Guardo e soffro

Da una manciata di anni la mia città sta tornando indietro. Da dove? Da un posto che aveva faticosamente conquistato, un metro alla volta, migliorando la sua estetica e contestualmente i comportamenti dei suoi cittadini (oppure viceversa, perché le due cose sono strettamente correlate).

Quel posto si sta allontanando tra sporcizia e incuria.

Probabilmente mancano soldi, pubblici e privati, la manutenzione ordinaria e straordinaria costa.

Però sta scemando anche la virtù dei cittadini. Pure la virtù costa, non in denaro ma in fatica e senso della comunità.

Disordine, raffazzonamenti, menefreghismo, il bene comune che non appartiene a nessuno.

Le fioriere, per esempio, piazzate a casaccio, vengono evidentemente spostate alla bisogna per far passare mezzi di vario genere…

I manti stradali, per esempio, dissestati e pieni di buche, rappezzati alla bell’e meglio spesso nemmeno con asfalto, ma con una sostanza rossastra…

Le aree verdi, per esempio, piene di immondizia, con arredi sbrindellati e erba alta…

Gli edifici dismessi, per esempio, anche pubblici, lasciati al loro destino, altra immondizia alla fine…

E i cittadini trovano sporco e lasciano sporco, vedono il brutto e si abituano.

È una spirale distruttiva.

La verità è che una delle mie ultime passeggiate in centro si è trasformata in un dolore intenso, che mi ha fatta pensare di non aver voglia di uscire per stare in mezzo a tutta questa trascuratezza.

 

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Controllo

Ho questa tara del controllo. Credo di dover avere il controllo, dei miei pensieri, del mio corpo, delle situazioni, del futuro, in poche parole della vita.

E credo di non averlo mai avuto, alla fine.

Ma quello che conta è la tara del volerlo avere, più che la tara dell’averlo.

Questa primavera mi sta portando la consapevolezza di quanto poco controllo io abbia, abbia mai avuto e avrò sempre meno, del mio corpo.

Acciacchi, dolori, magagne, problemi: il corpo fa quello che vuole, urla il suo malfunzionamento e la mente prende nota, prende atto e prende paura.

Praticamente, ormai, una farfalla in Cina si muove da un fiore all’altro e questo massiccio spostamento d’aria laggiù provoca una modifica (negativa, di solito) nel mio corpo.

Non.C’è.Alcun.Controllo.

Mi abituo faticosamente a stare in quello che c’è, mi abituo a non controllare le reazioni e il funzionamento del corpo, a non dover prevedere la sua situazione. A stare e basta. Ad ascoltare e a provare sensazioni senza giudizio.

E sapendo sempre più che non posso controllare un bel niente.

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Punti salienti di questo secondo giorno di maggio

  • Ieri era la Festa del Lavoro: a marzo disoccupazione 15-24 anni = 30,2%, disoccupazione totale = 10,2% – nella speranza che possiamo arrivare a festeggiare il 1° maggio 2020 con dati meno brutti di così…
  • Ieri, alle 14:17, facevano 25 anni senza Senna. E quindi facevano 25 anni che non guardavo più la F1. Sciocco, ma è andata così
  • Notizie degli ultimi giorni: un uomo con problemi psichici tortutato e ucciso da un branco di ragazzini; una donna picchiata brutalmente e stuprata da un manipolo di giovani uomini; un uomo uccide la moglie e poi si suicida; sorelline picchiate e lasciate senza cibo dai genitori; la Cassazione sentenzia che i Casamonica sono un’associazione mafiosa, ecco certificata un’altra associazione mafiosa del Paese…
  • Negli ultimi giorni altre cose, insomma: stiamo ancora parlando di Berlusconi candidato, ancora; il Giappone ha un nuovo imperatore ed entra in una nuova era, “Reiwa” – armonia e fortuna; Alitalia perde 57mila euro all’ora; aula vuota per la discussione sulla commissione d’inchiesta sul caso Regeni a Montecitorio; la Regione Liguria non erogherà contributi agli alberghi che ospitano rifugiati; all’ordine del giorno dell’ultimo CdM solo “varie ed eventuali” che manco il condominio più smandrappato…
  • Ho la schiena bloccata, ma niente di nuovo sotto il sole…
  • Se volete qualche bella notizia, guardate una puntata del Fantabosco
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La luna e il totem

Una decina di giorni fa c’era la luna piena.

Una mattina, al mio risveglio, l’ho trovata enorme e di color rosa-arancio perfettamente rotonda e perfettamente centrata, dietro ad un’antenna della telefonia. L’ho trovata spettacolare, così eternamente meravigliosa a far da sfondo a uno dei nostri novelli totem.

