Un furgoncino rosso scassato

Qualche giorno fa Maurizio de La Vita è bella ha scritto un post che parlava di un negozio di frutta&verdura a conduzione familiare; ha anche inserito la bella fotografia di una bella famiglia sorridente. Una famiglia come altre, che lavora, che cresce i figli, che condivide i giorni.

Questo post mi ha immediatamente ricordato un negozio simile che c’è qui da me, a due passi da casa mia: sta in una via alberata accanto ad una barberia, è piccolo, il mobilio è vecchio, il furgoncino rosso con cui si rifornisce all’ortomercato è ancor più vecchio, i proprietari invece sono giovani e hanno due figli piccoli.

Ci vado ogni tanto (quando Tuttobene non va in cerca di biologico…) e mi piace arrivare e trovare clienti prima di me: ascolto le discussioni, guardo le facce, partecipo alle conversazioni.

Ci sono sorrisi, anziane signore che si raccomandano che le pere non siano troppo dure, qualche rasdora mezzana che scherza sulla qualità bassa e sui prezzi alti, una vecchissima maestra in pensione che con un cipiglio da marescialla intima al negoziante di recapitarle le borse a casa.

E’ vita. La vita mi piace non solo da vivere, ma anche da osservare.

Questo negozio, però, ha un qualcosa in più.

Il proprietario A. e sua moglie hanno rilevato il negozio circa un anno e mezzo fa: in blocco, attività e furgoncino rosso scassato; hanno costruito dei nuovi supporti in legno per esporre le cassette davanti al negozio e hanno iniziato a fornire il servizio di frutta e verdura già pulite e tagliate in vaschetta, anche il misto pronto per il minestrone.

Il fruttivendolo e sua moglie sono albanesi.

Lavorano col sorriso, tante ore al giorno, vivono. Dicono buongiorno a tutti, ma poi non riescono a dare del Lei a nessuno, neanche alla vecchia maestra marescialla. I loro figli, piccoli, sono felici, giocano e vanno a scuola, imparano a scrivere in italiano.

E’ vita. Bella.

E la vita di A. e di sua moglie e dei loro figli la immagino bella. Immagino anche i timori a rilevare un’attività: chissà quanto denaro, chissà che grande punto interrogativo ipotecare così il futuro di straniero là dove i supermercati la fanno da padrone.

All’inizio, affiancati dal vecchio proprietario, A. e sua moglie erano timidi, cercavano di imparare in fretta, erano tesi, non volevano sbagliare a pesare, a fare i conti…

Ora li guardo e sono contenta perché sono rilassati, sorridono, scherzano: A. va tutte le mattine al bar all’angolo insieme al barbiere e al sindacalista che bazzica sempre dalle loro parti, beve il caffè, fuma la sigaretta, col suo grembiulone colorato.

E’ vita. Bella.

Ce la fanno. Si integrano. Costruiscono. Guardano il futuro.

Certo che sarei contenta anche se fossero italiani! Ma vedere che qualche immigrato ce la fa, che sta bene qui, che la fatica che ha fatto ad andarsene dalla sua miseria è stata ripagata, ecco, mi fa sentire bene, in modo particolare.

Sempre più spesso, da qualche anno a questa parte, anche qui dove prima c’era lavoro un po’ per tutti, incontro ad ogni angolo, ad ogni parcheggio, davanti ad ogni supermercato, immigrati in difficoltà, che chiedono aiuto, che hanno negli occhi la fatica della miseria di un tempo confusa con la delusione per la miseria di oggi.

Invece guardo A. e sorrido perché il diritto ad avere una vita, bella, è di tutti. Il diritto a far parte di una comunità è di tutti. Il diritto a dare un domani ai propri figli è di tutti. Anche degli immigrati.

Gli italiani sono stati emigranti. Molti non hanno avuto belle vite. No. Cerco di non dimenticarlo.

 

Annunci

Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

27 risposte a Un furgoncino rosso scassato

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    È vita, Bella. Hai ragione ….

  2. flampur ha detto:

    Serve anche osservare e fare nostra la semplicità e la dignità che tanti immigrati offrono. E non solo quelli che lavorano, integrati, ma anche quelli che vengono in Caritas, ancora alla ricerca di un microcosmo del quale immaginano l’esistenza. Mentre molti di noi, integrati e omologati, ne cerchiamo un’uscita verso chissà quale ignoto.. stamane passo anch’io dall’ortofrutta vicino al lavoro, và..

