Guardo e soffro

Da una manciata di anni la mia città sta tornando indietro. Da dove? Da un posto che aveva faticosamente conquistato, un metro alla volta, migliorando la sua estetica e contestualmente i comportamenti dei suoi cittadini (oppure viceversa, perché le due cose sono strettamente correlate).

Quel posto si sta allontanando tra sporcizia e incuria.

Probabilmente mancano soldi, pubblici e privati, la manutenzione ordinaria e straordinaria costa.

Però sta scemando anche la virtù dei cittadini. Pure la virtù costa, non in denaro ma in fatica e senso della comunità.

Disordine, raffazzonamenti, menefreghismo, il bene comune che non appartiene a nessuno.

Le fioriere, per esempio, piazzate a casaccio, vengono evidentemente spostate alla bisogna per far passare mezzi di vario genere…

I manti stradali, per esempio, dissestati e pieni di buche, rappezzati alla bell’e meglio spesso nemmeno con asfalto, ma con una sostanza rossastra…

Le aree verdi, per esempio, piene di immondizia, con arredi sbrindellati e erba alta…

Gli edifici dismessi, per esempio, anche pubblici, lasciati al loro destino, altra immondizia alla fine…

E i cittadini trovano sporco e lasciano sporco, vedono il brutto e si abituano.

È una spirale distruttiva.

La verità è che una delle mie ultime passeggiate in centro si è trasformata in un dolore intenso, che mi ha fatta pensare di non aver voglia di uscire per stare in mezzo a tutta questa trascuratezza.

 

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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5 risposte a Guardo e soffro

  1. Fabiana ha detto:

    Cara Paola, non so quale sia la tua città, ma se guardi la TV tante altre sono messe così o peggio. Noi nel mio piccolo paese ( Canali

  2. Fabiana ha detto:

    Adiacente a Reggio Emilia, siamo infestati da dossi e rallentatori stradali costruiti malissimo e ogni volta che ci si passa sopra con l’auto il minimo è che venga mal di schiena o cervicale o nausea. Poi abbiamo buche ovunque, tagli stradali fatti con i piedi, ora stanno mettendo la fibra ovunque quindi ti lascio immaginare…Il tuo malessere è quello di tanti, le cose che potresti fare sono tante invece di tornare a casa. Provate ad unirvi in piccoli gruppi o x circoscrizione e fate voi manutenzione alle piante.oppure piantate degli orti, quelli comunali sono bellissimi, a turno pulite un pezzo di strada, abbellite terrazzi e balconi…unitevi in gruppi volontari e potrete fare molto! Coinvolgendo anche i ragazzi ed i bambini che in queste cose sono molto più motivati e partecipi di noi adulti. E non dimenticare di andare in chiesa a pregare in silenzio. Se noterai degrado e sporcizia anche lì, allora le cose si complicano….

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Hai ragione, si può fare molto, e quello che posso fare come privata cittadina lo faccio.
      Ma.
      Quello che è pubblico deve essere manutenuto dal pubblico, non chiedendo interventi volontari dei privati.
      Quello che faccio, e lo faccio, è di pagare le tasse: con quei soldi l’amministrazione deve provvedere a che la città sia ben tenuta e pulita.
      I cittadini invece dovrebbero preoccuparsi di essere civili e santocielo spesso proprio non lo sono!

  3. willyco ha detto:

    Accade un po’ ovunque, segno della rottura di un patto sociale dove la politica ha una funzione maieutica oltreché riparativa. Se tutto è relativo la percezione delle cose e della loro rovina va a farsi benedire, prima alle cose si presta poca attenzione e poi tocca alle persone. Questo è il degrado del vivere comune.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Questo è il punto centrale: la politica non è più ispiratrice del bene comune. E questo è grave.
      Qui da me, temo, abbiamo anche scavallato da qualche anno (senza differenze tra i vari e diversi partiti eletti) il limite dei requisiti minimi di amministrazioni decenti, proprio nella pratica intendo, scendendo la china dell’incapacità.

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