Chissà perché…

Ieri pomeriggio un mio vicino di casa ha ricevuto la visita della Polizia che gli ha verbalizzato una multa per mancata esposizione del tagliando dell’assicurazione sulla sua auto parcheggiata di fronte a casa, su suolo pubblico. Questo mio vicino è senza lavoro da anni, almeno cinque anni; non paga le rate condominiali, in passato ha bloccato il mutuo e gli hanno tagliato gas ed elettricità. Da un po’ ha dovuto rinunciare a pagare l’assicurazione della macchina: non la usa, non lavora, non gli serve. Nel palazzo tutti conoscono la situazione. Ciononostante qualcuno del palazzo ha telefonato alla Polizia denunciando la macchina non assicurata. Questo mio vicino, esterrefatto, ha spiegato ai poliziotti che non ha i soldi per pagare l’assicurazione e quindi la macchina è ferma, non ci va in giro… I poliziotti hanno capito perfettamente la situazione, ma non hanno potuto non dare seguito alla chiamata: la macchina su suolo pubblico deve essere assicurata. Io non riuscivo a crederci. Qualcuno del palazzo ha chiamato la Polizia perché multasse un poveretto senza lavoro, senza soldi, che cerca di mettere in fila i giorni arrabattandosi. Eppure ci ho dovuto credere. Che persone che si guardano allo specchio e sono convinte di essere tanto perbene, infieriscono su qualcuno che ha le spalle al muro.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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22 risposte a Chissà perché…

  1. sguardiepercorsi ha detto:

    Brutte storie… Gli esseri umani hanno la capacità di esprimere sentimenti e di agire in direzioni elevatissime e bassissime…

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Già. Lo stesso, ogni volta, mi stupisco. E poi mi chiedo se ora il delatore si senta meglio, si senta orgoglioso di aver fatto giustizia, si senta una persona retta.

      • gattolona pasticciona ha detto:

        Se dentro al cuore stia bene e si senta un eroe, oppure si senta una emerita merda questo noi non lo sappiamo. Ha fatto solo il suo lavoro, brutto e sporco fin che vuoi in questo specifico caso, ma qualcuno doveva pur farlo. Detto ciò, dispiaciuta ed amareggiata mi permetto solo di dire che il signore rimuova velocemente la macchina dal suolo pubblico e la metta dentro ad un garage o ad un capannone, o comunque dentro ad uno stabile chiuso. Lì può stare anche se non assicurata, purche’ naturalmente non si azzardi a farla circolare. Ho chieso delucidazioni in merito, credo sia l’unica soluzione per non prendere più multe e non assicurarla. Fabiana.

  2. vagoneidiota ha detto:

    Puoi fare una cosa, treccia. E, ti prego, falla. Perché è davvero molto semplice.
    Potresti cominciare ad annotare tutte le auto del palazzo e relativo contrassegno assicurativo.
    Tranne la tua, ovvio, che abiti nella torre.
    Poi, scritto tutto su una bella pergamena, spedire una missiva a me che sono nel castello sul monte.
    Io, con estrema calma, farò mangiare tutto il giorno successivo, ronzino.
    Lo farò mangiare molto, tra carote, biada, grassi saturi, insaturi. Proteine, carboidrati. Di tutto.
    Poi, il giorno dopo, appunto, farò annusare a Ronzi la missiva ed ogni singola targa ivi riportata.
    Già immagino i suoi occhi. Mi guarderanno come a chiedermi se sto scherzando, se i minchioni esistono davvero e se sono così tanto codardi.
    Io non avrò bisogno di rispondere, perché leggerà nelle mie pupille un “si”.Pusillanimi, pavidi, di tutto.
    Ed allora lui, gonfio come un cappone che sta per scoppiare, capirà, gli batterò la mano sul collo e gli chiederò coraggio. Coraggio, Ronzi, resisti. Trattieni fin che puoi.
    Dal castello a quel palazzo di pecore vi è poca strada.
    Lui, educato com’è, partirà con fare dignitoso e regale. Certo, con fatica, a causa di tutto quel cibo ingerito. Eppure, sotto quel palazzo dai citofoni imperlati, ci arriverà. Con la missiva tra i denti.
    Annuserà ogni singola auto, confronterà le targhe, darà uno sguardo alla torre e, quando gli farai un cenno, cacherà su tutte le automobili in fila.
    Le rosse, le bianche, le gialle, quelle cromate. Tutte, avranno lo stesso colore. (Oh, il potere della giustizia ed eguaglianza).
    Ed il paraprezza sarà così coperto da non poter più mostrare i contrassegni.
    Tu, allora, chiamerai i vigili, ché quelli, se li chiami per una multa, figurati se non lasciano anche i propri figli soli a casa.
    Certo, ci metteranno un po’ a verbalizzare e notificare tutto quel che il cielo avrà regalato loro. Certo, un po’ il puzzo. Ma vuoi mettere le casse del comune rimpinguate da “gente per bene” che non mostra il contrassegno sul suolo pubblico?
    “Ma era merda. Lì c’era merda che copriva” dirà qualcuno irritato ed offeso.
    E tu, dalla finestra, urlerai: ” era merda anche l’altra volta!!!!!!” Mentre ronzino mangia carote.
    Ché non è che non vogliamo fare la seconda tornata?!