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Anche qui gli immigrati che chiedono l’elemosina,sono semplicemente dignitosi, per la maggior parte. Hanno lasciato povertà e guerra (spesso), ci hanno creduto a stare meglio, e poi invece si ritrovano senza futuro anche qua. E’ dura.
      La storia di A. non è l’unica storia felice che conosco, per fortuna. Queste storie mi fanno felice come se fossero la mia storia.
      Buona giornata!

  3. vagoneidiota ha detto:

    La delicatezza con la quale racconti questa bella storia, mi pare il sole.
    Un sole che appare all’improvviso, quando meno te lo aspetti, una mattina qualsiasi.
    E senti qualcosa nel petto che spinge e stringe perché immagini quei sorrisi che rappresentano il sorriso di chi crede e spera di farcela nella vita. Afferra il collo della vita e morde, senza più lasciare la presa.
    Mentre i bambini crescono per raccontarlo, domani, i miei genitori, li vedi? Hanno costruito tutto questo.
    Grazie per aver raccontato la speranza che è un po’ loro, un po’ tua, mia, un po’ del genere umano.
    Équilibre – hocus pocus

  4. mia_euridice ha detto:

    Mentre leggo il tuo post, c’è Salvini su Rai Uno che spalma il suo populismo becero e xenofobo.
    Sarebbe stato molto, ma molto meglio che Franco Di Mare questa mattina invece di dare spazio a questo vergognoso sproloquio legista e nazista avesse letto il tuo post a tutta l’Italia.
    Ne avremmo guadagnato in intelligenza, sensibilità e lucidità.

  5. ergatto ha detto:

    Condivido . Tuttavia non 1/1000 ce la fa… ma 1/100000 … questo perchè i minorati che ci governano non hanno previsto nè sanno cosa significhi domanda/offerta , non sanno cosa succede veramente nei mercati, non sanno che ci sono 3.000.000 di indigeni disoccupati e quindi importano a manetta e poi abbandonano per strada i disgraziati per poi sistemarli per 1,2,10, 100 anni a spese altrui (senza fare nulla !!!) in alberghi a spese dei contribuenti… a “mia euridice” suggerirei un giro accurato per centri d’accoglienza , verifica di quanti sono i rifugiati politici e qualli fasulli , vedere come vivono….intelligenza,sensibilità lucidità ed aggiungo dignità significa accogliere chi, quando e come puo’ essere accolto come uomo ofrrendogli lavoro cosi’ che possa integrarsi, NON sistemarli in centri di guadagno per finte onlus e similia…. il buonismobeota è piu’ pericoloso dell’ebola. 🙂 lasciare in ozio assoluto migliaia di persone significa considerarle bestiame…. 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Se io avessi delle ricette intelligenti, non sarei qui…
      Sono una persona semplice e ragiono di conseguenza: le migrazioni dalla povertà verso la ricchezza (o quello che è percepito almeno come meno povero), esiste in tutto il mondo, non solo qui, ed esiste da sempre; dubito che l’Italia chiami migranti per impiegarli in qualche modo, capitano qui perché intorno a noi ci sono guerre, c’è miseria, c’è fame; l’Italia non è un Paese, geograficamente semplice da gestire: è un unico grande accesso dal mare.
      Accettando queste premesse come vere, credo, serebbe più produttivo avere una Politica di Migrazione, perché dobbiamo modificare il punto di partenza: data una situazione che non è modificabile (le premesse di cui sopra), non serve dire che dobbiamo rimandarli a casa loro perché è impossibile, come altrettanto impossibile è fermarli prima che arrivino in Italia, servirebbe invece che la Politica lavorasse perché l’Europa nel suo complesso si strutturasse per accogliere e inserire chi arriva.
      Utopia?
      Forse sì, ma non credo che abbiamo scelta.
      Se da qualche parte bisogna iniziare, preferisco iniziare da A. il fruttivendolo piuttosto che da Salvini – Lega.

