Recuperare cose dal passato

La cosa interessante della serie di articoli de L’Espresso, oltre agli articoli in sé ovviamente, è il fatto che non fosse la prima serie dedicata ai sentimenti che avevo letto tra anno vecchio e anno nuovo.

La rivista F, settimanale femminile di tutt’altro genere rispetto a L’Espresso, aveva dedicato una serie di articoli ai buoni sentimenti: sei interviste raccolte sotto il titolo “La saggezza del cuore”.

Enfasi sui sentimenti come se ci fosse la necessità di rimettere la nostra parte più intima al centro delle nostre vite; come se ci fosse la necessità di recuperare la capacità di riconoscere la nostra parte più intima, ridarle spessore e nutrimento, ridarle dignità.

F si concentrava sui sentimenti positivi, raccontandone le virtù nascoste e raccontando il benessere che regalano alle nostre vite; ne parlavano Vito Mancuso, Umberto Galimberti, Barbara Alberti, Francesca Rigotti, Chiara Saraceno, Ida Magli: bontà, amore, amicizia, onestà, solidarietà, spiritualità. Come in un abbecedario che ci insegna i rudimenti di una lingua che rischia di perdersi.

L’Espresso proponeva, diversamente, una riflessione globale sui sentimenti che ci appartengono, non solamente quelli che ci farebbe bene provare: intolleranza, disuguaglianza, oblio, compassione, smarrimento, orrore, speranza, tenerezza, paura, ribellione, libertà, bontà, malinconia, appartenenza, fanatismo, condivisione, rancore, giustizia, coerenza, vendetta, meraviglia, amore. Emma Bonino, Thomas Picketty Patrick Modiano, Dalai Lama, Michele Serra, Marco Belpoliti, Umberto Veronesi,Ramin Bahrami, Giovanni Bignami e Umberto Guidoni, Yasemin Inceoglu, Faouzia Farida Charfi, Rocco Hunt, Stromae, Mimmo Paladino, Paul Salem, Arun Sundararajan, Gunter Gebauer, Giancarlo De Cataldo, Francesco De Gregori, Nicolai Lilin, Philippe Petit, Catherine Dunne.

Ma le serie si tengono. Per la voglia di indagare, di riscoprire ciò che sta dentro e dietro a ciò che appare, per resituire slancio alla parte emozionale e darle un posto nelle nostre vite. Capire le negatività per non subirle e inseguire, contemporaneamente, le positività perché è lì che si trova il senso del percorrere le nostre strade.

Bontà e amore ricorrono, forse è un po’ scontato, ma ci stanno, ci devono stare. Ed è anche un po’ retorico, però a volte un po’ di retorica aiuta a togliere le ragnatele.

Mi sembra una sorta di risveglio e, sempre, uscire dal torpore è cosa bella.

Tornare ai sentimenti, a dar loro spazio, per ampliare la consapevolezza. Ma tornarci anche per non stare fermi sulle nostre posizioni, per camminare attaverso il tempo, per guardarci intorno a occhi ben aperti.

Onestà e spiritualità non sono “parolacce”, potremmo anche non vergognarci né di essere onesti né di avere una spiritualità… Così come smarrimento e orrore esistono e se ne siamo consapevoli, potremmo anche considerare di poter essere smarriti e inorriditi.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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3 risposte a Recuperare cose dal passato

  1. Quanto mi piace accendere il computer alle otto e trovare il tuo scritto cara amica Gennaietta! E’ un gesto che mi rincuora sapere che ci sei, un appuntamento fisso, una presenza muta e dolce nelle nostre e nella mia sconfusionata vita. E’ come sapere che hai un amico al quale rivolgerti, una spalla sulla quale puoi sempre piangere o anche ridere, perchè no!Anche se ridere di questi tempi è quasi impossibile. Ma sorridere dentro il cuore e sui nostri provati e smarriti visi, questo possiamo farlo e possiamo trasmettere un sorriso ed un piccolo gesto di bontà anche alle altre persone che non conosciamo.Ti immagino al tuo computer quando forse i tuoi famigliari sono ancora a letto, non so, tu in vestaglia con la tazzina del caffè vicino che scrivi e ci regali un pezzettino della tua vita ogni mattina. E sei serena mentre lo fai, la tua è come “una missione”, non cambi idea e ogni mattina ti dedichi un pochino anche a noi. Questo per me è un gesto emozionale molto forte ed importante: dedicarsi in un certo qual modo agli altri che non si conoscono, metterli a conoscenza di sentimenti e idee che dovrebbero in aprte, rimanere intime e segrete. E’ donare agli altri una piccola infinitesimale parte di noi stessi senza avidità e tornaconti. Io l’apprezzo moltissimo, stamattina da me c’è la nebbia e non so se riuscirò ad andare a camminare. Ho dovuto riprendere a farlo, comunque l’averti letta è già un buon inizio per me! Azzardo un abbraccio doppio e molto amichevole. Mi permetto di aggiungere un P.S. se qualcuno dei gentili lettori/ici volesse leggere o si era perso qualche mio post, ci tenevo a dire che il vecchio “Gifonet” è stato chiuso, ma vi riporta al vecchio (e da me molto amato!) blog: gattolona.wordpress.com. Se qualcuno desidera fare qualche commento lo può fare, io con i miei tempi risponderò volentieri a tutti, pur non postando più nulla di nuovo. Buon caffè e buon lavoro a tutti quanti! Fabiana Schianchi.

  2. Pingback: Le cose, forse, cambieranno | ognigiornotuttigiorni

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