Udienze generali

Solitamente mi evitavo le udienze generali alle scuole dei miei figli perché, essendo a casa, potevo andare ai colloqui settimanali la mattina. Quest’anno invece mi sono toccate… Due pomeriggi, uno al liceo classico e uno alla scuola media. Ieri è stata l’ultima tornata alla scuola de Il Cantastorie.

Vabbé, siamo sopravvissuti, Tuttobene ed io: fifty-fifty, metà professori per uno, da una parte e dall’altra. Un genitore da solo avrebbe avuto difficoltà a vedere tutti gli insegnanti: una folla che neanche alle bancarelle dei mercatini di Natale…

Code interminabili con segnaposto: figli, nonni e, arrivo a credere anche mercenari della fila, piazzati a tenere il posto per la Madre (di solito) a cui spetta il diritto-dovere di accedere al professore.

Scene invereconde, liti da vajasse (eh… termine di quasi antica memoria 😉 ), strategie e tattiche che Napoleone non era nessuno.

Quando si arriva al professore si è stanchi… almeno… io sono stanca e il professore può dirmi (quasi) qualsiasi cosa!

Così, quest’anno, anche Tuttobene ha potuto provare il brivido delle udienze e devo dire che se l’è cavata egregiamente: è stato velocissimo, da un professore all’altro con una leggiadria che non gli appartiene, ha conosciuto gli insegnanti dei suoi figli.

Ha un senso. E’ utile. Che venga tutto filtrato dalla madre, non sempre è costruttivo. Il punto di vista del padre ha un suo profondo perché.

Abbiamo incontrato per la prima volta i professori de La Filosofa, abbiamo rivisto i professori della scuola media de Il Cantastorie, già professori della sorella, e conosciuto i suoi personali 3 nuovi professori.

L’impressione generale, unita a quanto i ragazzi raccontano delle loro mattine a scuola, è molto positiva: per la maggior parte, insegnanti preparati, appassionati, disponibili e interessati a conoscere i ragazzi, a capire i loro perché e a cercare di guidarli attraverso i loro cambiamenti.

Non tutti, ovviamente, ma molti.

La prof. di Storia e Geografia delle medie che parla ai ragazzi, tantissimo, e rende le lezioni leggere e coinvolgenti, attuali; il prof. di Inglese del classico che usa un metodo frizzante per tenere svegli questi ragazzi alla 6° ora; il prof. di  Arte delle medie che riesce a far appassionare alla bellezza e al disegno questi contenitori di ormoni ambulanti; la prof. di Greco del classico che trasuda misura e rigore e che, in un’ora di lezione, interroga uno studente; la prof. di Ginnastica delle medie che capisce che non tutti sono nati atleti e che se un ragazzino si impegna e migliora, è un successo da premiare; il prof. d’Italiano del classico che si agita quando il computer gli augura il buongiorno e che insegna ai ragazzi a scrivere prima di dar loro il tema come verifica; il prof. d’Italiano delle medie che cerca di tirar fuori dai ragazzi l’adulto che saranno, incoraggiandoli e suggerendo loro gli strumenti per trovare la loro strada.

Poi, vabbé, c’è anche qualche delusione, qualche insegnante che non ci prova nemmeno a conoscere il ragazzo che ha di fronte, che io-spiego-tu-recepisci-e-buonanotte-al-secchio-non mi scocciare-troppo, però insomma è una minoranza.