      • ergatto ha detto:

        nessuno ha ricette miracolose ma evitare d’andare a prendere migliaia di persone per poi abbandonarle come stracci aiutandole a casa loro seriamente ? Il 90% NON proviene da paesi in guerra…. qui s’ingrasssano solo finte onlus ed alberghi vuoti lòasciando i disgraziati nell’ozio piu’ assurdo. 🙂

    • D’accordo anche con il tuo pensiero, accoglierli solo per seppellirli e vederli in tante bare, molte di colore bianco è terrificante.Le finte Onlus e similari sono un altro esempio reale di come va l’Italia. Che mi ripeterò sino all’imbecillità è da distinguere dall’altro gravissimo problema (per noi e per loro) dell’immigrazione.

  6. Loro ce l’hanno fatto con volontà,impegno, rispetto per le nostre regole e le nsotre abitudini, ne sono felice e commossa anch’io. Auguro ad altri che la facciano, ma dico stop a mare nostrum. E non ho timore di dirlo, lo dico con lo spirito di una persona media che pensa anche a dare i mezzi ai nsotri figli per lavorare domani. Per Riccardo (20 anni!) il domani è già ieri, per Alice ( 9 anni) il domani lo stiamo preparando noi tutti Italiani. Con molta malinconia e tristezza ho notato sinora nessun commento o opinione anche e meno male! diversa dalla mai sul mio pensiero scritto ieri sera. Vedi Ottobrina, i miei bis nonni erano migrati in Australia, oltre a migliaia di Italiani, alcuni aprirono un ristorante (le eccellenze culinarie Italiane!) altri portarono il loro modo di fare abiti, tanti, tantissimi divennero ricchi. i miei avi hanno duramente lavorato in quello stato per decenni, non hanno mai consumato nulla e hanno sempre messo nel salvadanaio. Erano molto ricchi, benestanti, osservando ovviamente lo status dell’epoca, si parla di fine ‘800 e primi del Novecento, dove non occorreva avere 7 smartphne, 10 computer e poi non voglio ripetermi… Tanto abbienti che i loro figli ne hanno goduto (i miei nonni), hanno potuto aprire una fattoria enorme a Langhirano, di conseguenza i loro figli si sono arricchiti ( ne avevano 13 e ce n’era per tutti..) tra i quali mio padre, ultimo della covata. Ne abbiamo beneficiato anche io e mia sorella, cresciute bene con la concezione del mattone e del risparmio, ma noi, (io soprattutto) abbiamo razzolato male.Purtroppo, come scrivevo con dolore e grido di rabbia ieri sera, siamo stati noi, la mia generazione e l’altra appena indietro a rovinare quanto di meglio c’era in Italia.Mi duole leggere stamattina che ancora non è emerso nessun pensiero su quanto ho scritto, nessun sentimento di rabbia o delusione ho suscitato nel mio scritto, appositamente esagerato perchè ho legato quasi TUTTI i problemi dell’italia in un unico articolo. Finisco perchè qui non sono nel mio spazio, dove continuerò il discorso molto forte ed incisivo. Sono d’accordissimo con Ergatto, basta il buonismo finto e basta bugie, ne siamo stanchi e ne abbiamo il rigetto. Amo tutti coloro che sono da me diversi, ma non siamo l’unico Paese che può accogliere migliaia di extra italiani. Il mondo è grande, noi siamo già nella cacca per i nostri sbagli ed errori, non è ora che ci rimettiamo in piedi noi, con dignità? E che impariamo dal signor A., a guidare un camioncino scassato e a vendere frutta e verdura, anche se siamo laureati con il massimo dei voti. Tu e gli altri che pensiero avete? Un grazie e un abbraccio triste stamane, ma sincero con coloro che avranno il coraggio di esprimere il loro pensiero se lo desiderano. Fabiana Schianchi.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      La penisola italica è dove è (a nord di guerre, rivoluzioni, fame, conflitti religiosi…) ed è fatta com’è fatta: circa 7500 km di coste. Dobbiamo accettare la realtà fisica delle cose.
      L’Italia è nelle condizioni in cui è a causa degli italiani. E’ un’altra realtà fisica che dobbiamo accettare.
      Per stare meglio bisogna che i più poveri stiano meglio: non è buonismo, se fossi un sociologo riuscirei a spiegarlo come si deve.
      Se non siamo in grado di rimetterci in piedi dignitosamente, non dipende dai migranti.
      Credo che sia fondamentale non mentire a noi stessi.

