Ho vacillato

Ho vacillato di fronte all’ostinazione della sfiga. No, no, niente di grave: intendo quella di quando spartisci (forma dialettale che indica il posare un piede su un escremento animale per strada…) e ti viene spontaneo stizzirti con: – Ma che sfiga!

Appunto, la sfiga talvolta è ostinata, pervicace, sembra una piovra che ti avvolge e per quel giorno niente da fare, te la tieni.

Tipo: fai di fretta le faccende perché hai programmato di andare al supermercato a far la spesa per te e per i tuoi genitori e poi di portar loro la suddetta, in modo da non doverci passare la mattina seguente. Ce la fai, arrivi al supermercato alle 11h15 e riempi il carrello, metà per te e metà per loro, finché al banco dei surgelati ti squilla il cellulare: – Signora, qui XYZ. Passo ora a consegnarle il frigorifero (sì, quello bello e rosso è deceduto per sfinimento, R.I.P.) invece che oggi pomeriggio alle 16h00. – Ma io sto facendo la spesa dall’altra parte della città, il frigorifero vecchio è ancora pieno… – Non fa niente, l’aspetto. Ma porcamiseriaccialadra e tu corri alla cassa, corri alla macchina, sbatti i 200 kg. di spesa (epicondilite urlante) nel bagagliaio, corri a casa, scarichi i 200 kg di spesa, parte dei quali non hai potuto portate ai tuoi genitori (à propos, devi avvisarli che non vai altrimenti pensano che tu sia intrappolata nelle Torri Gemelle infilzate da un aereo), depositi le borse random appena dietro la porta di casa, ti butti a svuotare il vecchio frigorifero, suona la ditta XYZ, arriva il frigorifero nuovo, e l’uomo ti dice: – C’è un signore anziano che sta aggredendo il mio collega perché usiamo l’ascensore e dice che è VIETATO! (indovinate chi è il signore anziano… anche se non vincete nulla), suona tua suocera che ti dice che ha pere e mele belle belle, apri il frigorifero nuovo circondata da vettovaglie che si scongelano desolatamente e ti accorgi che è più piccolo di quello vecchio, ma porcamiseriaccialadra, ma da quando! ah, vabbé è Classe A+++, tua suocera entra noncurante della rivoluzione dei cibi e attacca una litania sul fatto che ha sbagliato e ha messo le pere sotto e queste sono troppo mature e quindi devi fare la marmellata.  Tua suocera se ne va, tu esci per recuperare il piccolo da scuola, il quale sulla strada del ritorno attacca un rosario di antipatie in classe (maddeché, vai a scuola da sole 2 settimane…) che ti dici che la Storia è davvero ciclica, che Vico era un genio, porcadiquellamiseriaccialadra. Butti in piedi un pasto triste, arriva in anticipo Tuttobene perché dovete andare in Comune a rifare i documenti. Mentre ti infili in bocca il primo boccone di tonno e pomodori avanzato dal giorno prima, suona tua suocera che riparte con le mele e le pere, ché ti ha lasciato la borsa sbagliata e dunque invece di sostituirla te ne molla un’altra: totale pere 250, totale mele 500, ma tanto le mele durano. Tua suocera chiede a suo figlio per la 24ma volta in due giorni di andare da lei a sistemarle il computer. Hai un maldischiena fosforescente, ti stendi un’oretta, poi ingurgiti un caffè e con Tuttobene e Il Cantastorie vai all’Anagrafe, dove per avere la Carta d’Identità elettronica sborsi 25,42 € (x 2, tu e tuo marito) e ci impieghi un tempo assimilabile all’annoluce. Ma signoramia, per il minore è meglio quella cartacea così potete mettere i nomi dei genitori, altra fila (ma che, scherziamo, lo sportello è diverso), altro giro altro regalo. Torni a casa, i compiti di matematica, la cena, Tuttobene va da sua madre a sistemare il computer. Alle 20h30, tornato dall’avita magione da 5 minuti, Tuttobene riceve una telefonata da sua madre la quale ha scaricato diosacosa sul computer e non trova l’icona; Tuttobene si rifuta di tornare. Alle 21h00, la giornata un po’ pesante s’ha da chiudere e imbarchi a letto i pargoli: – Leggete!  dici. Ti metti il pigiama, vai a vegetare sul divano davanti al computer, leggi qua leggi là, finché alle 21h40 suona il citofono: è tua suocera che si porta un laptop sottobraccio. Non trova l’icona.

Meglio così che rompersi una gamba, su questo siamo tutti d’accordo.

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Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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23 risposte a Ho vacillato

  1. Ma Bohème ha detto:

    Appena sveglia e bella fresca per la giornata … mi sono stancata solo a leggere la tua!! Spero che quella di oggi sia meno caotica!
    Al limite cacciati nel letto e inventati un’influenza mettendo il termometro nel tè come quando da adolescenti non volevamo andare a scuola e dovevamo costruirci una scusa.
    Sei un mito! 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Però sono sopravvissuta! 🙂
      Oggi, spesa (ma quanto mangiano i miei genitori?!), dentista, stirare… 😦 , karaté, La Filosofa malata. Qualche imprevisto non me lo nego mai. Stasera però mi rifiuto di guardare Ballarò e simili: tanto lo so che siamo nel guano fino al collo 🙂
      Passa una bella giornata, carissima!

