Politica o politica?

Nel Buongiorno di Gramellini trovo sempre la sponda che legittima le mie idee e questo mi fa sentire meglio perché parlando invece vis à vis con le persone, spesso mi sento un’aliena.

Nell’ultimo post Gramellini parla della politica come professione: “…vorrei sommessamente segnalare che essere professionisti della politica non è una vergogna né una colpa. E’ colpevole, e vergognoso, essere dei professionisti della politica ladri e incapaci.” – “…la politica è anche un mestiere con regole precise…” – “…Cavour e De Gasperi non erano dilettanti o improvvisatori. Erano politici di professione, come lo è oggi un Obama “.

Sono d’accordo con lui: siamo indotti da un po’ di anni a questa parte, a pensare che la politica come professione sia un baratro di nefandezze, ma in realtà sono molte delle persone che la praticano che stanno, da tempo, tenendo comportamenti nefandi.

La politica è un mestiere, non un lavoro, che va imparato, praticato, affinato e… amato, così come lo è la falegnameria, il restauro, l’edilizia, l’avvocatura; credo che sia un mestiere difficile che richiede capacità di mediazione, di negoziazione, lungimiranza, intuizione, abilità tecniche e chissà quante altre doti che non so nemmeno immaginare. Non è un lavoro qualsiasi perché non tutti possono dirsi in grado di soddisfare le qualità necessarie e non è neanche mestiere per tutti proprio per lo stesso motivo.

Da troppi anni serpeggia una sorta di idea di onnipotenza che ci fa credere che possiamo fare qualsiasi cosa, in generale. Crediamo che niente ci si possa negare. Ci sono ambiti che possiamo pensare di affrontare, ma necessariamente dobbiamo studiare, fare pratica, faticare prima di poter dire di essere capaci; ci sono ambiti invece che credo ci rimarranno sempre preclusi perché nonostante gli sforzi non ci appartengono.

Questo vale per tutti i campi, inclusa la politica. E questo vale per la politica, ma anche per tutti gli ambiti professionali.

Bisogna che ricominciamo a imparare, umilmente, per poi saper fare: la gavetta è necessaria, la professionalità si costruisce studiando, imparando, provando, sbagliando anche, ma facendo tesoro dell’esperienza.

Dobbiamo ridare dignità alle parole incluse Professionalità, Mestiere, Carriera che devono tornare ad essere significative di una positività che hanno progressivamente perso, ma di cui per forza dobbiamo riappropriarci.

Un Paese complesso come il nostro, abitato da 60 milioni di persone ha bisogno assolutamente di guide capaci, non improvvisate: “Questa idea che tutti possono fare politica, scrivere articoli di giornale, gestire un’azienda o allenare una squadra di calcio è una battuta da bar che purtroppo è uscita dai bar per invaderci la vita e devastarcela” dice Gramellini e secondo me ha ragione.

Questa superficialità ci ha devastati, purtroppo combinata con corruzione, menefreghismo, lassismo, mancanza di etica e spesso di moralità: è un orizzonte desolante, ma ce lo dobbiamo uno sforzo per uscire da questo circolo vizioso.

Non lasciamoci andare al: ”Meglio chiunque a governarci piuttosto che quegli inetti che abbiamo avuto fin’ora” perché svilire il compito di chi amministra e governa è un gioco pericoloso.

Quello che dobbiamo pretendere è onestà.

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Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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2 risposte a Politica o politica?

  1. 'povna ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo. E proprio per questo assai spaventata da quello che sta succedendo intorno a noi. Se si conoscesse la storia per bene, si saprebbe che il finanziamento pubblico ai partiti, così come i rimborsi elettorali, così come stipendi alti sono misure che sono state messe per democrazia, e non anti-cittadini. Tutto sta a usare bene questi dispositivi, ovvio. Che però non sono in sé e per sé cattivi o buoni. Lo diventano a seconda dell’uso legittimo o illegittimo che ne facciamo.
    Altrimenti, torniamo alla politica dei miliardari, determinata dai pochi che hanno che controllano in misura diretta o indiretta coloro che non hanno, e che credono di valere uno ma in realtà hanno appaltato la loro capacità di valutare e giudicare… Ops, ci ricorda qualcosa?!

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Vedi, Mr. B. è l’esempio classico.Sentivo vent’anni fa: “Governerà bene perché è un bravo imprenditore, in più è ricco quindi non ruberà!” e io pensavo che proprio perché era un imprenditore (bravo, beh…), per giunta stra-ricco era proprio quello di cui non avevamo bisogno. Tutti sanno fare tutto? NO. Mr. B. non sa governare. Ora mi tocca rivedere un film simile con il M5S: Grillo sapeva fare il comico, ma che ne sa di politica? Altro ricco che si propone come guru. Bramo la normalità del politico onesto, quasi senza nome, che faccia il suo mestiere al meglio. Troppo o troppo poco per noi italiani?

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