Divagando

La parte più difficile di una lavoro è, spesso, quella che sta tra la decisione di farlo e l’inzio vero e proprio: il momento che sta tra il guardare la pila di panni da stirare e l’avere il ferro da stiro in mano che sbuffa, è quello topico, che si dilata e che vede le forze della natura combattersi furiosamente.

Poi, alla prima passata che spiana le grinze sulla maglietta, inizia la fase dell’agio, l’accomodarsi nel lavoro in sé. Ed è in questa fase che la mente inizia a rilassarsi e a dispiegarsi e a seguire le sue proprie vie, senza dover rendere conto alla coscienza né al buon senso né alla ragione.

Ho pensato appunto a quanto fosse sciocca la mia refrattarietà allo stiro dal momento che, so benissimo, poi mi piace che la mente inizi a correre, come un cane quando gli si toglie il guinzaglio in un prato. E’ stirando che la mia mente fa quello che vuole.

Sono i rumori, lievi, click click schh schh, e continui, è il silenzio intorno e sono i movimenti ritmici e uguali che fanno il passo e la mente vaga.

Devo rileggere Svevo, La coscienza di Zeno, che mi era piaciuto così tanto! Quanti anni che non lo leggo! Che cosa ci troverò dentro ora? No, Joyce no: troppo difficile, non lo capisco, senza punteggiatura… e quell’altro… austriaco… Thomas Bernard: La fornace. Capito zero. Lo avevo detto all’Assistente in Facoltà che non mi era piaciuto, l’avevo anche motivato, ma lei non mi ha mai dato le chiavi per eventualmente rileggerlo e apprezzarlo. Porcamiseria, quanto chissenefrega c’era in Facoltà. E le Docenti, quelle che ormai si erano accomodate nella Cattedra, mammamia. Che strano quel giorno in stazione, in partenza per Roma con Tuttobene e i bambini, l’ho rivista dopo anni la Docente di Tedesco, la cattedratica, e mi ha riconosciuta e la prima cosa che mi ha chiesto: – Che cosa fai? mi ha fatta sentire inutile e senza valore. E poi ancor più strano il giorno dopo a Roma, in un bar qualsiasi del centro vicino a Montecitorio, beveva un caffè con un’altra carampana, la Docente di Inglese, dio! la mia relatrice che non mi ha riconosciuta e io mi son guardata bene dal dirle qualcosa, che insegnante inutile. Inutile io senza carriera, inutile lei con carriera. E quindi l’utilità da dove viene? C’è tanta gente inutile. Come quella tipa che crede di essere chissàchi perché cantava nelle balere e muove un sacco di aria e spiana il prossimo per far spiccare sua figlia, ma figuriamoci! sua figlia vale poco lo stesso. E anche se non la bocciano? Che cosa ha risolto? Ignorante rimane. Anzi: a furia di non sapere niente e andare avanti, fra trent’anni magari sarà la mia Sindaco, incompetente e dannosa! Il Sindaco: questo che c’è adesso non lo si sente mai nominare… che fa? Oh, mi sono persa il Festival: dio! ma proprio non mi sono accorta che ci sia stato! Peccato! Gigabyte ci va sempre: avrei dovuto chiamarlo e andare anch’io una sera. Non lo vedo da… mesi, porcamiseria, e invece voglio vederlo per farmi raccontare l’Islanda. Mi piacerebbe andarci. Ma in quattro… ci vuole un mutuo. Vabbé, quando saremo in pensione… Beh, pensione, a me non la daranno, mi mancano parecchi anni di contributi, eh! Chissà che pensione avrà Tuttobene… ci camperemo, boh! Devo comprargli una polo, ne ha poche e faccio fatica a lavare e stirare in tempo. Di che colore la vorrà? Glielo devo chiedere. Poi sabato Tuttobene andrà in bici se non piove. Poi al pomeriggio a vedere i vecchietti. Lo so che La Filosofa non ci va volentieri e la capisco… ma come si fa? Forse uscirà con le amiche… meglio così; ma Il Cantastorie viene con noi, è paziente con la nonna Il Cantastorie, è dolce. E ha bisogno le scarpe invernali. Speriamo che il prossimo inverno non piova tanto quanto quello scorso che dio! non ce la posso fare…

Svevo e la pioggia: non è sempre detto che la linea retta sia la distanza più breve tra due punti.

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Informazioni su ogginientedinuovo

Quando una donna si sveglia, le montagne si muovono Proverbio cinese
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21 risposte a Divagando

  1. Nuzk ha detto:

    Penso che ognuno abbia i suoi momenti in cui i pensieri “s’ammollano” vagando allo stato brado ovunque capiti. E se li guardi da lontano sorseggiando una tazza di caffè riesci a farti anche delle risate…Buon fine settimana 🙂

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Rido sempre perché c’è un momento in cui mi accogo che sto vagando e lì mi viene in mente Svevo, ogni volta! Da Svevo, riperdo coscienza e ricomincio a peregrinare totalmente a caso 😀
      Buon week end a te, carissima 🙂

  2. vagoneidiota ha detto:

