Dopo l’8 marzo

Ieri era la Giornata della Donna. Ho letto tante belle cose sulle donne. Ho letto commenti istituzionali. Ho letto statistiche.

Avrei potuto fare un’eccezione e scrivere qualcosa, ieri. Ho preferito di no. Ho preferito leggere e basta.

Oggi è un giorno come gli altri. Le donne non si festeggiano più. Tornano numeri nelle statistiche, ossa rotte al Pronto Soccorso, corpi nei sacchi neri dei medici legali, fattrici in Yemen, mucchi di niente in Afghanistan, manichini per esplosivo in Nigeria.

Tornano a concedersi per fare carriera, a caracollare su tacchi 18 per essere sexy, a cucinare senza diventare chef, a guardare le infinite repliche di Sex&TheCity per dirsi che qualcosa è cambiato, a risparmiare sulla spesa, a conciliare i loro inconciliabili orari nei loro inconciliabili mondi, a nascondersi dietro botulino e spandex o dietro a maschere costruite dal chirurgo.

Tornano a consolare i figli, a sorridere ai compagni, a risolvere problemi, a scherzare coi colleghi, a dire “sì”, a dire “ci penso”, a fare i conti, a placare i clienti, a sopravvivere al capo, a leggere in metropolitana, a guardare le vetrine, a ridere con un’amica, a bere birra, a prenotare un week end a Berlino, a portar fuori il cane.

Ho letto spesso, in luoghi diversi, che molte donne se rinascessero vorrebbero rinascere ancora donne. Credo che potrei dirlo anch’io. Ma solo perché non so che cosa significa essere uomo, mentre so che cosa significa essere donna. E ho letto spesso, in luoghi diversi, che molti uomini dichiarano che anche loro vorrebbero rinascere donne. Forse sarebbe un bell’esercizio, chissà.

C’è una cosa però che mi piace e che mi piacerebbe si ripetesse: nascere. Nella fattispecie nascere persona.

Sono nata donna per caso. Sono nata per caso.

Ma sono una persona non per caso. E il resto non mi interessa.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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13 risposte a Dopo l’8 marzo

  1. vagoneidiota ha detto:

    Ti faccio gli auguri oggi. Anche per domani. E dopodomani. E dopo ancora.
    Ed è un augurio semplice, di una buona giornata.
    Perché, ieri, con mimosa e resto, è fin troppo facile. A volte, un po’ finto.
    Lancia, va.
    Che vengo a fare il caffè.
    Giantstep Grooves ft Lizzy – Don’t leave (the disclosure project remix)

    • ogginientedinuovo ha detto:

      L’augurio di buona giornata è semplice e bello: non c’è niente di meglio che mettere in fila tante belle giornate, che così diventa una bella vita 🙂
      Arriva la trecciaaaaa!
      Buona giornata anche a te, carissimo!

  2. Ma Bohème ha detto:

    Ecco il mio cappuccino e brioche! Servito su un cabaret di parole vere, che sanno di vita normale e quotidiana.
    Un abbraccio carissima e buon inizio settimana! 🙂
    Primula

  3. gattolona pasticciona ha detto:

    Cara dolce ed affettuosa marzoletta, ti racconto della mia giornata di ieri: cara Ogginiente di nuovo e carissimi tutti i gentili scrittori: ieri mentre festeggiavo la festa della donna lavorando, cioè facendo un mercato faticosissimo peraltro! del vintage e dell’usato, ho servito come di consueto da anni, parecchie tipologie di clientela. Ebbene, io Fabiana Schianchi non razzista e nè mai lo sarò!! zia felice di bimbi indiani adottati da mio cognato, amica di persone di altre nazionalità, ebbene, per la prima volta da quando faccio questi mercati del vintage mi sono incazzata “NERA”!. Mai come ieri ho dovuto faticare e tribolare tanto,ho avuto la tachicardia e le palpitazioni. Sì, mi sono arrabbiata molto e non è da me, poi mi viene naturale essere acida e scontrosa per la maleducazione che ieri, molto più le donne che i loro uomini, hanno espresso nei confronti di noi venditori! Le donne Italiane, in particolar modo le donne di Reggio Emilia, Parma e Modena, (e le donne del NORD alto diciamo) essendo piuttosto benestanti, ricche o arricchite perchè hanno sposato uomini ricchi hanno la puzza non solo sotto al naso e so come occorre trattarle. Però se si tratta di comprare un bell’oggetto, trattano sì come oramai è consuetudine un pochino, con garbo anche se tenacemente, poi se va bene il prezzo acquistano, diversamente e con “le pive nel sacco”, salutano e se ne vanno. Ieri le signore non Italiane mi hanno fatto veramente faticare e sudare le sette camicie per pochissimi euro, per vendere loro beni di prima necessità: lenzuola, tappeti, pentole, scarpe, stivali, pastelli, album da disegno, pho nasciugacapelli, stampanti, cellulari, abiti, zaini di scuola, astucci, biancheria anche firmata che era di mia figlia e quant’altro loro necessiti. Sappiamo che le loro usanze li portano a trattare sempre sul prezzo, ma sempre e dovunque? Se tu dici “costa due euro” loro dicono te ne dò uno. Se io dico allora mi puoi dare “Un euro” loro rispondono, ma no! Costa 0,50. Se io arrivo a dire va bene, te lo posso vendere a 0,50 loro ,ieri, hanno risposto beh va beh! se proprio insisti! Ma dovevo regalare tutto? Faccio già beneficenza in altri settori comprese zone del Perù, ci vuole dignità e rispetto anche per chi vende, per i 500 espositori che ieri si sono alzati (loro lo fanno tutte le sante domeniche dell’anno!) alle 5 del mattino quando potrebbe essere con la famiglia al mare, dato il sole che c’era ieri. O per l’appunto in un bar sul lago a prendersi un gelato! Lasciamo per un istante da parte le loro condizioni di vita, mare lorum, l’ebola, e altro, non parliamo di cose ovvie e scontate, ma la prepotenza, la sicurezza, la spavalderia, le offese e le bestemmie a noi venditori nella loro lingua ma traducibilissime! la risata all’italiana da presa per il culo, come di solito facevamo noi con loro, queste cose non le tollero. Ma da nessuno, neri, gialli, verdi, bianche e blu. Rispetto e dignità per chi lavora, io le cose che “regalo” loro, a mio tempo le comprai pagandole molto salate, sono in ottimo stato, lavate pulite e stirate(sono maniaca del pulito e dell’ordine!), non devono nemmeno fare la fatica di lavarle e spendere per detersivo e ferro da stiro…ma brontolare ed insistere con una prepotenza da ostrogoti, quello no. Soprattutto perchè e concludo (scusami Marzoletta! !) ma a comportarsi così male sono ancora una volta le DONNE, nere o arancioni che siano. Altro che festa dell’otto marzo! per me ieri è stata la giornata della maleducazione femminile! Fabiana.

  4. babajaga ha detto:

    neppure io ho festeggiato la festa della donna, non c’è proprio alcun motivo per farlo,quando ogni giorno assistiamo a continui sfruttamenti subdoli o meno verso ciò che la donna rappresenta , e cioè ,come giustamente dici, “una persona” e solo perchè nata con attributi diversi dall’altro sesso,considerata diversamente da epoche che si perdono nei tempi e che ancora oggi fanno rabbrividire.Buona serata.
    Daniela

  5. paroledimaru ha detto:

    Nata per caso ma non persona per caso… Bello amica mia, bello e vero. Notte!

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