    Getta, va. Che salgo.
    I see the sun – Incognito.

  3. Ma Bohème ha detto:

    I miei “complimenti” a quel piccolo individuo, donna o uomo che sia. In casi come questi mi dico sempre quanto sia facile infierire sul debole, ma soprattutto mi chiedo che cosa si voglia dimostrare. E non mi risponda l’ometto in questione che è per rispetto della legge perché magari questo non emette scontrini o fatture nel caso abbia un’attività o paga in nero.
    Ma perché ognuno non guarda dentro di sé una buona volta?
    Questa vicenda è amareggiante e purtroppo non è isolata.
    Speriamo sia una buona giornata!
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Davvero! Imparare a guardare a casa propria o se vuoi “scagliare la prima pietra” o non vedere il trave nel proprio occhio…
      Ci sono persone che sono molto attente e pronte a beccare in fallo gli altri, forse per sentirsi giustificate sulle proprie mancanze.
      Che Ronzino faccia un buon lavoro 😀
      Buona giornata, carissima!

  4. paroledimaru ha detto:

    Certa gente è triste dentro. Ha paura della povertà e la aggredisce. E per loro non c’è scampo. Da quella povertà non si viene fuori.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Hai ragione! Chi è povero di soldi molto spesso è dignitoso, ma chi è povero di spirito è sempre destinato a perdere la propria coscienza: con la dignità puoi migliorare, senza coscienza sei già condannato.
      Buona giornata, carissima!

      P.S. Spero che tu stia bene…

  5. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Legge e umanità, attenzione, buon senso: non è difficile riuscire a coniugare gli obblighi che tutti dobbiamo rispettare, le leggi che ci garantiscono uno stato di diritto (o almeno dovrebbero) e le necessità contingenti e i drammi. Ero in Grecia quando la gente restituiva alla motorizzazione le targhe delle auto perché non potevano più permettersi bollo e assicurazione, e potevo leggere sui volti della gente la tristezza, la disperazione.
    Non voglio pensare che si sia trattato di una denuncia o di una delazione e spero sia solo casualità cui un pubblico ufficiale non può che dar seguito per il ruolo che ricopre: se invece fosse la ripicca di qualcuno, si tratterebbe come dici tu di una vera cattiveria.
    Facciamo che ci dividiamo il costo della multa e dell’assicurazione? Io ci metto il valore di 4 mesi di assicurazione, qualcun altro partecipa?

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Purtroppo qualcuno ha denunciato l’auto senza assicurazione e la Polizia (Stradale, non Municipale) ha dovuto intervenire.
      Sono triste perché questi probi viri, non si sognano nemmeno di denunciare uno spacciatore o un vandalo, ma attaccano chi è già a terra.
      C’è da sperare di non trovarsi mai in difficoltà perché una mano che ti spinge la testa sott’acqua la trovi sempre…
      Sei un cuore generoso ❤
      Troveremo una soluzione 🙂

  6. Signorasinasce ha detto:

    Madonna che gentaglia.
    Sono esterrefatta😖

  7. semprecarla ha detto:

    Certe persone sono decisamente schifose!

  8. ellegio ha detto:

    Beati coloro che si sentono per bene…
    Brutta storia. Bella la replica del vagone 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Eh!
      Da un po’ di tempo, per alcuni episodi che mi sono trovata davanti, mi chiedo se il significato di perbene riesca ancora a tenere insieme la sua forma e la sua sostanza…
      Triste assurda storia.
      Vagone è un regalo 🙂

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