Routine

Ogni mattina faccio partire un grande elettrodomestico: lavatrice, asciugatrice o lavastoviglie, a rotazione.

Ogni giorno tutti i giorni, sul baule in camera da letto staziona un cesto verde pisello strabordante di panni puliti da piegare.

Da 10 giorni, in cucina l’asse da stiro aperta sommersa di panni da stirare ingombra l’apertura dei cassetti del comò e l’apertura del forno.

Da due mesi sul mobile all’ingresso c’è un paio di orecchini indiani d’argento, risalenti agli anni ’80 e ora in uso presso La Filosofa, che aspetta di essere portato a riparare.

Posso vendere i copriletti perché rimangono inutilizzati 6 giorni su 7; posso vendere l’aspirapolvere perché rimane inutilizzata 6 giorni su 7.

Ogni giorno mi ricordo che devo coprire le piante grasse sul balcone e poi insisto per dimenticarle e abbandonarle al loro destino.

Ogni due settimane, circa, lo specchio mi ricorda, di solito al sabato mattina, che dovevo telefonare alla parrucchiera tre giorni prima per un appuntamento per la tinta, per quell’esatto istante.

I libri sul comodino si stanno leggendo tra loro, per tenersi compagnia.

Però. Mi sveglio ogni mattina. Ho ricordato di portare Il Cantastorie dall’ortodontista per i suoi controlli mensili. Ho ricordato di andare alle udienze generali de La Filosofa. Certe sere mi ricordo di preparare una torta salata o un’insalata di farro per i pranzi in ufficio. Non ho dimenticato che fra poco è Natale. Ho fatto l’albero di Natale. Ho telefonato all’amministratore condominiale e non l’ho insultato. Faccio la lista della spesa e a volte faccio pure la spesa. Non mi lamento mai delle condizioni indecenti del lavandino e del suo specchio nel bagno usato dai miei figli, e pulisco ogni giorno tutti i giorni gli strati materici di dentifricio artisticamente schizzati dentro-fuori-sopra-sotto-davanti-dietro. Non ho lasciato mio padre dentro la risonanza magnetica, l’ho riportato a casa intero. Ho installato un alberello di Natale a casa dei miei genitori. Sono andata a pranzi non scansabili e ho sorriso e conversato alla maniera britannica. Ho pensato e comprato regali. Ascolto ogni giorno tutti i giorni i racconti delle mattine a scuola dei miei figli e mi diverto come se a scuola ci fossi ancora io. Nell’ultimo mese e mezzo sono riuscita ad andare a Tai chi almeno una volta alla settimana.

Sono quasi in pari. Quasi.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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16 risposte a Routine

  1. vagoneidiota ha detto:

    Tu sai, lo sai, dico, che sei un mito?
    Getting late – floetry

  2. mia_euridice ha detto:

    Anche a me, di tanto in tanto, viene da fare una sorta di bilancio tra dare e avere.
    Ciò che ho ricordato e ciò che ho dimenticato.
    Più o meno sono in pari… più o meno eh!

  3. Riprendere a lavorare fuori tanto tempo di “riposo forzato” dal lavoro esterno la casa è veramente molto duro. Si tratta di rivoluzionare i piani di progetto giornalieri, spostare l’orario delle incombenze domestichenelle tarde ore serali quando si è più stanche. Insomma considerando che anch’io ci sto provando con molta fatica, dato che mi sto avventurando in una mini attività commerciale e si sa che i tempi non sono maturi, ma dopo 6 anni di assenza dalla banca mi sento un’astronauta. I lavandini rimangono son i ldentifricio spesso come segno vintage ed altro. Tieni conto che sto preparando torte, biscotti, pasticcini e altro per la festicciola di Alice, per le amiche da ricevere per il the(quelle vere!) per i dipendenti di mio marito, per i clienti dello stesso che bisogna “addolcire” a Natale, dopo che hanno visto le fatture da pagare.E’ faticoso fare tutto, presenziare a tutto, essere sempre in pari con tutto e sorridere. Io ci ho rinunciato da un bel pezzo: faccio quello che le mie forze mi consentono, mettendo al primo posto i miei figli e la preparazione del cibo sano. Tutto il resto è noia e routine. L’SS, cioè il sempre saggio, mio marito già beato e prossimo alla santità me l’aveva detto: Tu sei tutta matta a ritornare nel mondo del lavoro! ma chi te la fa fare? Non siamo ancora alla canna del gas! Vuoi la bici ok, ora pedala”. C…zo, aveva ragione, ma le motivazioni che mi hanno fatto prendere la decisioni sono un poco più profonde di una bicicletta! Buona mattina e buon lavoro: quando hai tempo passa di me per un caffè! Fabiana.

  4. P.S.: ho fatto un sacco di errori grammaticali, perdonami! Mi è tornato un raffreddore galattico, ce lo stiamo rimbalzando di padre in moglie, di mamma in figlia.

  5. Alice ha detto:

    Non parlarmi della roba da stirare…non c’è storia. Non mi batte nessuno, credimi.
    Con la parrucchiera va meglio da quando le posso mandare un sms. Anche il mio specchio mi urla: – tintaaa – quando è troppo tardi. Secondo me lo fa apposta. Ma io lo frego con lo stick per correggere la ricrescita…fino alla settimana successiva…quando finalmente posso mandare il messaggio… perché mi sono di nuovo dimenticata di telefonare.
    Senza speranza 🙂

  6. paroledimaru ha detto:

    OGTG ti adoro perché non mi fai sentire sola. La lavatrice di fatto è nella nostra testa. Leggendo te ho ripassato e depennato le mie liste. A parte il tai chi sono quasi in pari pure io. Buona giornata!

  7. Nuzk ha detto:

    Scusami ma nella lista delle cose che fai hai dimenticato una cosa fondamentale…il blog! Non penso proprio che si scriva da solo e permette a tutti noi di “parlarci” davanti ad una bella tazza di caffè!… 🙂

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