      • Ma Bohème ha detto:

        Oh be’, è da un po’ che non frequento più il salotto di Ballarò e simili. Tanto quella non è informazione, è solo show. Meglio un giornale, possibilmente quelli on line liberi (speriamo) o un buon libro che non tradisce mai.
        Una bella giornata a te, incastra bene il tutto. 🙂 Ma che te lo scrivo a fare? In questo sei una maga.
        Bacioni :-*
        Primula

  2. vagoneidiota ha detto:

    Wow!
    No, dico, wow!
    Ho cominciato a respirare l’ossigeno assimilabile qui intorno solo quando la suocera è entrata con il laptop.
    E, la cosa incredibile, son già stanco. Quindi, in ordine, infilo il pigiama (il tuo. Io di solito non lo uso), tiro giù l’icona, sbuccio le pere per la marmellata e con il telefono tra la spalla e l’orecchio faccio una chiamata.
    La voce dall’altra parte è balbettante.
    – pronto?????? Ma chi è?
    – si buongiorno sono ognigiornotuttiigiorni. Ho un problema con il frigorifero. Sa, classe A, taglia piccola.
    – … ma. Scusi. A quest’ora?
    – ah. Mi scusi. L’ho disturbata?
    – faccia lei. Se magari da una occhiata all’orologio.
    – eh, ma sa. Io son qui al telefono. Faccia con calma. L’aspetto in linea. Con comodo. Non ho un cazzo da fare.
    – ma io…
    – si. Appunto. Le pere non mi entrano in frigo. Che fa, raddoppia?
    – ma lei è pazza..
    – l’aspetto???
    – …
    – le mando mia suocera?
    Click!

    Ecco. Ed adesso balla con me.
    Conya doss
    damn that!

    Appunto.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Beckett non era nessuno 🙂
      Mia suocera era in forma, ha giocato a tutto campo: l’unica consolazione è che non ha cercato di mettere le pere nel laptop.
      Hai indovinato chi era il vecchietto urlante “VIETATO!” ?
      Damn that!

  3. mia_euridice ha detto:

    Benedetta relatività!

    (io però di parolacce ne avrei detto almeno una vagonata di più)

  4. paroledimaru ha detto:

    Oggi ad entrambe è passato per la testa di scrivere di sfiga anche se con punti di vista diversi. Ad essere sincera si partiva anche da presupposti diversi… Se ce la fai riposati! Te lo meriti….

  5. unsassoverticale ha detto:

    Troppo troppo vicina, questa suocera! 😉

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo 😀

  6. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Ti ho visto come l’interprete di “Un Giorno di Ordinaria Follia” …. 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      In effetti, quando mia suocera ha attaccato con le pere & la marmellata, avevo in mano una pezza imbibita nell’aceto (per pulire il frigo) e, è stato un lampo solo un lampo, ho visualizzato la pezza su naso e bocca a stordirla, buttandola seguentemente dal balcone, non la pezza… 😀
      Poi vabbé, la pezza imbibita d’aceto me la sono sniffata io 🙂

  7. Poi dicono “beata te che non lavori” Caz…. rispondo io, non timbrerò un cartellino ma giornate come la mia di ieri e questa qua tu di oggi ci portano direttamente via, con quella camicia di cotone bianco…Sai quella dove l’abbottonatura è dietro la schiena e le braccia vanno messe proprio dietro la schiena incrociate? C’è da augurarsi che sia giorni così di passaggio, ogni tanto uno ci può stare, me due in fila già mi andrebbero molto stretti! Malefico multitasking, lasciaci in pace! Buon pranzo, da Fabiana.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      In effetti ad un certo punto ha suonato anche un signore vestito di bianco che mi porgeva una camicia con le maniche lunghe lunghe… 😉
      Per fortuna sono giorni isolati 🙂
      Malefico multitasking, lasciaci in pace!
      Buon pomeriggio 🙂

  8. beh che dire….a partire dalla suocera invadente non ne va dritta una…
    A volte bisogna chiudersi in casa a scanso di sfiga e non aprire la porta..non si sa mai ^__*

  9. 'povna ha detto:

    OT: sono riuscita a risponderti!

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Grazie! Anche per essere attenta a tutti 🙂

      • 'povna ha detto:

        Ma figurati, scusami anzi il ritardo e la velocità della risposta – come accennavo, ho avuto un paio di imprevisti non desiderati e tra oggi e domani le mie energie devono essere (purtroppo) per altre cose tristemente inevitabili. Spero di essere riuscita a darti almeno un paio di consigli utili, però.

  10. ogginientedinuovo ha detto:

    ‘povna, mi dispiace per gli imprevisti…
    Sono consigli preziosi per smettere di credere ciò che non è (che cosa vuol dire essere intellettuali) e per leggere autori che valga la pena leggere: anche se non ho velleità professionali, leggere bene mi fa bene, mentre incontrare autori “inutili” mi impoverisce, sia come lettrice che come persona.
    Oltre agli autori della risposta, ovviamente, compilerò una sorta di lista tratta da tutti commenti al tuo post recente e dal tuo post più vecchio che mi avevi indicato.
    Spero che le cose tristemente inevitabili si risolvano al meglio 🙂

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