I punti salienti di un pomeriggio

Un pomeriggio durante le vacanze siamo stati invitati a casa di un amico de Il Cantastorie, insieme con un’altra famiglia, di un’altra amica dei ragazzini.

Famiglie che conosciamo da tempo, famiglie belle, di cultura, che hanno uno status nella società della piccola città, anche danarose.

Tuttobene è stato fortunato: lavorava; La Filosofa ha tagliato corto che doveva fare delle commissioni in centro. Siamo rimasti Il Cantasorie ed io. Io avevo in mente 100 e più attività cui mi sarei dedicata più volentieri piuttosto che chiacchierare amabilmente del più e del meno con l’élite locale, ma non potevo esimermi dato che il minorenne non ha la patente.

Punto uno: l’élite asfittica della provincia.

Punto due: la perfezione apparente.

Punto tre: la moda delle cascine ristrutturate e trasformate in condomini orizzontali.

Punto quattro: l’inconsistenza delle persone dietro allo status sociale.

Punto cinque: le scuole private, finanziate con soldi pubblici, che consentono un liceo a chi da liceo non è.

Niente di nuovo sotto il sole, tutte conferme.

Un pomeriggio un po’ pesante, alleviato dalle mie polemiche su alcuni punti che trovo irrinunciabili, soldi o non soldi, cultura o non cultura, politica o non politica, provincia o non provincia.

La gioia di vedere Il Cantastorie felice con i suoi amici, ecco una delle poche note positive della faccenda.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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14 risposte a I punti salienti di un pomeriggio

  1. massimolegnani ha detto:

    a volte il confronto con altre realtà serve, non per ribattere al momento (di solito è tempo perso) ma per riflettere a posteriori sulla bontà di certi propri punti fermi.
    ml

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Per me è così, solitamente. Anche perché quando ribatto sul momento, risulto sgradevole e antipatica, di sicuro non incisiva.
      Però, ti dirò, certi punti fermi continuano a tenermi avulsa da ciò che mi sta intorno e, insomma, sono un po’ stufa…
      🙂

  2. Ma Bohème ha detto:

    ll mondo dei parvenus, mia cara! Nulla di peggio; non sono “signori” ma arricchiti e si pavoneggiano nella e della loro mediocrità. Ridicoli in quanto imitazione di uno status che non è a loro naturale, ma non se ne rendono conto.
    Buon pomeriggio … tra noi. 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Come dicevo a massimolegnani, però, sono un po’ stufa di sentirmi esclusa da quello che mi circonda. Uff! Ma quanti parvenus ci sono nel mondo?! 😉
      Buona serata… tra noi!

      • Nuzk ha detto:

        Non è detto che non essere esclusa possa significare “essere inclusa”. A volte vale più un incontro vero e sincero ogni tanto, che far parte di tanti incontri apparenti con chi ti circonda. E tu non sei tipo da sopportare a lungo le apparenze prive di sostanza 🙂

      • ogginientedinuovo ha detto:

        Hai ragione.
        Infatti non sono a mio agio negli incontri “di rappresentanza” che limito arrivando al limite dell’educazione.
        Mi piacerebbe però trovare intorno a me più persone, come dire, consistenti. Sento che ne avrei un gran bisogno 🙂

      • Nuzk ha detto:

        Piacerebbe molto anche a me ma pare che si nascondano molto bene…

  3. I miei figli non hanno mai frequentato ragazzi facoltosi, così, di riflesso, mi sono risparmiata un problema. Però ho incontrato superficialità a vari livelli di status e ho scoperto che spesso c’è chi confonde l’amicizia con lo scambio di favori. I figli crescono, le esigenze cambiano, i pseudoamici spariscono.
    Però, a me è bastato un treno per trovare la “consistenza”….allora esiste!

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Dov’è ‘sto treno?! Chiunque lo può prendere?!
      Ma comunque è un problema della città in generale: se non li trovi a scuola, li trovi al lavoro o in un qualsiasi gruppo che va dal catechismo al sindacato… E’ proprio la genetica del luogo 🙂

  4. paroledimaru ha detto:

    Non sempre i genitori degli amici dei figli ci piacciono come ai nostri figli i loro figli. Io ho cominciato a considerare quel tempo che sembrerebbe inesorabilmente perso come un ripasso delle motivazioni che sostengono le scelte della mia esistenza. 🙂

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