      • Forse son ostata male interpretata da tanti che presi dalla foga danno il loro pensiero. Li accettiamo tutti, ma a scanso di gravi equivoci mi preme sottolineare che io non rimando indietro nessuno perchè non è in mio potere scegliere chi tenere e destinare altrove che se lo meriterebbe come sicuramente il signor A. e famiglia. Lodevole e da imitare. L’Italia e noi siamo dove sappiamo senza fingere, da molto prima di questa esponenzialemente pericolosa per loro immigrazione clandestina o non. Vengono qua a morire in tanti. Concludo dicendo a ottobrina che quando posso aiuto gli altri (v. La fiaba da me donata) e non guardo il colore della pelle, noi Italiano siamo ciò che siamo a prescindere. Loro povere anime, sono solo un grande e mal gestito problema in più da gestire dignitosamente. Mi scuso se il mio pensiero ed il mio articolo di ieri ancora una volta son ostati male interpretati. Fabiana.

  7. Ma Bohème ha detto:

    Questo quadro di vita che hai dipinto è la poesia dell’immigrazione, l’elogio della dignità che prescinde dalla nazionalità di chi ne è portatore. Spesso questa dignità siamo noi a toglierla a qualcuno. Non riuscirò mai a dire o a pensare che la politica italiana (uso il termine in senso lato, come sinonimo di scelta di un progetto) sull’immigrazione sia sbagliata. Come si possono abbandonare a loro stesse persone che provengono da realtà tragiche, di guerra, di fame … le rimandiamo indietro così come stanno, come sostiene il Savini di turno? Non è buonismo questo, è buon senso.
    Certo, non è un problema solo italiano, ma europeo e qui la politica comunitaria è totalmente deficitaria, miope o addirittura cieca. Tuttavia, non è sicuramante colpa nostra se l’Italia è bagnata per tre quarti dal mare! Aggiungerei anche un piccolo dettaglio: moltissimi immigrati non intendono restare in Italia e una disposizione di legge sul riconoscimento prevede che non possono lasciare i centri di prima accoglienza senza essere identificati. Basta leggere l’art. 14 del Testo Unico sull’immigrazione e il Decreto-Legge n. 89 del 23 giugno 2011, convertito in legge n. 129/2011 o consultare il sito del
    href=”http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/immigrazione/sottotema006.html>Ministero dell’Interno, per avere un’idea delle difficoltà degli operatori dei vari CDA e altre strutture.
    La grande questione invece, di cui si parla forse molto poco e che è un po’ la mia fissazione, è che quando gli immigrati come il tuo A. e la sua famiglia non vengono “gestiti” da mafia, camorra e ‘ndrangheta e malavita in genere, riescono a integrarsi molto bene, con il decoro che non si può negare a nessuno. Il problema non sono loro che arrivano da noi, ma quei “noi” criminali che li chiamano qui e quegli altri criminali che vivono nei paesi di provenienza e li spediscono qui come pacchi postali.
    Mio marito e io lavoriamo con la Tunisia, andiamo là, mio marito è praticamente di casa e conosciamo molto bene la questione dell’immigrazione del Nord Africa per averla costatata personalmente.
    Ora non voglio rubare troppo spazio, credo proprio che partirò dalle sollecitazioni di questo tuo bel post per scrivere qualcosa sulla mia esperienza in merito, sottolinenando però fin da ora che esiste un buonismo, è vero, ma che allo stesso tempo aleggiano reazioni di pancia: entrambi i casi non sono risposte equilibrate.
    Comunque di realtà come quelle di A. ne esistono molte, silenziose, che non fanno clamore ma che arricchiscono la nostra piccola visione del mondo.
    Scusa la lunghezza del commento, praticamente un post. 😀 Avrei fatto prima a scrivere quello, ma arriverà. 🙂
    Buon pomerigggio carissima 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Tanta parte della questione migratoria si interseca, purtroppo, con la questione della tratta di esseri umani, e con la questione dello schiavismo (per prostituzione). Va sicuramente trattato tutto insieme. Ma, appunto, serve una Politica che abbia una qualche idea costruttiva. Non basta una legge che dice che gli immigrati sono clandestini e che vanno schedati nei CIE, sono d’accordo.
      Aspetto il tuo post, è un argomento interessante 🙂

