Nessuno tocchi Caino, ma i bambini?

Lodi. E poi lamentiamoci.

Per quello che vale, “il modello Lodi” è quello che ha fatto sì che le persone si percepissero sopraffatte dai migranti, fin’ora.

Per quello che vale, la politica che racconta e si racconta storie come Lodi è la non-politica, è bullismo.

Per quello che vale, non è la prima accoglienza, ma è strutturare l’integrazione che ci fa vivere meglio ogni giorno tutti i giorni.

Per quello che vale, meglio stanno gli ultimi, meglio stanno tutti.

Nessuno escluda i bambini, nessuno tocchi i bambini, nessuno violi l’innocenza dei bambini, nessuno usi i bambini, nessuno scacci i bambini, nessuno odi i bambini, nessuno discrimini i bambini, nessuno instilli nei bambini la vergogna per quello che sono, nessuno faccia sentire i bambini dei diversi, nessuno affami i bambini, nessuno spaventi i bambini.

Per quello che vale, io mi vergogno.

 

 

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Quello che ci vuole

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Una mano che tiene un libro oppure un libro che ci tiene per mano

La cura dei dettagli.

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Le mattine

Senza programmarlo né pianificarlo, ho da tempo una sorta di rituale mattutino. Che mi fa iniziare la giornata con lentezza e in sicurezza. Sì, perché sentirsi sicuri e al sicuro, è importante.

I gesti ripetuti, sempre uguali, danno un senso di continuità, di perpetuo, di solido.

Mi sveglio senza sveglia, così, e mi approprio dello spazio della mia casa un passo alla volta, in silenzio, fino in cucina, e accendo una abat-jour ché la mattina presto, prima che sorga il sole, la luce non deve essere superba, ma solo carezzevole, e riempio la moka e la metto sul fuoco e il primo rumore che sento è il fornello che si accende, e aspetto il caffè in piedi mangiando uno yogurt, sempre lo stesso yogurt al caffè, e poi riempio la tazza e mi siedo al computer e leggo, leggo, guardo, guardo, senza suoni, senza rumori, e entro nella giornata mentre il sole sorge alle mie spalle, mostrandomi piano piano pezzi della casa che diventano dorati e rosa, senza invadenza, scoprendosi con pudore, e sto.

E sto bene. È il sabato del villaggio, se volete, da gustare prima che tutto inizi. È stare dentro in pace prima di stare fuori con gli altri, per gli altri.

In questi momenti, per me, non c’è spazio per il movimento, né per le voci.

Non c’è spazio neppure per l’agenda. Non esiste niente, solo io che sto.

È uno spazio e non un tempo, tutto occupato da me.

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La polemica della settimana, per un mondo più semplice

Rifiuti, spazzatura.

Bidoni condominiali. Ingegnere condominiale (non manca mai, insieme a un architetto e a un avvocato…).

Rompe una sedia di plastica da giardino e getta i pezzi nell’indifferenziato.

“Non si può, le sedie di plastica vanno portate all’oasi ecologica” – dice il caposcala; “sono a casa mia e faccio quello che voglio” – risponde l’ingegnere.

Natalie Portman Clapping GIF - NataliePortman Clapping GIFs

Punto primo: tu casa es (anche) mi casa, la multa se la becca il condominio, ergo la devo pagare anch’io…

Punto secondo: l’oasi ecologica è a 80 passi dal nostro condominio, ci passiamo davanti in macchina ogni volta che usciamo di casa. Qual è lo stramaledetto motivo per cui non puoi caricare la sedia in macchina e portarla all’oasi ecologica?!

Punto terzo: l’educazione, ingegnere mio, l’educazione soprattutto…

Punto quarto: il mondo è più semplice se data una regola, i più vi si attengono… davvero, sembra strano, ma è così; pensa, ingegnere mio, che se tutti seguissero le regole dell’immondizia, incenerire, riciclare, compostare sarebbe più facile e MENO COSTOSO, limortaccitua…

Per un mondo più semplice, fate girare.

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C’era una volta, ma poi non c’è più stata

Non è proprio un amico, ma neppure un semplice conoscente. Lo conosco da tantissimi anni, non lo frequento, abbiamo sempre parlato di famiglia e di altro, ma principalmente di famiglia.

Lui l’ha sempre messa al centro dell’attenzione, nelle parole e nei fatti, e si è sempre capito che da quando l’ha avuta, moglie e figli, è stata la linfa che ha nutrito la sua vita.

Ne ha sempre parlato con orgoglio, con un tono vagamente da patriarca.

Da un po’ non parlava più della moglie, donna da sempre idealizzata e messa su un piedistallo. Recentemente, mi ha detto che si è separato.

Mi ha detto di tradimenti e, tra le righe, di una delusione profonda quando il piedistallo si è sbriciolato.

Questa delusione, questa caduta improvvisa di un progetto di vita, questa fine inaspettata, mi hanno lasciato un’amarezza indescrivibile.

Perché anche ciò che sembra funzionare bene, ovviamente, ha le sue falle; le situazioni troppo idealizzate, certamente rendono difficile vedere queste falle; quando cade il velo, la realtà è talmente cruda che può distruggere.

Ho pensato che tutto, anche quello che ci appaga di più, che ci rende più felici, che riteniamo sia la forma che ha la nostra vita, può rompersi all’improvviso, può venire distrutto con crudeltà.

Perché l’altro, anche se crediamo di conoscerlo, alla fine rimane un mistero.

E forse l’unico modo per salvare la forma della nostra vita che crediamo sia la forma anche del nostro altro, è quello di guardare bene la realtà a occhi aperti, di trattare il viaggio insieme come il mistero che è.

Non abbassare mai la guardia, non dare per scontato, non immaginare eternità mendaci, non credere mai di avercela fatta.

Non raccontarsi mai che la forma che la nostra vita ha oggi e che crediamo sia la forma anche del nostro altro, sia quella defintiva: raccontiamoci che siamo acqua invece, che prende forme diverse a seconda di dove è contenuta.

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Quando incontri delle verità

«La moderazione delle persone felici deriva dalla calma che la buona sorte conferisce al loro carattere.»

François de La Rochefoucauld

Mi stupisco sempre, esattamente ogni volta, quando incontro una verità. Ogni volta che leggo una frase e la mia mente e il mio cuore battono all’unisono. Ogni volta che il mio corpo si ferma e sa che quello che la mia bocca non sa dire non per questo i miei occhi non sanno vedere.
Quando sono felice rifuggo dagli eccessi, parlo a voce più bassa, guardo di sguardi più dolci, tocco lievemente, ascolto qualsiasi cosa con indulgenza, sento il profumo della vita.
La moderazione è di chi non si dibatte a cercare.
E mi stupisco anche oggi e mi commuove trovare, ancora, verità ovvie, ma rimaste sepolte dalla fretta di attraversare i giorni.
E allora giuro che non sarò più di fretta, finché la prossima verità rivelata non mi farà accorgere di aver rotto il giuramento e mi stupirò ancora e poi, giurerò ancora.
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Beaking News

Non voglio la vita di un altro.

Voglio la mia vita. Solo, ancora più bella.

 

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