Galleria (IX)

Da lì a un anno avrebbe compiuto sessant’anni. Era nata, cresciuta e vissuta nella stessa casa, un vecchio casale alle porte di un paese ai piedi delle colline. Era circondata, da sempre, dalla famiglia: sorelle, fratelli, zie, cugini. Aveva dato vita, nel tempo, ad un mondo bucolico pieno di animali, in contrasto con il mondo là fuori.

Nel mondo là fuori camminava sicura all’apparenza, ma fragile e fuori luogo nella sostanza. Aveva attraversato gli anni camminando loro accanto e non vivendoli da dentro. Tutto quello che era successo le era capitato, ma non era stato voluto.

Si era lasciata andare, non si pettinava con cura, non si truccava, non sceglieva i vestiti con piacere, mangiava troppo e male, si affidava alle lacrime per spiegare o per comunicare.

Aveva confuso piacere e lavoro, privato e pubblico.

La sua vita era un cumulo di problemi, causati da lei stessa, attirati per malasorte. Un groviglio di vita. Senza oasi in cui rifugiarsi, senza tregua.

Quanto poteva la sua vita andare avanti nella confusione, quanto a lungo poteva fare a meno della semplicità dei conti che tornano, dell’ordine causa-effetto, della linearità dell’intimità in cui è vietato al pubblico di entrare?

Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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9 risposte a Galleria (IX)

  1. mia_euridice ha detto:

    Parli all’imperfetto, una delle declinazioni del passato.
    Questo implica che la persona in questione non “è” ma “era”.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      L’imperfetto, in realtà, è il tempo che ho scelto per il racconto di tutte le “Galleria”, non sempre è un tempo reale.
      Le storie all’imperfetto mi piacciono perché possono voler dire che le persone non vivono più, ma possono anche significare che le persone non sono più com’erano prima.
      A volte l’imperfetto è solo un tempo letterario.
      Già il suo nome mi piace: non perfetto, non finito…

  2. paroledimaru ha detto:

    Una vita accanto e non dentro che finisce senza neanche dirlo… Bel post! Buona giornata!

  3. Ma Bohème ha detto:

    Una vita non vissuta da una persona che forse è reale forse no, ma comunque metafora di tante esistenze a metà.
    Bel post che mi lascia un velo di tristezza.
    Buona serata carissima!
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      E’ una vita reale, conosco questa donna. Contemporaneamente, è una sorta di archetipo: è un modo di attraversare la vita che appartiene a molti. Esistenze a metà, come dici tu, e ce ne sono più di quanto si pensi…
      Buona serata, Primula 🙂

  4. Mi piacciono tanto le immagini che evochi con “aveva attraversato gli anni camminando loro accanto” e con “la semplicità dei conti che tornano”.
    Un po’ mi ci ritrovo….a un certo punto mi sono resa conto che avevo vissuto in apnea e forse a volte lo faccio ancora…forse mi sto trasformando in pesce! Ma con maggiore consapevolezza, cerco l’aria come un rabdomante l’acqua. Buon fine settimana “Ogni”. 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Credo che un po’ a tutti noi capitino periodi in cui camminiamo accanto alla vita… ma passarla tutta in stand by è davvero un peccato!
      E più aria cerchi, più aria trovi e ancor più aria vuoi ❤ e poi la vita sarà più bella!
      Buon week end, carissima!

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