Eccheppalle!

Eccheppalle! Sapete quando le cose vanno, non dico a gonfie vele, ma insomma vanno, una certa brezza spinge la barca, un simulacro di equilibrio tenta il sorriso. E’ quello il momento esatto della rottura, il momento esatto in cui succede qualcosa che straccia il simulacro, zittisce la brezza e ci si impantana di nuovo su qualche secca, peraltro già conosciuta.

Che poi anche le gran rotture di palle, alla lunga, diventano routine e ci si stufa a cercare sempre soluzioni creative per arginare, tamponare, dare soluzioni, rimettere sui binari un treno che, non ci son santi, non funziona.

Ci vuole tregua. Ci vuole che la vita scorra per un po’, un bel po’. Che il vento soffi, piano o forte, ma soffi. Che la marea si alzi e le secche  vengano inghiottite dai flutti.

Perché, onestamente, anche il British humor, ad un certo punto, non basta più. Onestamente.

E io ne ho di British humor, vi assicuro, ma adesso, di questa stuazione, ce ne ho veramente le palle piene.

Quale situazione? Non è importante per voi saperlo, è importante per me dirlo a voce alta: eccheppalle 😀

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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27 risposte a Eccheppalle!

  1. sguardiepercorsi ha detto:

    😦 Comprendo bene lo stato d’animo… 😉

  2. vagoneidiota ha detto:

    Oh, cara la mia dirimpettaia, quanto è variabile, nella sua quotidiana routine, la vita.
    Sai che, a volte, vorrei passare con il mio cavallo bianco (perché mica ho solo l’elicottero, va) caricarti su ed andare a prendere un caffè nell’altra ala del castello?
    Ecco, vieni, tienti forte che questo è un destriero arabo, uno di quelli che scombussolano la giornata e la schiena.
    Un bel respiro.
    Il vento, e tu lo sai, arriva quando meno te l’aspetti.
    Équilibre – hocus pocus feat. Oxmo puccino

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Oh, nobile cavaliere, ti lancio la treccia: pigliala e issami sul tuo destriero. Caffè a profusione, ti prego, ché aiuti a far soffiare il vento della tregua 🙂
      E andiamo al passo ché la mia schiena una galoppata non la regge…
      Lo so. Arriva.
      Bonne journée 🙂

  3. mia_euridice ha detto:

    Ah ok.
    Dillo pure.
    Urlalo quanto ti pare.
    Va meglio così?
    Sorrido…

  4. Ma Bohème ha detto:

    Ehi, separata alla nascita … che dire? Urla e scrivi fin che vuoi la tua rottura di palle e anche (posso?) un vaffanculo liberatorio. Poi respira e prendi fiato …
    Meglio? Potere terapeutico della scrittura (forse annoio a forza di ripeterlo) e magia liberatoria della parola giusta al momento giusto. Un bel vaffa, appunto e annessi e connessi. Ogni tanto serve, eccome se serve!!
    Spero che la tua giornata, decollata non proprio bene, recuperi la giusta corrente d’aria e la rotta che decidi tu essere meglio per te.
    Un bacione :-*
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ieri alla radio sentivo un prof che raccontava che anche Leopardi diceva e scriveva le parolacce 😉 chi sono dunque io per non dirle?!
      Che sia una bella giornata di brezza leggera, cara Primula 🙂

  5. Ma quante sono? Io delle mie ho perso il conto, alcune si sono proprio sbriciolate. le altre quelle ancora in perfetto stato di conservazione le appendo sull’Albero di Natale. Pensa un pò che idea! Quest’anno albero con palle umane, ce ne sono in giro di usate, ci sono i tre per due, ci sono le nostre che strisciano per terra, palle per tutti e prendiamo un pò tutti per le palle! E che palle per bacco!Dai che il 3 novembre subito dopo i morti, inizi la tua nuova vita, forza e coraggio! Fabiana.

  6. domenicomortellaro ha detto:

    Quella brezza non la sento da un pezzo! Cala sempre a sera!

  7. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Pigliali a sberle, magari non funziona ma sai la soddisfazione …

  8. Nuzk ha detto:

    E’ arrivato proprio quel senso di “Eccheppallee!” …ma molto liberatorio… 🙂

  9. paroledimaru ha detto:

    Eccheppalle! Pure io oggi non avrei saputo esprimere meglio il disappunto…. Un abbraccio sister, speriamo domani vada meglio. E sennò sarà dopo domani…😃 a noi non ci fermano!!!

  10. Alice ha detto:

    Ma prova a pensare se tutti i giorni fossero perfetti, a forza di sorridere ti verrebbe una paresi alla mascella! Beh, poi non stiamo lì a sottilizzare su quanti sono i giorni belli e quelli brutti 😉
    Un bell’urlo liberatorio e si riparte.
    P.S. Lo facevo molti anni fa in macchina, insieme a delle amiche, magari in aperta campagna per non essere internate subito. L’urlo è’ veramente liberatorio 😀

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