La sfiga è che ‘sta minoranza ci è un po’ capitata concentrata, sia al classico che alle medie, su matematica – porcamiseriaccia… soprattutto alle medie… porcamiseriaccia…

Sopravviveremo lo stesso tutti quanti, genitori, ragazzi e professori.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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15 risposte a Udienze generali

  1. Ma Bohème ha detto:

    Che ricordi mi sono tornati in mente! Pomeriggi passati a parlare, parlare, ma non più di tanto per ogni genitore pena l’incenerimento con lo sguardo da chi aspettava fuori l’aula.
    Così, per i casi un po’ più problematici non si aveva nemmeno il tempo di sviscerare la questione con mamme e/o papà.
    W i colloqui settimanali, non solo più tranquilli ma soprattutto costruttivi.
    Mi rendo conto tuttavia che non sia possibile eliminarle per i genitori che lavorano.
    Buon weekend carissima! E riprenditi!
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Non mi far pensare a come sta un professore dopo aver parlato per 3 ore filate con magari 80 personre diverse! Se cominciano a farmi tenerezza, l’anno prossimo porto i pasticcini e il té, ma non va bene 😉
      Buon week end, carissima Primula 🙂

  2. paroledimaru ha detto:

    Sopravvivremo e ti dirò io la matematica l’ho poi imparata all’università e mi sono anche appassionata… C’è tempo….

  3. unsassoverticale ha detto:

    Vedi com’è ridotta la scuola: ad avere un 80% di insegnanti in gamba ci si sente dei miracolati!

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Magari miracolati, no…
      Mi piace dire che tanti insegnanti sono bravi e mi piace farlo perché molto spesso sento critiche feroci alla categoria e alla scuola in generale.
      E’ un mestiere difficile, di quelli per cui devi essere appassionato: non è da tutti insegnare. Poi c’è sempre la percentuale (forse fisologica) di chi insegna perché è comodo ecc. ecc. ma avrebbe fatto meglio a fare altro.
      Ovvio che per i propri figli si vorrebbe il 100% dell’eccellenza, ma altrettanto ovvio che sia inverosimile 🙂
      Buon week end, carissima unsassoverticale!

  4. Como spravviveremo lo scopriremo solo strada facendo. Per ora di certo è che i nostri studenti italiani sono i peggiori al mondo in matematica e se non erro, anche nella nostra lingua madre, cioè l’Italiano. Le cause non sono da ricercare molto lontano, se qualche alunno vuole essere meno asino a casa, con l’aiuto di compagni magari più bravi può farsi aiutare nello svolgimento dei compiti. Oppure esercitandosi da solo, in biblioteca, sana risorsa al posto di Interent oppure, chi se lo può permettere prendere lezioni private. I modi per non trascurare la matematica ci sono tutti. Adoperiamoli, perchè questa basilare materia è la base per moltissime altre materie, me ne resi conto a mio tempo con mio figlio grande. L’uso del computer stesso, che non vuol certo dire saper mandare una mail si basa su formule matematiche, così come la chimica, la fisica, tecnica delle costruzioni, le materie per diventare tecnici elettrici ed idraulici e tante altre specifiche ancora. Saper fare di conto, conoscere le equazioni e la geometria è come conoscere l’alfabeto: non si può tralasciare. Poi ogni allievo ha le sue materie preferite ed anche i suoi prof. preferiti, questo da che mondo è mondo. ma la coccarda per i più asini! Beh! Insisito nel dire che la colpa se colpa c’è, non va ricercata certamente negli insegnanti, precari o no. E’ una categoria che io stimo moltissimo, sarà perchè mia sorella era un insegnante biologa, che poi si laureò anche in matematica e fisica. Io che ero una sturlona in matematica e lo sapevo, prendevo da lei centinaia di lezioni e di tirate d’orecchie bonarie! Ma il mio pregio era che mi impegnavo tantissimo e ce la feci sempre, con il sei, ma ce la facevo! Non vi dico lo sfacelo in geometria ed in fisica, per lei, così brava era una rabbia doppia!I miei figli uguali a me! Buon sabato pomeriggio! Fabiana.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Insegnare è un mestiere difficile e andrebbe scelto per passione. Poi, oltre alla passione, bisognerebbe valutare la capacità di insegnare: far passare concetti, spiegare in modo chiaro, non è da tutti.
      Su matematica, al momento, siamo un po’… come dire sul minimo sindacale, sia come passione che come capacità di insegnamento…
      Merito a chi va e non a pioggia su tutti: a questi due insegnanti, ora, non darei troppo merito…
      Buon pomeriggio, carissima Fabiana 🙂

