Colloqui educativi

Mi manca una professoressa e poi chiudo i colloqui del secondo quadrimestre, per entrambi i figli.

Ho ascoltato, ho parlato, ho osservato. Novità, conferme. Sorprese no.

Io dalla scuola mi aspetto molto. Sono convinta che la scuola sia alla base della vita di uno Stato, che costituisca le fondamenta della società civile. Lo penso davvero.

Dalla scuola mi aspetto istruzione ed educazione. Mi aspetto che insegni la storia, la letteratura, la geometria, la matematica, la geografia, la storia dell’arte, il latino, l’educazione motoria, la musica, altre lingue. Mi aspetto che educhi alla vita sociale, alla collaborazione, alla crescita personale all’interno di un gruppo, al rispetto per i pari e per chi ne sa di più, al lavorare per ottenere, al merito, al cercare il miglioramento.

Mi aspetto che chi sta in cattedra ci stia con amore e con passione, con competenza, con rispetto per gli studenti.

Mi aspetto che gli edifici scolastici siano puliti, attrezzati, piacevoli, comodi.

Mi aspetto che i Presidi (sì, lo so che non si chiamano più così, purtroppo…) coordinino il lavoro degli insegnanti, degli studenti e del personale, che siano il tramite tra le Istituzioni e le famiglie.

Mi aspetto che gli studenti si sentano normalissimi privilegiati, che senza rendersene conto, tra una pagina e l’altra, costruiscano la loro vita; mi aspetto che imparino, che ridano, che apprezzino lo stare con gli altri, che rispettino i luoghi; mi aspetto che arrivino a riconoscere chi ha cultura e buonsenso e che per questo lo rispettino; mi aspetto che, un passo alla volta, si costruiscano la capacità di pensare con la propria testa.

Mi aspetto che ogni studente impari ad imparare.

Io dalla scuola mi aspetto molto. Sono convinta che la scuola sia quanto di meglio uno Stato possa offrire ai propri Cittadini, che un genitore possa offrire al proprio figlio.

Ho incontrato parecchi professori, ho visto vari edifici scolastici, mi sono vista intorno tanti studenti.

Nelle voci di molti di quei professori ho sentito interesse per i miei ragazzi, per le persone dei miei ragazzi oltreché per il loro status di studenti.

Hanno sorriso e ascoltato, hanno spiegato il loro pensiero e raccontato come sono i miei figli a scuola.

Ancora dopo tanti anni, io imparo a scuola: ora imparo cose nuove sui miei ragazzi. Li vedo attraverso gli occhi di persone di cui mi fido che vedono cose di loro che io non vedo.

Non trovo nella scuola tutto quello che mi aspetto, non sempre. Però trovo molto di quello che mi aspetto, sopratutto nelle persone dei professori.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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6 risposte a Colloqui educativi

  1. Fabiana Schianchi ha detto:

    La scuola è la linfa vitale della nostra sociale. E’ lì che si formano le persone del domani, gli uomini e le donne che prenderanno il nostro posto, sperando che sappiamo farlo meglio di certe persone. La scuola è la base per ripartire e ricominciare senza pezzi di soffitto che cadono in testa, dovrebbe essere sempre aperta, tutti i giorni di tutto l’anno come le Chiese e gli Ospedali. La scuola deve a mio avviso divenire un luogo di scambio culturale e d’insegnamenti per il futuro, ma non deve essere mai chiusa. Abolirei i tre mesi d’estate di chiusura degli stabili, per ospitare i ragazzi che desiderano frequentare i cosidetti “campi estivi”, ospiterei gli anziani che oltre a stare al fresco potrebbero insegnare molto del loro saggio ed antico sapere. Matteo aveva parlato bene ma ora sempre secondo il mio punto di vista, sta razzolando molto male: anche il personale docente e ATA avrebbe forse voglia di fare qualcosa di costruttivo ed utile per gli altri in estate, magari a turno, magari mezza giornata. Non stiamo certamente sfruttando e rivalutando appieno le risorse che gli edifici scuola e chi le vive possono darci. Tutti i corsi di recupero per i rimandati a settembre, tutte le feste e le occasioni di aggregazione e d’incontro per le persone sole e abbandonate…ma ci pensi a quante cose si possono fare con le scuole aperte tutto l’anno? E magari dare sollievo un paio di giorni in più ai freddi e oramai obsoleti centri commerciali! Parliamone in modo approfondito, l’argomento merita uan discussione molto sensata e tesa al miglioramento del nodo centrale dal quale ripartire per essere degni di farci chiamare ITALIANI. Brava Apriluccia! Fabiana Schianchi.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      L’apertura a cui tengo di più è quella delle menti e molto spesso la trovo: è una grande risorsa per gli studenti e sta anche ai genitori mostrare ai figli che esiste e come riconoscerla, eventualmente.
      Le scuole aperte fisicamente potrebbero essere sicuramente una risorsa, ma andrebbe gestita con criterio e intelligenza.
      Buon week end. carissima 🙂

  2. Ma Bohème ha detto:

    Mi piace questo spirito di collaborazione tra te e gli insegnanti. In base alla mia esperienza ti posso dire che la scuola funziona quando c’è armonia, il che non significa confondere i ruoli, anzi. Più sono definiti nel reciproco rispetto (anche dei prof verso gli alunni e viceversa) più il percorso educativo dà i suoi frutti.
    La questione edilizia scolastica è enormemente importante, ma – e sembrerò controcorrente – ho visto ottima scuola in pessimi locali e scuola mediocre in ambienti elegantissimi.
    La scuola, secondo me, è prima di tutto nella mente. Detto senza sminuire gli altri problemi.
    Buon sabato sera e felice domenica carissima! 🙂
    Primula

    • ogginientedinuovo ha detto:

      L’edilizia scolastica ha la sua importanza: la scuola di mia figlia (1.800 studenti) NON HA una palestra; mia figlia è dislocata in una succursale (ex collegio religioso) nella quale due o tre classi a rotazione stanno nel seminterrato…
      Certo, sono contenta che abbia buoni professori, molto. E’ la cosa fondamentale.
      Però…
      Concordo sul rispetto, sempre ed ovunque, reciproco tra professori-studenti-genitori!
      Buona serata e felice domenica 🙂

  3. mia_euridice ha detto:

    Troppe aspettative, temo…

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