    Ti leggo e penso tu sia un genio.
    Tra fumo e soffio di pressione, tra grinze e maglie piatte, sei riuscita a farmi vedere un sigaro poggiato da qualche parte, immaginare la faccia di freud stampata su uno dei miei volumi addossato ad un altro dei tuoi volumi, tra i libri.
    Ed il tuo sorriso, stranamente delicato ed ironico. Uno di quei tagli ad arco sulla faccia che salutano la vita, che la vita, se vuoi, saluta poco o male chi non ride.
    E Le docenti, megere idiote, coricate tra un thé ed una zuccheriera mentre il mondo si muove ed il sigaro, come il ferro, fuma.
    Click. Shhh. Shhh.
    Fai fare un po’ a me. Ti aspetta il caffè.
    Jill scott – Cross my mind
    Appunto.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Bevo il caffè e ti passo ferro e divagazioni: se riesci a sguinzagliare la mente sopra il vapore seguendo i click, schh arrivi in posti impensati 🙂
      Mi ci vorrebbe un bel toscano che fuma in un posacenere vicino all’asse da stiro, sarebbe perfetto 😉
      E a me genio non me l’ha mai detto nessuno! Ma mi piace 😀 Tutte le mattine, caffè, musica e “sei un genio”, ti pregoooo!
      Buon week end, vagone 🙂

  3. franco battaglia ha detto:

    Vai in libreria e chiedi Centuria di Giorgio Manganelli. Potresti rischiare di spenderci meno di dieci euro in una versione ultraeconomica. Vagheresti totalmente a caso tra le sue pagine pazzesche. E c’è il rischio fondato che impari a stirare con una mano.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Segnato!
      Ma c’è il rischio fondato che smetta di stirare 😉
      Toscano in una mano e libro nell’altra, ecco, ci manca la spiaggia in Giamaica e, guarda, ho trovato la mia dimensione 😀
      Vedi come vaga facilmente la mia mente?!
      Buon week end, franco battaglia!

  4. Ma chissà perchè tutti gli argomenti che anch’io tratto, prima o poi me li ritrovo in un altro salotto. Adoro anch’io stirare, l’avevo già dedicato in un post di qualche tempo fa. Gli argomenti conditi magari con altre spezie ritornano sempre, con un altro vestito, con altre parole ma ritornano qua e là. Allora anche tu trovi rilassante (come me peraltro) lo stiro? In un post precedente scrivesti che di stirare proprio….non ne volevi sapere! Va beh che nella vita si può anche cambiare idea e valorizzare un gesto anonimo e ripetitivo come lo stiro, che permette alla mente di cazzeggiare qua e là con il pensiero. Evviva lo stiro e le stiratrici! Buona mattina. Fabiana.

    • ogginientedinuovo ha detto:

      No, non ho cambiato idea… Stirare non mi piace! Non sono brava, i panni stirati da me sono sempre un po’ pesti, non ho pazienza e non mi dà soddisfazione vedere la pila di panni stirati.
      Mi piace il tempo che passa sopra l’asse, quando penso in libertà: stirare è un mezzo che agevola i pensieri random, ma sono questi ultimi a piacermi 😉
      Eh! Gli argomenti dei post sono quelli della vita quotidiana che è un po’ la stessa per tanti 🙂
      Buon week end, carissima!

      • mandami a casa tutta la biancheria che vuoi, per me stirare è come respirare. Sull’asse da stiro e sul Water mi vengono le idee migliori. Le vite? Già, sono tutte uguali e tutte fotocopiate, colori più o meno sbiaditi, più o meno nitidi, ma siamo i cloni dei nostri simil cloni. Buon sabato a te e a tutti! Fabiana Schianchi.

  5. Bloom2489 ha detto:

    Bella riflessione, è quello che mi accade spessissimo, perfino se devo studiare, sigh! Poi mi rendo conto che tutto sta ad iniziare, il resto viene da sè 🙂 Perché siamo così complicati? hahah

  6. paroledimaru ha detto:

    Penso che potrebbe essere il testo di un monologo teatrale dal titolo Tra le nuvole di vapore. Divertentissimo questo tuo vagare e tanto vicino a quello di tutti noi quando facciamo qualcosa che non ha bisogno della testa e quella si prende un momento di relax. Solo una cosa non mi torna. ‘Inutile io senza carriera. inutile iei con’. Tu inutile non sei davvero. Buona serata Ogginientedinuovoneanchetanto!♥️

  7. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Lo stiro e la fenomenologia dello spirito 🙂

  8. linda ha detto:

    Svevo è sempre una buona idea, e una nuova chiave di lettura si trova sempre.

    Quando stiro, in genere ascolto la mia B. che ripete ad alta voce, ma non ti nascondo che avrei voglia di divagare anche io. 🙂

  9. Alice ha detto:

    Quindi dici che se invece di star qui a leggere mi fossi messa a stirare sarei già a buon punto…forse….ma che peccato..è quasi ora di uscire a fare la spesa e compagnia a mia mamma…riprovo sarò più fortunata.
    Anche a me piace la possibilità di divagare che ti concede lo stiro. L’alternativa è stare distesa a letto a fissare il soffitto. Vuoi mettere invece con un ferro in mano? Un figurone.
    P.S. Non sei inutile. Se non altro mi dai una scusa per rimandare i lavori di casa…. 😉

    • ogginientedinuovo ha detto:

      Ah ah ah!
      L’alternativa, devo dire, è meglio della proposta, ma si sa che bisogna fare di necessità virtù 😉 e dato stirare necesse est, tanto meglio farlo con la testa altrove…
      Il tuo post scriptum è in pratica quello che capita a me da quando ho un blog: con la scusa di controllare questo e quello, beh…

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