  5. Mi sono fatta due pomeriggi di seguito e senza nessun aiuto (chissà perché in quei giorni a casa mia sono sempre tutti impegnati!) e mi domandavo.. ma se mi porto una sagoma su piedistallo, vale lo stesso?
    Quanto agli insegnanti, sai che per me è un argomento difficile ed io tutta questa disponibilità a capire i tempi dei ragazzi l’ho incontrata raramente.
    E mi basta conoscere dei bravi insegnanti per sapere che c’è del vero in quello che dico. Insomma si può dare di più.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Son momenti!
      I miei figli hanno incontrato parecchi bravi insegnanti e qualche insegnante che io avrei preferito evitar loro… Il bilancio è positivo, anche se, nel caso dell’istruzione/educazione, parlare di bilancio non è veramente appropriato: le materie insegnate dagli insegnanti così così erano, sono e continueranno ad essere degli scogli per loro. E questo mi dispiace.
      E’ abbastanza logico, razionalmente, che ci sia la percentuale fisiologica di negatività, che esiste in tutti i settori lavorativi… è che quando ci tocca da vicino, ci scoccia, parecchio 🙂
      Si spera che i ragazzi riescano a metabolizzare anche il negativo!

      • Ciao Dicembrina Natalizia! Mi permetto di inserirmi e dirti che a volte siamo noi genitori che tendiamo ad esagerare i problemi scolastici e non, dei nostri figli. L’esperienza maturata con i miei due e soprattutto con il grande e le sue difficoltà incontratre anni fa, con la scelta non giusta (per lui!) delle scuole superiori, le relative due bocciature sempre in seconda, le nuove scuole intraprese e le varie esperienze lavorative mi fanno asserire, che i figli hanno risorse insperate. Quando è l’ora le sanno tirar fuori, le usano e le applicano se non vogliono finire in un fosso! Certo che tocca a noi genitori indirizzarli per il meglio ma dobbiamo anche farli sbagliare e far sì che si assumano le loro responsabilità! Scuola o non scuola, sono regole di vita da applicare sin dalla scuola materna, anche se ci scoccia e non vorremmo che tribolassero. Devono tribolare, devono avere i loro “fallimenti” ora piccini poi nella vita adulta saranno botte da orbi. Se noi non li prepariamo e non prepariamo noi stessi nel supporto psicologico, ma limitato per far fronte a bocciature, a note, a brutti voti o ad essere semplicemente rimandati a settembre, dimm itu come faranno senza le nostra ali di chiocce da grandi! Posso dirti nel mio caso che le delusioni e le fatiche che mio figlio ha fatto, se le era cercate, poi da solo con le sue risorse si è rialzato ed ha capito che cosa significa lavorare dieci ore alla catena di montaggio di un’officina. Non è mica diventato più brutto sai? Anzi! Gli ha fatto solo bene, è maturato e sta diventando uomo: se tutto va bene a luglio prossimo si diplomerà all’I.T.I. settore elettrico, frequenta le scuole serale e compira a giugno 21 anni. Il patrimonio di esperienze che ha voluto fare dopo, come il corso da paracadutista (con relativi 3 lanci!), il corso per avere la patente nautica (conseguito brillantemente!), il corso per saper sparare al poligono, lo studio all’estero, (vinse una specie di borsa di studio) a Berlino 15 gg., sono state cose ed esperienze impagabili. E ora vorrà fare la C.R.I., il bagnino di salvataggio per conseguire punti che gli serviranno nel suo C.V., per il posto di lavoro futuro.Mi vien da dire che se avesse avuto tutti i piatti pronti con l’olio nell’insalata, forse non avrebbe ben capito come gira la faccenda. Stiamo più sereni noi, non danneggiamo MAI e dico MAI gli insegnanti, per lo meno davanti a loro, ma spalleggiamoli a meno che non siano proprio degl inetti! Ricordati che i nsotri insegnanti trascorrono molto tempo con i nostri figli, li vedono sotto aspetti che noi non conosciamo così bene, colgono di loro tratti che a casa non emergono. le delusioni a mio avviso sono terapeutiche:perchè evitargliele tutte? Un carissimo abbraccio pre serale, Fabiana.