Ciò che è sempre stato insieme con quello che ci siamo inventati: entrambi indispensabili.

Era un quadro un po’ surreale.

Era bello.

 

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Milano – Arte

[GIORGIO ANDREOTTA CALO’]

[SHEELA GOWDA]

ma anche

(dentro e fuori Pirelli Hangar Bicocca)

(verso Greco Pirelli)

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Ventuno

Ho letto 21 lezioni per il XXI secolo di Yuval Noah Harari, vi cito il risvolto di copertina:

“In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni”

e vi dico che mi è molto piaciuto.

Avverto con urgenza le questioni contemporanee, sentendomi disorientata e con la testa piena di domande. Cerco risposte, cerco conforto, cerco soluzioni.

Harari parla di tecnologia, libertà, civiltà, nazionalismo, immigrazione, terrorismo, ignoranza, verità.

E poi si chiede: “Come vivere in un’epoca di disorientamento, quando le vecchie narrazioni sono andate in frantumi e nessuna nuova narrazione è ancora emersa per sostituirla?”

E chiude il libro con un capitolo che parla di istruzione e di senso e di meditazione. E in questo momento lì c’è gran parte di quello che penso serva al nostro tempo per non frantumarsi completamente.

 

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25 aprile

Buona Festa della Liberazione!

TED TALK – CAROLE CADWALLADR – VANCOUVER

Perché quando ce l’abbiamo, la diamo per scontata, ma la libertà va curata ogni giorno tutti i giorni.

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Milano

Sabato scorso siamo andati a Milano per visitare la mostra dedicata ad Antonello da Messina e abbiamo approfittato per andare all’Hangar Bicocca.

Antico e moderno. Che portano con sé sensazioni diverse, ugualmente forti.

Per esempio, lo avete mai visto da vicino, viste le sue lacrime, le gocce di sangue sulla sua fronte?

ecce homo

Avete mai guardato la sua espressione, i suoi occhi?

ecce homo_2

E poi appena dopo, avete mai visto l’angoscia, l’avete mai guardata da vicino?

torri_bicocca_1

Avete mai avuto passato e futuro mescolati in un unico impasto davanti agli occhi?

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Io sì, sabato scorso.

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I 5 sensi

Questa cosa, che il contatto umano è un lusso, mi ha fatta pensare: voglio dire, è piuttosto scioccante arrivare a considerare l’interazione umana un lusso!

Eppur si muove…

Se ci penso è proprio tutto un sistema basato sull’umano, sui 5 sensi a perdere colpi: ascoltiamo la musica dalle casse del computer o dallo smartphone, ma insomma gli impianti Hi-Fi erano meglio; compriamo vestiti fast fashion tagliati male, cuciti alla bell’e meglio e confezionati con stoffe terribilmente scadenti che non dà nessun piacere toccare; mangiamo frutta e verdura quasi insapori; odoriamo profumi pieni di alcool e rose che non profumano di niente; guardiamo tante immagini filtrate, ritoccate e non sappiamo più vedere i colori.

I nostri sensi non fanno esercizio, si disabituano, perdono le loro abilità. Poterli affinare è un lusso.

I 5 sensi che possono bearsi del loro mestiere, sono un lusso…

E ancora, anche in questo caso, i più poveri subiscono maggiormente.

Chi è più ricco può permettersi di mangiare cibi genuini e saporiti, bere vini di alta qualità, ascoltare musica in una sala da concerto, acquistare vestiti confezionati con stoffe pregiate, profumi artigianali. Può andare sull’Himalaya e vedere i suoi colori reali, le sue proporzioni, dal vivo.

I nostri sensi incontrano la bellezza sempre più raramente, che sia una persona che ci sorride, il profumo inebriante di una rosa coltivata con amore in un giradino, un medico che ci ascolta con attenzione, le pennellate di un quadro, il sapore di un formaggio stagionato in fossa, di un vino passato in botte o Albinoni suonato in una sala con l’acustica perfetta.

La bellezza è un altro lusso che scava un divario profondo tra i ricchi e i poveri.

È inquietante.

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Realtà percepita

Ho letto che, allo specchio, ci vediamo 10 volte più belli di quanto siamo in realtà. Bene così.

Qualche giorno fa, allo specchio, non mi vedevo proprio Claudia Schiffer, ecco, diciamo…

Probabilmente nella realtà ero, dunque, tendente al Neanderthal

neanderthal

con tutte le mie scuse ai Neanderthal.

Bello che vengano divulgate queste notizie, così una evita di crogiolarsi in illusioni deleterie, bello…

 

 

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