiatra che mi ha seguita per anni, dopo la separazione. Ho sognato che avevo ripreso i colloqui con lui e lui fumava ancora, nonostante il tumore al cervello che aveva. Ma è morto dieci anni fa e per me è stata una persona fondamentale e mi manca ancora oggi. Leggo che più o meno stiamo tornando tutti alla base e tutti stiamo tornando alle nostre vecchie abitudini e alle nostre note occupazioni. Sarà cambiato qualcosa in noi, in questa piovosa e disastrosissima (per tutta Italia) estate del 2014? Un caro abbraccio, Fabiana.

  6. linda ha detto:

    Trovo che l’incontro con altre vite sia sempre un dono, ma la discrezione e il senso dell’opportunità sono sempre necessari, per chi dà e per chi riceve, in un gioco di scambi benefico per entrambi, hai perfettamente ragione.

  7. massimolegnani ha detto:

    questo scavare educato nella vita degli altri con cui entriamo in contatto è l’opposto del pettegolezzo, perchè l’obbiettivo non è la conoscenza maliziosa ma l’arricchimento reciproco.
    e a proposito di obbiettivo, piaciuta la metafora degli obbiettivi fotografici. 🙂
    ml

    • ogginientedinuovo ha detto:

      In effetti per conoscersi serve tempo e per arricchirsi ne serve ancor di più; andar piano senza invasività serve anche a concedersi tempo.
      Il pettegolezzo è una benedizione, di tanto in tanto, ma niente ha a che fare con la conoscenza né con l’amicizia 😉
      Vero che il nostro modo di osservare a volte assomiglia ad un obbiettivo fotografico?! A me fa questo effetto…
      Buona giornata!

  8. Ma Bohème ha detto:

    Che bello questo post!
    Vorrei che il profumo di mare, la brezza, il colore blu del cielo che sto ammirando in questo momento arrivassero lì.
    Conoscere te anche solo leggendoti è una fortuna! 🙂
    Un abbraccio
    Primula

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