      • ogginientedinuovo ha detto:

        Hai ragione quando dici che la nostra tentazione di evitare loro la fatica va repressa, così come dobbiamo lasciare che se la cavino da soli.
        Non commento mai negativamente i loro insegnanti davanti a loro (i miei figli non leggono più questo blog da tempo), ma io sono cosciente di che impatto hanno certi professori.
        E di questo devo essere cosciente perché altrimenti non potrei aiutare i ragazzi ad imparare a rapportarsi agli insegnanti stessi.
        Hai ragione anche quando dici che i professori vedono cose dei nostri figli che a casa non emergono. Li ascolto quando mi parlano dei miei figli e vorrei che loro facessero altrettanto con me: anche per loro la conoscenza a scuola è parziale.
        Certi commenti di una delle due insegnanti di matematica mi hanno fatto capire che la signora non sa nemmeno chi sia lo studente per cui sono andata a udienze: ha aperto un quaderno con i voti e li ha letti, dicendo assurdità e non ascoltando ciò che ho provato a dire.
        Questa non è una buona insegnante.
        Non è vero nemmeno che tutti gli insegnanti fanno bene il loro mestiere.
        Buona serata a te, carissima 🙂

      • Aiutiamo gli insegnanti integrandoci e collaborando maggiormente con loro. Non critichiamone solo i lati negativi ma facciamo loro proposte, da mandare magari avanti tutti insieme. Stendiamo progetti, scriviamo, facciamoci sentire educatamente da loro e se hanno delle negligenze (chi non ne ha?) aiutiamoli a smussarle e a far emergere i loro lati migliori.Hai pienamente ragione quando dici che per alcuni insegnanti un allievo è solo un numero su di in registro. in quel caso l’insegnante deve cambiare mestiere. Alice che è in quarta elementare ha solo 7 ore alla settimana tra matematica e geometria, su 25 settimanali totali. Poi va a scuola un sabato sì e un sabato no, per 4 ore soltanto. Così fu deciso dai genitori, rimane il fatto che siamo ancora ai Sumeri, agli Assiri e ai Babilonesi e Alice fa fatica ancora a svolgere i problemi e stamattina avrà la verifica sui poligoni. La storia è importante, il latino anche, ma mettiamo più ore di matematica che è la base di tutto. Così’ come lo sono le lingue. Io in questi anni di studio dei miei figli ho capito questo.

  6. ellegio ha detto:

    Un po’ forse è anche l’effetto di un pregiudizio che hanno gli insegnanti di matematica: immagino che in molti pensino che insegnarla al classico non dev’essere il massimo, perché si hanno poche ore e si riesce a fare poco. Non è una giustificazione, ovviamente. Peccato.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Non hanno tutti i torti, intendo gli insegnanti di matematica del classico: poche ore, programma ridotto, studenti che dichiarano apertamente che non capiscono matematica ed è per questo che hanno scelto il classico, genitori che appunto perché è il classico, chissenefrega di matematica…
      Peccato, davvero, però.
      Continuiamo a darla vinta ad una scuola pensata nel 1923.
      Vorrei che, invece, si cominciasse a pensare per esempio che latino e matematica si possono aiutare a vicenda. Vorrei che qualcuno dicesse ad un ragazzo che se gli piace latino, gli piacerà anche matematica.
      Proprio perché ha solo 3 ore (!) di matematica nel bienno e 2 ore (!!) nel triennio, vorrei che mia figlia potesse trarre il meglio e che l’insegnante si sforzasse un minimo per far capire a questi ragazzi che sapere un po’ di matematica, ma saperla davvero, può solo arricchire.
      Mah!

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