  8. Ma Bohème ha detto:

    Chiedo scusa ma nella foga ho inserito il link in modo scorretto.
    Ora rimedio
    Ministero dell’Interno

  9. Alice ha detto:

    Mi ha fatto commuovere questo post. Perché leggo la gioia di vedere qualcuno che ce l’ha fatta. Qualcuno che ha rischiato ed è così che usciremo dalla crisi, inventandoci qualcosa, invece di star lì a scuotere la testa e ripetere che non ce la faremo.
    Oggi ricomincia la mobilità per me e sarebbe facile per me protestare perché il fruttivendolo A. ha un lavoro ed io no. Invece applaudo al suo coraggio e alla determinazione. Perché prendere in mano la propria vita non ha nazionalità e non riesco a vedere il loro successo in contrasto con il mio essere a casa.
    Perciò mi godo per un po’ i miei figli e mi rimetto a cercare. Ecco, solo una cosa vorrei chiedere: che chi un lavoro ce l’ha, dia il massimo, perché mi infastidisce proprio vedere persone incapaci al lavoro e persone im gamba a casa. Solo questo.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ vero, A. ha un lavoro e molti italiani non l’hanno. Nessuno dei miei conoscenti senza lavoro (e purtroppo conosco varie persone licenziate) ha mai preso in considerazione di rilevare un negozio di frutta&verdura, questo è un fatto. Non metterei in stretta relazione la disoccupazione italiana con gli immigrati che lavorano qui.
      Il figlio zuccone di una conoscente zuccona, ma ricca ricchissima, frequenta un liceo privato e poi frequenterà l’università: non farebbe mai il facchino nella logistica, anche se…
      Questo zuccone potresti tovartelo invece occupato perché figlio di papà, ma incapace. Questo sì, purtroppo.
      In bocca al lupo per la tua mobilità 🙂

    • cara Alice che ti chiami come mia figlia, sono rattristata per la tua nuova brutta situazione che inizia proprio da oggi 1 ottobre. Ti sono vicina con il pensiero e con la preghiera, non certo che non c’entra un cappero di niente la loro situazione nei loro Paesi con il nsotro sfascio, da noi fortemente voluto e cercato peraltro. Bisogna farsi su le maniche e lasciare spazio ai giovani, ai nostri figli, io la mia campagna l’ho fatta più o meno bene, questo non spetta a me dirlo. Certo che da loro, quelli bravi e onesti veramente, dobbiamo imparare l’umiltà di andare anche nella stalla a pulire le mucche. Non è indecoroso, non è umiliante, ma finchè ci sono giovani con la puzza sotto al naso che NON SI ADATTANO all’emblematico e oramai conosciuto furgoncino rosso, continueremo ad andare ancora più giù nel baratro. E su questo punto sono irremovibile: dobbiamo tutti adattarci a fare mestieri che non ci saremmo mai sognati di svolgere. In bocca al lupo per i ltuo futuro lavorativo, e ricordiamo che dei signor A. e famiglia, non ce ne sono molti. Fabiana Schianchi.

  10. ogginientedinuovo ha detto:

    Ergatto, forse la maggior parte di loro non viene da Paesi in guerra, ma un rapporto di Amnesty Inernational parla comunque di grandi numeri da Siria, Eritrea, Afghanistan e Somalia (http://www.lastampa.it/2014/10/01/esteri/immigrati-amnesty-accusa-i-paesi-ue-Uyn1oNImTZgCUvGxDrTYmM/pagina.html); tutti comunque vengono da posti dove non hanno prospettive e/o pane, perché altrimenti non partirebbero.
    Ma mi interessa capire che cosa intendi quando dici ” andare a prendere”, perché credo di aver male interpretato il significato.

  11. ogginientedinuovo ha detto:

    Fabiana, non ho letto il tuo post di ieri e forse non ho capito il tuo commento.
    Hai parlato di problemi italiani e di chiudere Mare Nostrum, ma non vedo relazione tra queste due cose.
    La cosa che credo è che dobbiamo vedere le cose come stanno.
    🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...