U come… umile

lettera-uUmile. Recita la Treccani: “che non si esalta del proprio valore e dei proprî meriti, e si mostra invece sempre consapevole dei proprî limiti”, tra gli altri significati.

E’ un significato che ha sostanza, che ha valore, è un significato che mi sta a cuore.

E’ una parola luminosa, sociale, difficile da comprendere appieno, utopica, fondamentale (nel senso che è fondamenta), necessaria.

Essere umile non significa non conoscere il proprio valore, ma significa non ostentarlo inutilmente e non viverlo, dentro di sé, come punto di arrivo.

Una grande cultura o tanto denaro o conoscenze importanti o un’intelligenza luminosa o capacità eccezionali hanno un valore profondo solo se accompagnati da un atteggiamento umile.

Altrimenti sono vuoti. Per me.

Essere umile non significa non conoscere il proprio valore, ma significa avere coscienza che non è un valore assoluto né infinito.

Il valore di una persona si misura anche dalla sua capacità di essere disponibile all’accoglienza, di essere pronta a mettersi a disposizione per insegnare, di fare da guida senza mai sentirsi un leader.

Il valore di una persona si misura anche dalla sua capacità di essere umile. Per me.

U come umile per il mio gioco con l’alfabeto.

 

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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14 risposte a U come… umile

  1. vagoneidiota ha detto:

    Come non darti ragione.
    Io sono così umile.
    – vuoi un caffè, vago?
    – no grazie, tesoro, lo faccio io che so solo io come farlo.
    – ah.
    – certo. Ho la caffettiera migliore perche me lo posso permettere. Tutta d’oro con meccanica in titanio ed inserti in palladio.
    – ecco…
    – e, lo so. Lo so cara la mia ognigiorno. Che vuoi che ti dica. Il grande potere del mio denaro. Ma anche il fascino, sai? Questo caffè arriva direttamente dal brasile portato su un cargo condotto da sole donne che hanno remato per 4 giorni. Eh si. Pour moi! Quanto mi amano.
    – a dire il vero…
    – si.si. lo so. Sei in forte imbarazzo. Ma che vuoi farci. Un mito nella tua casa ci può anche passare.
    – ed io…
    – l’autografo? Vuoi un autografo.
    – no. Veramente. Io…
    – ah. Capito. La foto? Vuoi fare un selfie, eh? In effetti. Con questa faccia.
    – macché selfie. Io volevo solo…
    – le ali. Ho capito. Mi devo togliere le ali quando entro in case microscopiche come queste. E, bhe, d’altronde, la mia.
    – eccheccazzo!
    – ma…dimmi. Dimmi santa donna. Che c’è?
    Ed é in quel momento che tu decidi di sederti. Il ghigno stampato in faccia come in un poster di alieni che invadono Roma.
    – semplicemente, caro il mio onnipotente – dici calma – la tua cazzo di caffettiera di palladio, platino e minchiate varie, si è sciolta!
    Che faccio? Provvedo io con la mia moka da pezzente?

    Mi siedo, va.
    D’influence – good life

  2. mia_euridice ha detto:

    Sono una falsa umile, temo.
    Non ostento, ma se serve metto in luce ciò che so e ciò che sono.
    Non mi preoccupa e non mi stravolge.

  3. Alice ha detto:

    Anche per me. 😉

  4. Bel tema che condivido appieno, come tante delle cose che scrivi con naturalezza e umiltà appunto. Senza aspettarti applausi o forse duemila commenti solo per il fatto di averle scritte. Le scrivi, ce le comunichi, ci metti a conoscenza di ciò che pensi e senti, non è cosa da poco! Abbiamo intorno a noi, molti professori, molti poeti, tanti fotografi improvvisati, diversi sensitivi e cartomanti, tanti ignoranti nel senso del verbo “ignorare” che non conoscono i fatti, perciò non sanno. ma parlano lo stesso, un bla bla bla continuo privo di fondamenta e condito con sciocchezze inaudite. Ci sono pochi studenti, pochi ascoltatori e zero lettori, che umilmente, desiderano imparare ascoltando ciò che l’altro, che sicuramente ne sa più di loro, ha da comunicare. Stare fermi, zitti e in posizione d’ascolto, attenti con le antenne diritte possibilmente recependo ciò che si ode è molto difficile, ci vuole umiltà nel farlo! Si dice nel gergo odierno che i giovani nascono “già imparati”, termine che rifiuto nel modo più assoluto, grammaticalmente e come modalità diffusa tra le persone. Come dire, arrivo a casa “già mangiata”, mi vien da rispondere “Scusa ma da chi?”. Con l’umiltà si può andare molto lontano, con l’ostentazione e l’essere molto supponenti ci si ferma prima, magari ritrovandoci con il sedere per terra. Brava come sempre! Fabiana.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      mia_euridice ha scritto, qualche giorno fa, un post intitolato “Chi pensa di sapere e non sa”: un bel post che dice anche quello che dici tu e con cui concordo.
      Io scrivo perché dà piacere a me, mi aiuta a mettere in fila i pensieri e, anche, le emozioni; i commenti mi fanno un grande piacere perché mi sembra che il discorso che comincio nel post, si articoli meglio e trovi compiutezza. Tutto questo aiuta me, non il mio ego.
      Penso che non andrò mai alla ricerca di like, commenti o follower.
      Un abbraccio, Fabiana, buona giornata 🙂

      • Leggerò senz’altro il post del quale parli, sei saggia ed intelligente come pensavo tanto tempo fa. i commenti se arrivano bene senò troveremo gratificazione in un bacio o una carezza dei nostri figli, i commenti vanno e vengono. L’amore e gli affetti veri rimangono tutta la vita. Con umiltà e devozione, ti abbraccio forte anch’io.

  5. Ma Bohème ha detto:

    Bello! 🙂
    Mi piace in particolare il significato di umiltà nel modo di porsi e interagire. Essere consapevoli dei propri limiti è sintomo d’intelligenza, ma lo è anche essere coscienti delle proprie capacità per usarle al meglio, al servizio degli altri e non del proprio ego.
    Non mi stancherò mai di ripetere che la cultura, ad esempio, va regalata … a scuola, sui giornali, sui social (quanta ostentazione lì!!) e sui blog, ovunque esista comunicazione. Molto spesso siamo in presenza di monologhi, poco umili appunto. E ciò detto senza giudizi o pregiudizi, ma basandomi su semplici costatazioni. Umiltà è, secondo me, anche saper distinguere tra queste due azioni: prendere atto non implica la formulazione di un giudizio.
    E ora, scaldiamo il pensiero con un concreto caffé 🙂
    Un abbraccio 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Infatti! Essere umili non significa essere insicuri o fragili o inconsapevoli: come dici tu, bisogna essere coscienti delle proprie capacità 🙂
      E sono d’accordo anche sul fatto che prendere atto non implica la formulazione di un giudizio: è proprio così!
      Adesso, sì, siamo pronte per un altro caffè 😉
      Un abbraccio a te carissima!

  6. flampur ha detto:

    Sono umilmente cosciente della mia pochezza 😉

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